SCRUTATIO

Venerdi, 5 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Siracide 22


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1Il pigro è paragonato a un sasso sporco; ognuno fischia a suo disonore;2Il pigro è paragonato al letame bovino; chiunque lo tocca scuote la mano.3È vergogna del padre mettere al mondo un maleducato, gli è di danno se è una figlia.4Una giovane prudente è un’eredità per il marito, ma la svergognata è tristezza per il genitore;5la sfacciata butta il fango sul padre e sulla madre e viene disprezzata da tutti e due.6Una narrazione inopportuna è musica da lutto; flagelli e disciplina sono sapienza in ogni tempo.7Chi ammaestra lo stolto incolla cocci e scuote un poltrone dal sonno.8Racconta a chi dormicchia chi racconta allo stolto; alla fine costui dirà: « Che c’è? ».9Piangi sul morto, perchè spento alla luce; piangi lo stolto; perchè spento nell’intelligenza.10Non bisogna piangere per il morto, perchè riposa; ma la vita dello stolto è peggiore della morte.11Il lutto per il morto è di sette giorni, ma per lo stolto e per l’empio tutti i giorni della vita.12Con lo stolto non moltiplicare i discorsi e non andare dall’insensato;13guardati da lui per non averne molestia e non contaminarti al suo contatto; allontanati da lui e troverai quiete; non sarai annoiato dalle sue insulsaggini.14Che cosa pesa più del piombo? E quale altro nome ha se non quello di stolto?15La sabbia, il sale e una massa di ferro sono più leggeri di un uomo insensato.16Una travatura di legno collegata nella costruzione non si scompagina nei sussulti; il cuore saldo su deliberazioni giudiziose non si scuote quando è l’ora.17Il cuore fondato su intelligente riflessione è come un rivestimento di sabbia sul muro lavorato.18Le palizzate poste sul vuoto non resistono al vento e il cuore vile su pensiero stolto non regge a ogni timore.19Chi punge l’occhio ne tira lacrime e chi punge il cuore ne esprime i sentimenti.20Uno getta pietre agli uccelli e li spaventa; uno ingiuria l’amico e ne rompe l’amicizia.21Se hai tirato fuori la spada contro l’amico; non disperare: c’è infatti un ritorno.22Se hai aperto la bocca contro l’amico, non temere: c’è infatti una riconciliazione. Ma lo scherno, l’insolenza, un segreto svelato, un colpo basso fanno squagliare l’amico.23Serba fede al tuo prossimo nell’indigenza per gioire dei suoi beni; durante la prova rimanigli vicino per essere partecipe della sua prosperità.24Prima del fuoco, il vapore e il fumo del camino; così, prima del sangue, vanno le ingiurie.25Non mi vergognerò di proteggere l’amico e non mi occulto dalla sua presenza;26se per causa sua mi avverranno mali, chiunque lo ode si mette in guardia da lui.27Chi porrà una custodia alla mia bocca e un sigillo di cautela alle labbra, perchè io non pecchi con esse e la mia lingua non mi perda?