1Giobbe prese a dire:
2«Che aiuto hai dato al debole
e che soccorso hai prestato al braccio senza forza!
3Quanti consigli hai dato all’ignorante,
e con quanta abbondanza hai manifestato la saggezza!
4A chi hai rivolto le tue parole
e l’ispirazione da chi ti è venuta?
5Le ombre dei morti tremano
sotto le acque e i loro abitanti.
6Davanti a lui nudo è il regno dei morti
e senza velo è l’abisso.
7Egli distende il cielo sopra il vuoto,
sospende la terra sopra il nulla.
8Rinchiude le acque dentro le nubi
e la nuvola non si squarcia sotto il loro peso.
9Copre la vista del suo trono
stendendovi sopra la sua nuvola.
10Ha tracciato un cerchio sulle acque,
sino al confine tra la luce e le tenebre.
11Le colonne del cielo si scuotono,
alla sua minaccia sono prese da terrore.
12Con forza agita il mare
e con astuzia abbatte Raab.
13Al suo soffio si rasserenano i cieli,
la sua mano trafigge il serpente tortuoso.
14Ecco, questi sono solo i contorni delle sue opere;
quanto lieve è il sussurro che ne percepiamo!
Ma il tuono della sua potenza chi può comprenderlo?».


Note:

Gb 26,4:Replica ironica di Giobbe a Bildad, che sembra abbia perso di vista l'oggetto preciso della discussione.

Gb 26,5ss:In BJ, che qui segue una numerazione diversa dal TM, il brano 26,5-14 è anticipato al c precedente, per cui è numerato 25,5a-14 e figura come discorso di Bildad anziché di Giobbe.

Gb 26,5:i morti: alla lettera «i Refaim» (cf. Dt 1,28+): sia i trapassati (Sal 88,11) sia i deboli e gli impotenti. - come pure le acque: sottinteso «tremano» o «si spaventano», congetturando jehattû, caduto per aplografia dopo mi-tahat, «sottoterra», del TM. Le acque dell'abisso che l'immaginazione popolare riteneva abitate dai mostri vinti nei primordi (cf. Gb 7,12+).

Gb 26,6:l'abisso: questa parola (in ebr. Abaddon, cf. Ap 9,11), sinonimo di «sheol», in antico forse designava una divinità infernale.

Gb 26,7a:il vuoto: la parte settentrionale del firmamento, sulla quale questo si pensava girasse come su un perno.

Gb 26,7b:Colonne sostengono la terra (Gb 9,6), ma l'uomo ignora il loro punto di appoggio (Gb 38,6). Questo v, caso unico nella Bibbia, allude a uno spazio infinito.

Gb 26,9:la sua nube: durante le eclissi. trono: kisseh del TM. BJ conget.: «la luna piena», keseh. - stendendovi: leggendo parosh invece dell'ebr. parshez (forma anomala che combina le due radici parash e paraz).

Gb 26,10:tracciato un cerchio: haq hûg, conget.; il TM ha: «circoscritto un termine», hoq hag.

Gb 26,11a:Le alte montagne, che sostengono la volta celeste, sono scosse dal tuono, voce di Dio (Sal 29), o dai moti sussultori della terra (Sal 18,8).

Gb 26,13:il serpente tortuoso: si tratta del Leviatàn (cf. Gb 3,8 + e Gb 7,12+).

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