SCRUTATIO

Giovedi, 9 luglio 2026 - Santi Aquila e Priscilla ( Letture di oggi)

Genesi 32


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1Al mattino per tempo Labano si levò, baciò i figli e le figlie e li benedisse. Poi Labano partì e ritornò a casa.2Mentre Giacobbe continuava il viaggio, gli si presentarono davanti gli angeli di Dio.3Vedendoli Giacobbe disse: «Questo è l’accampamento di Dio» e chiamò quel luogo Makhanaim.

Giacobbe si prepara all’incontro con Esaù

4Poi Giacobbe mandò davanti a sé messaggeri a Esaù suo fratello, nel paese di Seir, la campagna di Edom.5Diede loro questo comando: «Riferirete al mio signore Esaù: “Così dice il tuo servitore Giacobbe: Ho soggiornato come forestiero presso Labano e mi ci sono fermato finora.6Sono venuto in possesso di buoi e di asini, di bestiame minuto, di schiavi e schiave. Ho mandato a informare il mio signore per trovare grazia ai suoi occhi”».7I messaggeri tornarono da Giacobbe dicendo: «Siamo stati da tuo fratello Esaù; anzi egli stesso sta venendoti incontro: ha con sé quattrocento uomini»:8Allora Giacobbe ne fu assai spaventato e si sentì angustiato; poi divise in due accampamenti la gente che era con lui, il bestiame minuto, il bestiame grosso e i cammelli.9Pensò infatti: «Se Esaù si accosta a un accampamento e lo batte, l’altro accampamento si salverà».10Poi Giacobbe disse: «Dio del mio padre Abramo e Dio del mio padre Isacco, o Jahvè, che mi hai detto: “Ritorna al tuo paese e al tuo luogo natale e io ti farò del bene”,11io sono troppo inferiore a tutta la benevolenza e a tutta la fedeltà che hai usato verso il tuo servitore. Ho passato questo Giordano soltanto con il mio bastone e ora sono divenuto tale da formare due accampamenti.12Salvami dalla mano di mio fratello, dalla mano di Esaù, perché io ho paura di lui. Egli non arrivi e non colpisca me e tutti, madre e bambini insieme!13Eppure tu hai detto: “Ti farò proprio del bene e renderò tua discendenza come la sabbia del mare, e non si può contare tanto è numerosa”».14Giacobbe passò la quella notte. Poi prese, tra ciò che gli capitava in mano, di che fare un dono a Esaù suo fratello:15duecento capre e venti becchi, duecento pecore e venti montoni,16trenta cammelle da latte con i loro piccoli, quaranta giovenche e dieci torelli, venti asine e dieci asinelli.17Egli affidò ai suo servitori i singoli branchi separatamente e disse loro: «Passate davanti a me e interponete un certo spazio tra un branco e l’altro».18Diede quest’ordine al primo: «Quando ti incontrerà Ésaù mio fratello e ti domanderà: “Di chi sei tu? Dove vai? E di chi sono questi animali che camminano davanti a te?”19tu risponderai “Del tuo servitore, di Giacobbe: è un’offerta inviata al mio signore, a Esaù; ed ecco, lui stesso viene dietro di noi”».20Lo stesso ordine diede anche al secondo e al terzo e a tutti coloro che camminavano dietro i branchi: «Queste parole voi rivolgerete a Esaù quando lo troverete:21“Anche il tuo servitore Giacobbe sta venendo dietro di noi”». Pensava infatti: «Lo placherò con l’offerta che mi precede e in seguito mi presenterò a lui; forse mi accoglierà con benevolenza».22Così l’offerta passò prima di lui, mentre egli trascorse quella notte all’accampamento.

Lotta con l’angelo

23Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Jabbok.24Li prese e fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti suoi averi.25Ma Giacobbe rimase solo; ed ecco, un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora.26Quegli vide che non riusciva a vincerlo e lo toccò all’articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre egli continuava a lottare con lui.27Disse quegli: «Lasciami andare perché l’aurora è spuntata». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò se non mi avrai benedetto!»28Gli disse quegli: «Qual è il tuo nome?» Rispose: «Giacobbe».29L’altro riprese: «Non più Giacobbe sarà il tuo nome, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!».30Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome!» Gli rispose: «Perché mai chiedi il mio nome?» E ivi lo benedisse.31Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel, «Perché» disse «ho visto Dio faccia a faccia, eppure ho avuto la vita salva».32Il sole spuntò quando Giacobbe ebbe passato Penuel; Giacobbe zoppicava all’anca.33Perciò i figli di Israele, fino a oggi, non mangiano il nervo ischiatico che si trova sull’articolazione del femore perché quegli aveva toccato l’articolazione del femore di Giacobbe sul nervo ischiatico.