Scrutatio

Sabato, 27 aprile 2024 - Santa Zita ( Letture di oggi)

Isaia 58


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BIBBIA CEI 2008NOVA VULGATA
1 Grida a squarciagola, non avere riguardo;
alza la voce come il corno,
dichiara al mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
1 Clama fortiter, ne cesses;
quasi tuba exalta vocem tuam
et annuntia populo meo scelera eorum
et domui Iacob peccata eorum.
2 Mi cercano ogni giorno,
bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti,
bramano la vicinanza di Dio:
2 Me etenim de die in diem quaerunt et scire vias meas volunt,
quasi gens, quae iustitiam fecerit
et iudicium Dei sui non dereliquerit.
Rogant me iudicia iustitiae,
appropinquare Deum volunt.
3 «Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?».
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
3 “ Quare ieiunavimus, et non aspexisti,
humiliavimus animam nostram, et nescisti? ”.
Ecce, in die ieiunii vestri agitis negotia
et omnes operarios vestros opprimitis.
4 Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
4 Ecce, ad lites et contentiones ieiunatis
et percutitis pugno impie.
Nolite ieiunare sicut hodie,
ut audiatur in excelso clamor vester.
5 È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
5 Numquid tale est ieiunium, quod elegi,
dies, quo homo affligit animam suam?
Numquid contorquere quasi iuncum caput suum
et saccum et cinerem sternere?
Numquid istud vocabis ieiunium
et diem acceptabilem Domino?
6 Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
e spezzare ogni giogo?
6 Nonne hoc est ieiunium, quod elegi:
dissolvere vincula iniqua,
solvere funes iugi,
dimittere eos, qui confracti sunt, liberos,
et omne iugum dirumpere?
7 Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
7 Nonne frangere esurienti panem tuum,
et egenos, vagos inducere in domum?
Cum videris nudum, operi eum
et carnem tuam ne despexeris.
8 Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
8 Tunc erumpet quasi aurora lumen tuum,
et sanatio tua citius orietur;
et anteibit faciem tuam iustitia tua,
et gloria Domini colliget te.
9 Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
9 Tunc invocabis, et Dominus exaudiet;
clamabis, et dicet: “ Ecce adsum ”.
Si abstuleris de medio tui iugum
et desieris extendere digitum
et loqui iniquitatem;
10 se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.
10 si effuderis esurienti animam tuam
et animam afflictam satiaveris,
orietur in tenebris lux tua,
et caligo tua erit sicut meridies.
11 Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.
11 Et te ducet Dominus semper,
et satiabit in locis aridis animam tuam
et ossa tua firmabit;
et eris quasi hortus irriguus
et sicut fons aquarum,
cuius non deficient aquae.
12 La tua gente riedificherà le rovine antiche,
ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
e restauratore di strade perché siano popolate.
12 Et reaedificabit gens tua ruinas antiquas;
fundamenta generationis et generationis suscitabis:
et vocaberis restitutor ruinarum,
instaurator viarum, ut habitentur.
13 Se tratterrai il piede dal violare il sabato,
dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro,
se chiamerai il sabato delizia
e venerabile il giorno sacro al Signore,
se lo onorerai evitando di metterti in cammino,
di sbrigare affari e di contrattare,
13 Si averteris a sabbato pedem tuum,
facere negotia tua in die sancto meo,
et vocaveris sabbatum delicias
et diem Domino sacrum gloriosum;
et glorificaveris eum relinquens vias tuas
et negotia tua et sermones tuos,
14 allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò montare sulle alture della terra,
ti farò gustare l’eredità di Giacobbe, tuo padre,
perché la bocca del Signore ha parlato.
14 tunc delectaberis super Domino;
et vehi te faciam super altitudines terrae
et cibabo te hereditate Iacob patris tui.
Os enim Domini locutum est.