SCRUTATIO

Venerdi, 5 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Giobbe 41


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1Ecco: la speranza fallisce, si resta sgomenti al solo vederlo.2Nessuno è così ardito da provocarlo: chi sta fermo di fronte a lui?3Chi lo ha assalito e ne è uscito salvo? Nessuno, sotto ogni cielo.4Non tacerò le sue membra, la sua forza e la sua bella struttura.5Chi ha sollevato la superficie della sua veste ed è penetrato nella sua doppia corazza?6Chi aprì i battenti della sua bocca? Intorno ai suoi denti è il terrore!7Il suo dorso è una fila di scudi, strettamente serrati, con sigillo.8L’uno aderisce all’altro e filo d’aria non passa in mezzo;9ciascuno è attaccato al vicino, sono stretti insieme nè si staccano.10Il suo starnutire irradia luce: gli occhi sono come le palpebre dell'aurora.11Dalla sua bocca partono fiaccole, sprizzano scintille di fuoco.12Dalle sue narici esce fumo come da caldaia accesa e bollente.13Il suo soffio accende carboni, fiamme escono dalla sua bocca.14Nel suo collo risiede la forza, davanti a lui balza il terrore.15Le polpe della sua carne sono compatte salde di lui e non flosce.16Il suo cuore è duro come una pietra, duro come la mola inferiore.17Quando si rizza, temono anche i forti, per il terrore restano smarriti.18La spada che lo raggiunge non si fissa nè lancia nè freccia nè dardo.19Disprezza il ferro come paglia e il bronzo come legno fradicio.20Le saette non lo mettono in fuga, le pietre della fionda gli sono come pula.21Disprezza la mazza, se ne ride come di stoppi, se ne ride del fischiare dei giavellotti.22Di sotto ha punte di coccio e riga il terreno come un erpice.23Fa ribollire i gorghi come pentola, agita il mare come vaso d’unguento.24Si lascia dietro un sentiero luminoso; si direbbe che l’abisso è canuto.25Nessuno sulla terra è pari a lui, fatto per non aver paura.26Egli guarda tutto ciò che è fiero, egli è il re di tutte le bestie feroci »