1Bildad di Suach prese a dire:
2«Dominio e terrore sono con lui,
che impone la pace nell’alto dei cieli.
3Si possono forse contare le sue schiere?
E su chi non sorge la sua luce?
4Come può essere giusto un uomo davanti a Dio
e come può essere puro un nato da donna?
5Ecco, la luna stessa manca di chiarore
e le stelle non sono pure ai suoi occhi:
6tanto meno l’uomo, che è un verme,
l’essere umano, che è una larva».


Note:

Gb 25:Questo discorso, probabilmente mutilo, sembra anticipare i discorsi di Jahve; si può tuttavia ricollegarlo al dialogo dei tre amici di Giobbe, vedendovi una risposta di Bildad alla tacita accusa di impotenza avanzata da Giobbe contro Dio.

Gb 25,2:nell'alto dei cieli: cioè tra gli angeli (cf. Is 24,21; Ap 12,7-12) e gli astri (cf. Is 40,26; Sir 43,10).

Gb 25,5:manca di chiarore: con versioni; testo ebr. corrotto.

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