SCRUTATIO

Lunedi, 8 giugno 2026 - San Medardo ( Letture di oggi)

Giobbe 30


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1Adesso invece si beffano di me anche i più giovani, e coloro, i cui padri io disprezzavo troppo, per metterli con i cani dei miei greggi.2Anche il vigore delle loro mani a che mi sa: rebbe servito? Manca loro ogni forza;3estenuati dalla miseria e dalla fame, brucano nel deserto, terra di devastazione e di desolazione,4e colgono dai cespugli l’erba salata e radici di ginestra è il loro cibo.5Sono cacciati di mezzo agli uomini, si grida loro dietro come al ladro,6così che abitano lungo i torrenti, nelle caverne della terra e fra le rocce;7urlano fra le macchie, sotto i rovi si radunano;8gente ignobile, razza senza nome, cacciata dal paese a frustate.9E ora io sono la loro canzone, sono diventato la loro favola.10Essi mi aborrono e mi schivano nè si trattengono dallo sputarmi in faccia.11Hanno rotto ogni ritegno e mi avviliscono, hanno perduto a mio riguardo ogni freno.12A destra insorge la plebaglia e prepara la via della mia rovina.13Guastano il mio sentiero per perdermi, avanzano perchè nessuno li ferma;14irrompono come da una larga breccia, sbucano fuori di sotto le rovine.15I terrori mi sono piombati addosso, la mia grandezza è scomparsa come un vento e la mia floridezza è svanita come nube.16E ora si strugge in me la mia anima, mi hanno colto giorni di sventura.17Di notte le mie ossa sono trafitte, le mie vene non hanno riposo:18con tutta la mia forza mi stringo la veste, con la mia bocca faccio a brandelli la tunica;19mi rotolo nel fango e sono simile alla polvere e alla cenere.20Io grido a te e tu non mi rispondi, sto innanzi a te e tu non badi a me.21Sei divenuto crudele con me, con la potenza della tua mano mi perseguiti.22Mi hai alzato e abbandonato al vento, mi sbatti nella tempesta.23So bene che tu mi ridurrai a morte, alla casa dove convengono tutti i viventi.24Eppure contro l’oppresso non ho steso la mano, se, nel suo pericolo, implorava aiuto.25Non compiangevo anch’io chi ha la vita dura? Non si rattristava anche il mio cuore per il povero?26Perciò, mi aspettavo il bene e venne il male; mi aspettavo la luce e vennero le tenebre.27Le mie viscere ribollono senza tregua, mi sono venuti incontro giorni di miseria.28Me ne vado in lutto senza conforto, sto insieme con le volpi.29Sono fratello degli sciacalli, compagno degli struzzi.30La mia pelle annerisce e cade, le mie ossa sono calcinate dall’arsura.31La mia cetra serve al lamento e la mia lira alla voce del pianto.