SCRUTATIO

Mercoledi, 15 luglio 2026 - San Bonaventura ( Letture di oggi)

Giobbe 3


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BIBBIA CEI 2008Sacra Bibbia Garofalo
1 Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno.1 Dopo questo, Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno;
2 Prese a dire:
2 prese la parola e disse:
3 «Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: “È stato concepito un maschio!”.
3 «Perisca il giorno nel quale fui generato e la notte che disse: “Concepito maschio”.
4 Quel giorno divenga tenebra,
non se ne curi Dio dall’alto,
né brilli mai su di esso la luce.
4 Quel giorno sia tenebra: non se ne curi Dio dall’alto, e la luce non brilli su di esso!
5 Lo rivendichino la tenebra e l’ombra della morte,
gli si stenda sopra una nube
e lo renda spaventoso l’oscurarsi del giorno!
5 Tenebre e ombre di morte lo insozzino, gli incomba sopra una nube, lo spaventi la caligine.
6 Quella notte se la prenda il buio,
non si aggiunga ai giorni dell’anno,
non entri nel conto dei mesi.
6 Quella notte se la prenda l’oscurità, non si aggiunga ai giorni dell’anno, non entri nel computo dei mesi!
7 Ecco, quella notte sia sterile,
e non entri giubilo in essa.
7 Sì, quella notte sia sterile né risuoni di canti.
8 La maledicano quelli che imprecano il giorno,
che sono pronti a evocare Leviatàn.
8 La maledicano coloro che stregano il giorno, coloro che sanno evocare il Leviatan.
9 Si oscurino le stelle della sua alba,
aspetti la luce e non venga
né veda le palpebre dell’aurora,
9 Si oscurino le stelle della sua alba, attenda la luce ma invano; e non veda le palpebre dell’aurora,
10 poiché non mi chiuse il varco del grembo materno,
e non nascose l’affanno agli occhi miei!
10 poiché non chiuse il varco della matrice dove io ero e non velò il travaglio ai miei occhi!
11 Perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
11 Perché non sono. morto fin dal seno, dal ventre uscito non spirai?
12 Perché due ginocchia mi hanno accolto,
e due mammelle mi allattarono?
12 Perché due ginocchia: mi hanno accolto, e perché due mammelle da succhiare?
13 Così, ora giacerei e avrei pace,
dormirei e troverei riposo
13 Poiché ora giacerei disteso e tranquillo, dormirei e sarebbe un riposo per me,
14 con i re e i governanti della terra,
che ricostruiscono per sé le rovine,
14 insieme con i re e i consiglieri del paese, restauratori di rovine,
15 e con i prìncipi, che posseggono oro
e riempiono le case d’argento.
15 con i principi cui è molto denaro e che riempiono le loro case d’argento
16 Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
o come i bambini che non hanno visto la luce.
16 Perché non sono stato come un aborto nascosto, come bimbi che non vedono la luce?
17 Là i malvagi cessano di agitarsi,
e chi è sfinito trova riposo.
17 Là i malvagi depongono ogni velleità d’intrigo e là riposano coloro che erano giunti al limite della sopportazione.
18 Anche i prigionieri hanno pace,
non odono più la voce dell’aguzzino.
18 I prigionieri possono riposare insieme, non sentono più la voce dell’aguzzino;
19 Il piccolo e il grande là sono uguali,
e lo schiavo è libero dai suoi padroni.
19 piccolo e grande là è tutt’uno e lo schiavo è libero dal padrone.
20 Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha amarezza nel cuore,
20 Perché dare la luce a un infelice e la vita a chi ha l’anima amareggiata?
21 a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più di un tesoro,
21 A coloro che sospirano la morte — e questa non viene —, vanno a cercarla più di un tesoro;
22 che godono fino a esultare
e gioiscono quando trovano una tomba,
22 che si rallegrano con gran giubilo ed esultano se trovano un sepolcro;
23 a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio ha sbarrato da ogni parte?
23 a un uomo di cui il sentiero è nascosto e che Dio ha sbarrato?
24 Perché al posto del pane viene la mia sofferenza
e si riversa come acqua il mio grido,
24 Perciò i gemiti sono mio cibo e si spargono come acqua i miei lamenti;
25 perché ciò che temevo mi è sopraggiunto,
quello che mi spaventava è venuto su di me.
25 perché, se temo qualche male, subito mi capita addosso e ciò di cui ho paura mi sopravviene,
26 Non ho tranquillità, non ho requie,
non ho riposo ed è venuto il tormento!».
26 Non ho pace, non ho quiete, non ho riposo: ed ecco la disperazione»