SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Santa Maria Goretti ( Letture di oggi)

Isaia 33


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Preghiera

1Guai a te, devastatore che non sei stato devastato, predatore che non sei stato depredato; sarai devastato quando avrai finito di devastare, ti deprederanno quando avrai terminato di depredare.2Jahvè, abbi pietà di noi, noi speriamo in te; sii il nostro braccio ogni mattino, nostra salvezza nel tempo dell’angustia.3Al rumore della tua minaccia fuggono i popoli, quando ti levi si disperdono le nazioni.4Si ammucchia la preda come si ammucchiano le cavallette, si precipitano sopra come vi si precipitano le locuste.5Eccelso è Jahvè poiché troneggia nell’alto; egli riempie Sion di diritto e di giustizia.6C'è sicurezza nelle tue leggi; ricchezze salutari sono sapienza e scienza; il timore di Jahvè è il suo tesoro.

Intervento divino

7Ecco, gli araldi gridano di fuori, i messaggeri di pace piangono amaramente.8Sono deserte le strade, non c’è chi passi per la strada. Egli ha violato il patto, ha respinto i testimoni, non si è curato di nessuno.9Il paese è in lutto e langue, il Libano si scolora e intristisce,Sharon rassomiglia a una steppa, brulli sono Bashan e il Carmelo.10«Ora mi leverò» dice Jahvè, «ora mi innalzerò, ora apparirò eccelso.11Avete concepito fieno, partorirete paglia; il mio soffio vi divorerà come fuoco.12I popoli saranno fornaci di calce, spini tagliati da bruciare nel fuoco.13Sentite, lontani, quanto ho fatto, sappiate, vicini, quale sia la mia forza».14Hanno paura in Sion i peccatori, lo spavento si è impadronito degli empi. «Chi di noi può resistere presso un fuoco vorace? Chi di noi può resistere presso un calore continuo?»15Colui che cammina nella giustizia e parla con lealtà, chi rigetta un guadagno frutto di angherie, scuote le mani per non prendere regali, sì tura le orecchie per non udire fatti di sangue, chiude gli occhi per non vedere il male;16costui abiterà in alto, fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, si fornirà di pane, avrà l’acqua assicurata.

Avvenire radioso

17I tuoi occhi mireranno un re nel suo splendore, contempleranno una terra larga e distesa.18Il tuo cuore si domanderà con terrore: «Dov’è lo scriba? Dov’è colui che pesa il denaro? Dov’è colui che controlla le torri?»19Non vedrai più quel.popolo straniero, popolo dal linguaggio oscuro, incomprensibile, dalla lingua barbara, che non si capisce.20Guarda Sion, la città delle nostre feste! I tuoi occhi vedono Gerusalemme, dimora tranquilla, tenda inamovibile, i suoi paletti non saranno divelti, nessuna delle sue cordicelle sarà strappata.21Ivi è per noi Jahvè nella sua maestà, che sostituisce i fiumi e i larghi canali; non ci passerà mai nave a remi né l’attraverserà un naviglio più grosso.22Poiché Jahvè è nostro giudice, Jahvè è nostro legislatore, Jahvè è nostro re; egli ci salverà.23Sono rallentate le sue corde, non tengono più l’albero diritto, non spiegano più le vele. Allora i ciechi divideranno una preda enorme, gli zoppi faranno un ricco bottino.24E non dirà più il cittadino: «Io sono infermo»; il popolo che dimora in Sion è stato assolto dalle sue colpe.