1Miktam. Di Davide.Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
2Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,solo in te è il mio bene».
3Agli idoli del paese,agli dèi potenti andava tutto il mio favore.
4Moltiplicano le loro penequelli che corrono dietro a un dio straniero.Io non spanderò le loro libagioni di sangue,né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.
5Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:nelle tue mani è la mia vita.
6Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:la mia eredità è stupenda.
7Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;anche di notte il mio animo mi istruisce.
8Io pongo sempre davanti a me il Signore,sta alla mia destra, non potrò vacillare.
9Per questo gioisce il mio cuoreed esulta la mia anima;anche il mio corpo riposa al sicuro,
10perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.
11Mi indicherai il sentiero della vita,gioia piena alla tua presenza,dolcezza senza fine alla tua destra.


Note:

Sal 16,1:Miktam: senso incerto; BJ ha: «a voce bassa». Questa rubrica si trova davanti ai salmi la cui recita pubblica poteva provocare la collera dei pagani del periodo ellenistico, padroni di Gerusalemme.

Sal 16,2-3:Il testo dei vv 2-3, molto oscuro, è tradotto per congettura cambiando la vocalizzazione. L'ebraico si potrebbe tradurre alla lettera: «Mio Signore, tu mia felicità, non sopra di te. Ai santi, quelli della terra, quelli e questi che impongono (?), tutto il mio piacere è in essi». - Questi vv potrebbero rivolgersi a coloro che pretendono unire l'adorazione di Jahve al culto degli dèi locali, sincretismo che fu per molto tempo la grande tentazione di Israele (cf. Is 57,6; Is 65,5; Is 66,3s).

Sal 16,4:Si affrettino: BJ traduce: «si corre al loro seguito» secondo le versioni; il TM è corrotto (alla lettera: «pagano il prezzo dello straniero»). - idoli: alla lettera «infermità», eufemismo.

Sal 16,6:Allusione alla condizione dei leviti. La loro parte, designata dalle immagini tradizionali della coppa (cf. Sal 11,6+) e della corda d'agrimensura (Mi 2,4-5) è Jahve. Il nome proprio Hilqijjahu, «Jahve è la mia parte», è frequente.

Sal 16,7:il mio cuore: alla lettera «i miei reni», sede dei pensieri e degli affetti segreti (cf. Sal 7,10; Pr 23,16; Ger 12,2).

Sal 16,9:la mia anima: alla lettera «la mia gloria» (cf. Sal 7,6+).

Sal 16,10:Il salmista ha scelto Jahve. Il realismo della fede e le esigenze della vita mistica reclamano un'intimità indissolubile con lui: è dunque necessario sfuggire alla morte che lo separerebbe da Jahve (Sal 6,6 ; cf. Sal 49,16+). Speranza ancora imprecisa, che prelude già alla fede nella resurrezione (cf. Dn 12,2; 2Mac 7,9+). Le versioni traducono «fossa» con «corruzione». L'applicazione messianica, ammessa dal giudaismo, è stata vista verificata nella resurrezione di Cristo.

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