SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Siracide 38


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1Tieni conto del medico per quando ne hai bisogno, poichè lo ha istituito Dio.2Il medico è reso esperto da Dio e dal re riceve i doni.3La scienza del medico esalta la sua testa ed egli sta dinanzi ai nobili.4Dio trae i medicamenti dalla terra: l’uomo intelligente non li disprezzi.5Non furono addolcite le acque con un legno perchè l’uomo conoscesse il suo potere?6Egli ha dato agli uomini intelligenza, perchè si vantino delle sue opere mirabili:7così, mediante quelle, il medico fa calmare i dolori e lo speziale prepara i suoi unguenti.8Non venga meno, perciò, l’opera di lui e il suo aiuto ai figli degli uomini!9Figlio mio, non indugiare quando sei ammalato: prega Dio, perchè egli ti apporterà sollievo;10tieniti lontano dall’iniquità e dalla parzialità e monda il cuore da ogni peccato;11offri l’incenso e l’offerta del ricordo e il sacrificio pingue, secondo la tua capacità.12Fa’ posto anche al medico e questi non si tenga lontano, perchè è necessario anche lui.13Capita, infatti, che nella sua mano sia la sorte buona;14poichè anche lui prega Dio, per capire la malattia e la cura adatta per far ritornare in salute.15Colui che pecca contro il proprio creatore sarà lasciato nelle mani dei medici.16Figlio mio, piangi sopra un morto, rattristati e fa’ il tuo lamento. Secondo dovere, componigli il corpo nè sottrarti quando spira.17Fa’ un pianto amaro e compi una lamentazione e mettiti in lutto come conviene per lui; un giorno o due per via delle male lingue18e poi consolati poichè hai avuto afflizione. Dalla mestizia proviene il danno e la tristezza del cuore abbatte le forze.19È un castigo la lunga mestizia e una vita da afflitto apporta dolore.20Non porre più il cuore su di lui; non pensarci più e ricordati della fine.21Non ricordarlo perchè non ha più speranza; in che gli dai profitto e a te non nuoci?22Ricordati della sua sorte perchè così è la tua: a lui ieri, a te oggi.23Riposa il morto e riposi la sua memoria; consolati piuttosto dell’uscita della sua anima.24La sapienza dello scriba fiorisce in tempo di riposo; chi è libero da incombenze diventa sapiente.25Come diventerà sapiente chi guida l’aratro e tiene il pungolo con spavalderia, chi spinge i buoi, assorto in ciò che lo riguarda, e passa il tempo con i giovenchi?26Il suo impegno sta nell’ordinare i solchi e veglia a provvedere la greppia.27Così ogni artigiano e, nello stesso tempo, architetto, il quale passa la notte come il giorno. Incide figure per sigilli e tutta la sua solerzia consiste nel portare varietà. È tutto impegnato nel ritrarre il quadro e le sue veglie sono per completare l’opera.28Così, il fabbro che è presso l’incudine, tutto intento al suo lavoro in ferro. Le vampe del fuoco gli hanno bruciato le carni ed egli deve lottare con il calore del fornello; il suono del martello gli rompe i timpani mentre i suoi occhi hanno di fronte modello. È tutto teso a finire il lavoro e veglia nell’ornarlo a perfezione.29Così il vasaio che siede al suo, lavoro, facendo girare la ruota con i piedi. Egli è sempre in affanno per la sua opera ed è tutto preoccupato del numero.30Con il braccio dà forma alla creta e davanti ai piedi ne piega la consistenza. È tutto impegnato nel dare la verniciatura e veglia nel mondare il fornello.31Tutti costoro confidano nelle proprie mani e ognuno è bravo nella sua arte.32Senza di loro non può essere edificata la città; dove essi abitano non si soffre penuria.33Ma non sono ricercati nel consiglio del popolo e nell’adunanza non figurano; non siedono sul seggio del giudice e non intendono la giustizia e il diritto;34non mostrano erudizione e sagacia e non li senti esprimersi in parabole. Sono abili nelle lavorazioni mondane e i loro desideri sono per i lavori di artificio.