SCRUTATIO

Mercoledi, 16 settembre 2026 - Santi Cornelio e Cipriano ( Letture di oggi)

Siracide 31


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA VOLGARE
1 Vegliare per arricchire logora la fibra; l’ansia di ciò allontana il sonno.1 La vigilia della onestade macererae le carni; e il pensiero di lei toglie il sonno.
2 La preoccupazione della vita fa svanire il sonno, come lo caccia una grave malattia.2 Il pensiero della prescienza stravolge il senno; e la grande infermitade fece l'anima sobria (e ricordarsi di Dio).
3 Si dà da fare il ricco per accumulare e, se riposa questo è a scopo di piacere;3 Affaticossi il ricco in radunare avere; nell'ozio suo riempierae di beni (temporali).
4 ma, ecco, il misero lavora perché povero in casa, e, se riposa, quello non è riposo per lui.4 Affaticossi il povero nella diminuzione del mangiare (e bere e vestire), e nella fine sarà bisognoso.
5 Chi insegue l’oro non resta innocente e chi ama le ricchezze svia per esse:5 Colui che ama oro, non sarà giustificato; e colui che sèguita il consumamento, si niempierà, di quello.
6 molti sono coloro che sono presi dall’oro e molti coloro che hanno confidato nelle perle!6 Molti sono dati nelli cadimenti dell' oro; e nella speranza dell' oro si è fatto il perdimento loro.
7 Sì, quello è un intoppo per lo stolto: ogni insipiente ne resta preso!7 Legno d' offensione sì è sacrificare oro; guai a coloro che il sèguitano, e ciascuno [imprudente] perirà in quello.
8 Beato il ricco che è trovato integro perché non ha sviato dietro il denaro!8 Beato è il ricco che è trovato sanza macula, e che non andoe dietro all' oro, e che non speroe nelli tesori della pecunia.
9 Chi è costui perché lo elogiamo poiché ha fatto cosa singolare in mezzo al popolo?9 Chi è costui, e loderemo lui? però ch' egli fece maraviglie in sua vita.
10 Chi è stato provato da ciò e ne esce perfetto? Tale cosa gli è di vanto. Chi è che poteva deviare e non ha deviato, fare del male al prossimo e non lo ha fatto?10 Chi è stato provato in quello, è stato trovato perfetto, e sarà lui in gloria eterna; chi potee travalicare, e non travalicoe (i comandamenti di Dio), e potè fare male, e non lo fece.
11 Stabili, così, sono i suoi beni; nell’adunanza, viene riferita la sua lode.11 Però li beni suoi sono stabiliti nel Signore, e ogni chiesa di santi parlerae le limosine di colui.
12 Figlio mio, se siedi alla tavola di un grande, non spalancare su di essa le tue fauci;12 Sedesti alla grande mensa? non essere il primo che apra la bocca sopra quella.
13 non dire: «C'è abbondanza là sopra»; ricorda che è cosa cattiva l’occhio cupido. Dio non ha creato cosa più terribile dell’occhio: l’occhio che si turba per qualunque cosa.13 Non dire che le cose, che sono sopra quella, sono sì molte.
14 Non portare la mano dove altri guarda, per non incontrarti con lui nel piatto.14 Ricorditi che l'occhio reo è malvagio.
15 Da ciò che è tuo intuisci ciò che è del prossimo e fa’ attenzione a quanto tu odi.15 Quale cosa è più rea che l' occhio (malvagio)? però (che) da ogni faccia lacrimerae, quand' egli vederà.
16 Serviti da uomo dabbene di ciò che ti si porta; senza fretta per non riuscire di nausea.16 Non sarai tu primo a stendere la mano, ne poi per invidia contaminato tu ti vergogni.
17 Sii il primo a levarti per educazione; non essere insaziabile così da dar fastidio.17 Non essere oppresso nel convito (dal vino).
18 Quando siedi in mezzo a molti, non voler stendere la mano prima di loro.18 Considera le cose del prossimo tuo da te medesimo.
19 Quanto poco basta all’uomo educato! Sul suo giaciglio non ha agitazioni: molestie d’insonnia, sconvolgimenti, coliche, volto contraffatto sono per l’uomo stolto;19 Usa quelle cose che ti sono messe inanzi, sì come uomo deve usare; e non divorare, acciò che tu non sii molto odiato.
20 sonno ristoratore è per chi ha ventre leggero, che sorge al mattino e si sente bene.20 Resta prima per cagione di disciplina; e non essere troppo lungo (mangiatore), acciò che tu non offenda alli altri.
21 Se ti sei oppresso di cibi, sorgi, vomita e ne avrai sollievo.21 E se tu sedesti nel mezzo di molti, non istendere tu prima che coloro la mano, e non domandare tu prima bere.
22 Ascoltami, o figlio, e non far poco conto di me e alla fine mi troverai veritiero: sii modesto in tutte le tue opere e non ti capiterà alcun danno.22 Oh come poco vino basta all' uomo ammaestrato! e non sarai gravato dormendo da quello (uno poco), e non sentirai dolore.
23 È benedetto chi è liberale nell’invitare: ciò ne testifica fedelmente la bontà.23 Vigilia é collera e tortura nel sonno all' uomo sfrenato;
24 Di chi è sordidamente parco mormora la città: la testimonianza della sordidezza è schietta.24 lo sonno della sanità sarà nell' uomo temperato; elli dormirà infino alla mattina, e l'anima sua diletterassi con lui.
25 Quanto al vino, non fare il bravo poiché il mosto ne inganna molti;25 E se tu sarai costretto pure un dì di molto mangiare, lièvati di mezzo di loro, getta fuori, e refrigera il corpo tuo; e non accumulerai al corpo tuo infermitadi.
26 la fornace saggia l’opera del fabbro e il vino gli alterchi della gente sprezzante.26 Odimi, figliuolo, e non mi dispregiare; e in fine troverai le parole mie vere.
27 È succo vitale il vino per l’uomo che lo beve con moderazione. Che vita è quella in cui manca il vino? Esso fu fatto, fin dal principio, per l’allegria!27 Sia veloce in tutte le (buone) opere tue, e nulla infirmità ti si farà incontro.
28 Gaudio al cuore e gioia all’animo è il vino, se ne fai un uso opportuno e moderato;28 Le lingue di molti benediceranno colui che sarà splendente nel pane; e ...
29 dolor di capo e amaro disdoro è il vino per chi ne usa con eccitazione e violenza.29 ... e la testimonianza di colui (della malizia) sarà vera.
30 Vino in abbondanza è laccio per lo stolto: svigorisce e apre piaghe.30 Non provocare coloro che sono solleciti al vino; però che il vino molti ne stermina.
31 In convito non rimproverare il vicino e non disprezzarlo quando è esilarato; non dirgli parole offensive e non altercare con lui sotto gli occhi degli altri.31 Sì come il fuoco prova il duro ferro, così il vino bevuto in ebbrezza batte li cuori de' superbi.
32 Ben complessionata vita è alli uomini bere il vino temperatamente; se tu il berai temperatamente, sarai sobrio.
33 Che vita è quella che si diminuisce per lo vino?
34 Che è quello che defrauda la vita? la morte.
35 Dal cominciamento fu creato il vino per allegrare, non per inebriare.
36 Il vino bevuto temperatamente sì allegra l'anima e il corpo.
37 Il temperato bere sì è sanitade dell' anima e del corpo.
38 Il vino molto bevuto fae commovimento e ira e rovine molte.
39 Il molto bere è amaritudine dell' anima.
40 La animosità della ebrietà, dello imprudente (e dello sciocco) è offensione, scemante la forza, e che fa ferite.
41 Nel convito del vino non riprendere il prossimo, e nella gioconditade sua nollo dispregiare.
42 E non li dire parole di reo uomo, e non lo stringere in ripetere.