SCRUTATIO

Lunedi, 8 giugno 2026 - San Medardo ( Letture di oggi)

Siracide 41


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1O morte, quanto è amaro il tuo ricordo per chi ha riposto la pace nelle sue sostanze, per l’uomo contento e fortunato in tutto, per chi ancora ha forza di sfruttare il piacere!2Ahi, morte, quanto è gradito il tuo decreto all’uomo indigente e minorato nelle forze; all’uomo che urta e inciampa in ogni cosa che è diffidente e senza speranza:3Non temere la morte, tua eredità, ricorda che con te sarà chi ti precede e chi ti segue.4Questa è la sorte segnata da Dio per ogni vivente: perchè rigettare la legge dell’Altissimo? Mille anni o cento o dieci anni, nell’Ade non c’è il compianto della vita.5Quella dei peccatori è genìa abominata ed è progenie stolta quella degli empi.6Perisce l’eredità dei figli dei peccatori e con la loro discendenza si perpetua il disonore.7I figli esecrano il padre empio, perchè per sua causa sono nel disonore.8Guai a voi, uomini empi, che avete abbandonato la legge dell’Altissimo!9Se prolificate, questo è a danno; se generate, c’è da gemere; se intoppate, è una gioia perenne per tutti; se morite, questo è in maledizione.10Quanto viene dal nulla ritorna al nulla; così l’empio passa da un nulla all’altro.11Vano è l’uomo nel suo corpo; ma il nome della virtù non viene cancellato.12Cura il nome, poichè è legato a te più di mille tesori preziosi.13C’è un numero di giorni per i beni della vita; ma i giorni sono senza numero per la bontà del nome.14Sapienza occulta e tesoro nascosto: che vantaggio c’è in tutti e due?15L’uomo che nasconde la propria stoltezza è da preferire a colui che occulta la sua sapienza.16Figli, ascoltate l’istruzione sul pudore e trattate il rossore secondo le norme che vi do: non conviene mantenere ogni pudore nè va approvata qualsiasi verecondia.17Vergognatevi della fornicazione, presenti padre e madre; della menzogna, presenti il principe e chi governa;18della frode, innanzi al padrone e alla padrona; di cosa iniqua, davanti all’assemblea e al popolo; .19della perfidia, davanti al compagno e all’amico; della appropriazione, nel luogo dove dimori; di venire meno al giuramento e al patto; di allungare il braccio a tavola; di rifiutare il dono richiesto;20di negarti all’amico; da di far cessare la distribuzione delle porzioni;21di tacere di fronte a chi saluta; di guardare la donna altrui e della troppa familiarità con l’ancella;22delle parole villane all’amico e di rinfacciare il dono fatto;23di ripetere ciò che si ode e di rivelare cosa segreta.24Così sarai verecondo sul serio e troverai favore presso chiunque.