SCRUTATIO

Venerdi, 5 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Ester 1


font

1Nel secondo anno del regno di Assuero il Grande, al primo di Nisan, Mardocheo, figlio di Jair, figlio di Shimei, figlio di Kish, della tribù di Beniamin ebbe un sogno. Mardocheo era un Giudeo che abitava nella città di Susa, un uomo grande, funzionario alla corte del re e proveniva da quei prigionieri che Nabucodonosor, re di Babilonia, aveva deportato da Gerusalemme insieme con Jechonia, re della Giudea. Questo è il sogno: grida e tumulto, tuoni e terremoto, scompiglio sulla terra. Ecco avanzare due enormi draghi, tutti e due pronti a lottare; il loro sibilo era possente. A quel sibilo ogni nazione si preparò alla guerra per combattere la nazione dei giusti. Ecco un giorno di tenebre e di caligine, ecco tribolazione e affanno, smarrimento e grande scompiglio sulla terra. Tutta la nazione dei giusti fu sconvolta dal timore delle proprie sventure: si videro destinati a perire e gridarono a Dio. Da quel loro grido nacque come da piccola sorgente un grande fiume, acqua abbondante. Sorse la luce e il sole: gli umili furono innalzati e si sbarazzarono di coloro che godevano fama. Mardocheo, che aveva avuto questo sogno,svegliatosi, si chiedeva che cosa Dio intendesse fare; ripensò al sogno fino a notte e cercava di approfondirlo in ogni particolare. Mentre Mardocheo stava tranquillo nella reggia con Gabata e Tarra, due eunuchi del re a guardia della reggia, udì i loro ragionamenti, studiò le loro preoccupazioni e venne a sapere che si preparavano a mettere le mani sul re Assuero. Allora li denunciò al re; il re sottopose i due eunuchi a un interrogatorio; dopo aver confessato, furono allontanati. Il re scrisse queste cose per ricordarle e Mardocheo ne stese un rapporto. Il re mise Mardocheo al servizio della reggia e, a causa di questa azione, gli accordò doni. Ma Aman l’Agaghita, figlio di Amdata, era molto in onore presso il re; onde cercava di danneggiare Mardocheo e il suo popolo per vendicare i due eunuchi del re.2Al tempo di Assuero — è questi l’Assuero che regnava dall’India fino a Chush, cioè su centoventisette province — in quel tempo, sedendo il re Assuero sul trono regale nella cittadella di Susa,3nel terzo anno del regno diede un banchetto, in sua presenza, ai suoi capi e ai suoi ministri, dell’esercito dei Persiani e dei Medi, ai nobili e ai capi delle province.4Per un lungo periodo, per la durata di centoottanta giorno mostrò così la ricchezza e la gloria del suo regno e il magnifico splendore della sua grandezza.5AI termine di quei giorni, il re diede un banchetto a tutto il popolo che si trovava nella cittadella di Susa, dal più grande al più piccolo; per la durata di sette giorni, nel cortile della reggia.6Lino finissimo, lana e porpora viola, fissate con cordoni di bisso e porpora rossa ad anelli di argento e colonne di marmo bianco; letti in oro e argento su un mosaico di marmo verde e bianco di madreperla e di pietre a colori;7per bere c'erano coppe d’oro, l’una diversa dall’altra, e uguale abbondanza di vino come si confaceva alla potenza del te.8Il bere però avveniva secondo una regola: nessuno vi era obbligato, poichè il re aveva ordinato a ogni sovrintendente della sua casa che ognuno fosse trattato a suo piacere.9Anche la regina Vasti diede un banchetto per le donne, nella reggia del re Assuero.10Nel settimo giorno, quando il cuore del re era allegro per il vino, ordinò a Mehuman, Bizzeta, Kharbona, Bigta, Abagta, Zetar e Charchas, i sette eunuchi che prestavano servizio innanzi al re Assuero,11di introdurre la regina Vasti innanzi al re con la corona del regno per mostrare ai popoli e ai capi la bellezza di lei: essa infatti era di bell’aspetto.12Ma la regina Vasti si rifiutò di venire nonostante l’ordine del re che le era stato comunicato per mezzo degli eunuchi. Il re allora si infuriò e la sua ira lo infiammò.13Il re chiamò quindi i sapienti, coloro che conoscono i tempi — ogni affare del re si trattava così innanzi a tutti coloro che conoscevanò la legge e il diritto —14si fece venire Charshena, Shetar, Admata, Tarsis, Meres, Marsena e Memuchan, i sette capi della Persia e della Media che vedevano la ficcia del re e occupavano i primi ranghi nel regno.15« Secondo la legge » disse « che cosa bisogna fare contro la regina Vasti perchè non ha eseguito l’ordine del re Assuero che è stato comunicato per mezzo degli eunuchi? ».16Rispose allora Memuchan al cospetto del re e dei capi: « Non solo contro il re ha mancato la regina Vasti, ma contro tutti i capi e tutto il popolo che è in ogni provincia del re Assuero;17poichè la condotta della regina sarà nota a tutte le donne e queste saranno spinte a disprezzare i mariti dicendo: “ Il re Assuero aveva dato ordine che gli fosse introdotta la regina Vasti ma lei non è andata”.18Le mogli dei capi della Persia e della Media, che hanno sentito parlare della condotta della regina, oggi stesso ne parleranno a tutti i capi del re, e ci sarà disprezzo è collera in quantità.19Se al re piacerà, un editto regio esca dal suo cospetto e sia scritto tra le leggi della Persia e della Media, così che non sia più revocabile: poichè Vasti non si è presentata al re Assuero, il re conferisca a una donna migliore la regalità di lei.20La deliberazione che il re farà, sarà nota a tutto il regno, sebbene sia grande, e tutte le donne da daranno onore ai mariti, dai più grandi ai più piccoli21Il discorso sembrò buono agli occhi del re e dei capi. Il re fece come aveva suggerito Memuchan.22Inviò lettere a tutte le province del re, a ogni provincia secondo la sua scrittura e a ogni popolo secondo la sua lingua, affinchè ogni marito sia padrone nella propria casa e tutte le sue mogli gli siano soggette.