SCRUTATIO

Lunedi, 20 aprile 2026 - Beata Chiara Bosatta ( Letture di oggi)

Genesi 19


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1I due angeli arrivarono a Sodoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla Porta di Sodoma. Non appena li vide, Lot si alzò per andare incontro a loro e si prostrò con la faccia a terra.2Disse: « Miei signori, venite in casa del vostro servitore: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina per tempo, ve ne andrete per la vostra strada ». Quelli risposero: « No, Passeremo la notte sulla piazza ».3Allora egli insistette tanto presso di loro che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli imbandì per loro un convito, fece cuocere pani senza lievito e quelli mangiarono.4Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, gli uomini cioè di Sodoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo,5chiamarono Lot e gli dissero: « Dove Sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Portaceli fuori, noi vogliamo conoscerli! »,6Allora Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo avere chiuso il battente dietro di sè,7disse; «No, miei fratelli, non fate del male!8Sentite: io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro secondo ciò che è bene ai vostri occhi, purchè non facciate nulla a questi uomini, per il fatto che sono entrati all’ombra del mio tetto ».9Ma quelli risposero: « Tirati via! È venuto qui come straniero e vuole fare il giudice! Ora faremo a te peggio che non a loro! ». É, spingendosi violentemente contro quell’uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare il battente.10Allora, dall’interno, quegli uomini sporsero le mani, trassero in casa Lot e chiusero il battente;11quanto agli uomini che erano alla porta della casa, li abbagliarono, dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.12Poi quegli uomini dissero a Lot: « Chi hai ancora qui? I tuoi figli, le tue figlie e tutti coloro che hai nella città, falli uscire da questo luogo.13Perchè noi stiamo per distruggere questo luogo: è grande il grido innalzato contro di loro al cospetto di Jahve, e Jahve ci ha mandato a distruggerli ».14Lot uscì a parlare ai generi che dovevano sposare le sue figlie e disse: « Alzatevi, uscite da questo luogo, perchè Jahve sta per distruggere la città! ». Ma parve ai generi che egli stesse scherzando.15Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: « Su, prendi tua moglie e le due figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città».16Quegli indugiava; perciò quegli uomini lo presero per mano, con sua moglie e le due figlie, per un grande atto di misericordia di Jahve verso di lui, lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.17Ora, quando li ebbero fatti uscire, disse uno di loro: «Fuggi! Si tratta della tua vita. Non guardare indietro e non fermarti nella valle: fuggi sulla montagna per non essere travolto! ».18Ma Lot gli disse: « No, mio signore!19Vedi, il tuo servitore ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia.20Vedi questa città: è abbastanza vicina perchè mi possa rifugiare là, ed è una piccolezza! Lascia che io fugga là. Non è una piccolezza? Così la mia vita sarà salva».21Gli rispose: « Ecco, ti ho favorito anche in questa cosa e non ho rovesciato la città della quale hai parlato.22Presto, fuggi là, perchè io non posso fare nulla, finchè tu non vi sia arrivato ». Perciò quella città si chiamò Zoar.23Il sole era sorto sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,24quand’ecco Jahve fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra: Gomorra zolfo e fuoco provenienti da Jahve.25Rovesciò queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti e la vegetazione del suolo.26Ora, la moglie di Lot restò indietro a guardare e divenne una statua di sale.27Abramo andò di mattina presto al luogo dove sì era fermato davanti a Jahve;28contemplò dall’alto il panorama di Sodoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dal paese come il fumo di una fornace.29Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e scampò Lot dalla catastrofe, quando rovesciò le città nelle quali abitava Lot.30Poi Lot salì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perchè aveva timore di restare a Zoar: si stabilì in una caverna lui e le due figlie.31Ora, la primogenita disse alla più giovane: « Nostro padre è vecchio e non c’è in questo territorio alcun uomo che si unisca a noi secondo l’uso di tutta la terra.32Vieni, facciamo bere vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui: così susciteremo una discendenza da nostro padre ».33Quella notte fecero bere vino al padre, e la primogenita venne a coricarsi con il padre, ma egli non se ne accorse nè quando essa si coricò nè quando si alzò.34Il giorno dopo la primogenita disse alla più giovane: « Ecco, ieri mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere vino anche questa notte e va’ tu a coricarti con lui; così susciteremo una discendenza da nostro padre ».35E, anche quella o fecero bere vino al padre e la più giovane andò a coricarsi con lui, ma egli non se ne accorse nè quando essa si coricò nè quando si levò.36Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre.37La primogenita partorì un figlio e lo chiamò Moab dicendo: « È da mio padre ». Costui è il padre dei Moabiti fino a oggi.38Anche la più giorane agro un figlio e lo chiamò Ammon, figlio del mio popolo. Costui è il padre dei figli di Ammon fino a oggi.