SCRUTATIO

Lunedi, 20 aprile 2026 - Beata Chiara Bosatta ( Letture di oggi)

Genesi 39


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1Giuseppe era stato condotto in Egitto e Putifar, eunuco: del Faraone e capo delle guardie, un Egiziano, lo comperò da quegli Ismaeliti che lo avevano condotto laggiù;2Allora Jahve fu con Giuseppe; questi divenne un uomo a cui tutto riusciva e rimase nella casa dell’Egiziano suo signore.3Il padrone si accorse che Jahve era con lui e che Jahve faceva riuscire nelle sue mani quanto egli faceva.4Onde Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi quegli lo nominò sovrintendente della sua casa e gli diede in mano tutti i suoi averi.5Dal momento nel quale lo incaricò della sua casa e di tutti i suoi averi, Jahve benedisse la casa dell’Egiziano a causa di Giuseppe e la benedizione di Jahve fu su quanto possedeva in casa e nella campagna.6Così egli abbandonò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe: e non gli domandava conto di nulla, se non i cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forme e bello di aspettò.7Ma, dopo queste cose, la moglie del suo signore alzò gli occhi su Giuseppe e gli disse: «Giaci con me! ».8Ma egli si rifiutò e disse alla moglie del suo signore: « Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto c’è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi.9Lui stesso non è più autorevole di me in questa casa e non mi ha proibito nulla, se non te perchè tu sei sua moglie. Come potrei fare questo grande male e peccare contro Dio? ».10Benchè ogni giorno essa ne parlasse a Giuseppe, egli non acconsentì a giacere accanto a lei, a darsi a lei.11Un giorno, egli entrò in casa per eseguire il suo lavoro, mentre non c’era in casa nessuno dei domestici.12Ed essa lo afferrò per la veste dicendo: « Giaci con me! ». Ma egli le abbandonò tra le mani la propria veste e fuggì e uscì di casa.13Allora essa, vedendo che egli le aveva lasciato tra le mani la veste ed era fuggito di casa.14chiamò i domestici e disse loro: « Guardate, cì ha condotto in casa un Ebreo per scherzare con noi! Mi si è accostato per giacere con me, ma io ho chiamato ad alta voce.15Allora lui, appena ha sentito che alzavo la voce e chiamavo, ha abbandonato la sua veste presso di me, è fuggito ed è uscito di casa ».16Poi essa lasciò accanto a sè la veste di lui finchè il suo signore non venne a casa.17A lui disse le stesse cose: « Quel servitore ebreo che tu ci hai condotto in casa, si è accostato per scherzare con me.18Ma, appena ha sentito che jo alzavo la voce e chiamavo, ha abbandonato la veste presso di me ed è fuggito di casa».19Quando il signore udì le parole della moglie che gli diceva: « Proprio così mi ha fatto il tuo servitore! », si accese d’ira.20Il padrone di Giuseppe lo prese e lo mise in prigione nel luogo dove erano detenuti i carcerati del re. Così egli rimase là in prigione.21Ma Jahve fu con Giuseppe, lo rese oggetto di benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del capo della prigione.22Così il capo della prigione affidò a Giuseppe tutti i carcerati che erano nella prigione; tutto ciò che si faceva là dentro, era lui che lo faceva.23Il capo della prigione non badava più a nulla di quanto era didatona perchè Jahve era con lui e Jahve dava successo a ciò che egli faceva.