SCRUTATIO

Domenica, 6 settembre 2026 - Santa Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu) ( Letture di oggi)

Giobbe 2


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BIBBIA RICCIOTTISacra Bibbia Garofalo
1 - Avvenne pertanto che, essendosi adunati in un certo giorno i figli di Dio per presentarsi al Signore, venne fra loro anche Satana a presentarsi al cospetto di lui;1 Accadde poi un giorno che i figli di Dio vennero a presentarsi a Jahvè e tra di loro andò anche Satana.
2 e il Signore disse a Satana: «Donde vieni?». E questi rispose: «Ho fatto il giro della terra e l'ho scorsa».2 Jahvè gli disse: «Donde vieni?» Quegli rispose: «Da un giro sulla terra e da una passeggiata su di essa».
3 E il Signore disse a Satana: «Hai tu notato il mio servo Giobbe, come non vi sia sulla terra uno somigliante a lui, uomo semplice e retto, timorato di Dio e alieno del male, e che conserva ancora l'innocenza? Eppure tu mi istigasti contro di lui, perchè io lo tribolassi senza motivo!».3 Jahvè disse a Satana: «Hai fatto attenzione al mio servitore Giobbe? Non ce n’è uno come lui sulla terra, è uomo integro e retto,timorato di Dio e lontano dal male. Continua a restare attaccato alla sua integrità, e tu, senza ragione, mi hai eccitato contro di lui, per rovinarlo».
4 E Satana gli rispose dicendo: «Pelle per pelle! Tutto ciò che l'uomo possiede, lo dà in iscambio della sua vita!4 Satana rispose a Jahvè e disse: «Pelle per pelle! Tutto ciò che l’uomo ha dà per salvare la vita!
5 Tu invece prova a stender la tua mano e a toccarlo nell'ossa e nella carne, e allora vedrai ch'egli in faccia tua ti benedirà».5 Ma stendi la mano e toccagli le ossa e la carne e poi vedrai se benedice la tua faccia!»
6 Il Signore disse allora a Satana: «Eccolo in poter tuo; soltanto, salva la sua vita!».6 Jahvè disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani; soltanto risparmiagli la vita».
7 Satana allora, ritiratosi dalla presenza del Signore, colpì Giobbe di un'ulcere maligna dalla pianta dei piedi fino al vertice di lui».7 Allora Satana si allontanò da Jahvè e colpì Giobbe con un’ulcera maligna, dalla pianta dei piedi fino alla cima del capo.
8 Andò egli a dimorare su un letamaio, e con un coccio si grattava la scabbia.8 Giobbe prese un coccio per grattarsi e sedette in mezzo alla cenere.
9 Gli disse quindi sua moglie: «Resisti tu ancora nella tua rettitudine? Benedici Dio, e poi muori!».9 Sua moglie gli disse: «Continui a restare attaccato alla tua integrità? Benedici Dio e muori!»
10 Ma egli le disse: «Tu parli come una donna stolta! Se abbiamo ricevuto i beni dalla mano di Dio, i mali perchè non dovremmo riceverli?». In tutte queste cose Giobbe non peccò con le sue labbra.10 Ma Giobbe le rispose: «Tu parli come parlerebbe una scimunita: se accettiamo il bene da Dio, perché non accetteremmo anche il male?» In tutto questo Giobbe non peccò con le labbra.
11 Avendo pertanto udito tre amici di Giobbe tutta la sventura che l'aveva incolto, vennero ciascuno dal proprio luogo, [ed erano] Elifaz il Temanita, Baldad il Suhita e Sofar il Naamatita: costoro infatti s'erano accordati per venire insieme a visitarlo e a consolarlo.11 Ora tre amici di Giobbe vennero a sapere tutte le disgrazie che gli erano sopraggiunte; partirono ognuno dalla propria località, Elifaz il Temanita, Bildad lo Shukhita e Zofar il Naamatita, convennero di andare per lamentarsi con lui e per consolarlo.
12 Ma, alzando gli occhi da lontano, non lo riconobbero: elevarono quindi la voce piangendo, e strappatesi le vesti cosparsero di polvere il loro capo [lanciandola] verso il cielo.12 Alzarono gli occhi da lontano e non lo riconobbero; allora levarono grida e piansero, ognuno si stracciò il mantello e si cosparse il capo di polvere.
13 Rimasero poi seduti presso di lui, per terra, sette giorni e sette notti: nessuno però gli rivolgeva parola alcuna, giacchè vedevano che il dolore era assai grande.13 Poi sedettero per terra accanto a lui per sette giorni e sette notti, senza dirgli una parola, perché capivano che il dolore era troppo grande.