SCRUTATIO

Venerdi, 5 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Giobbe 29


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1Giobbe continuò a pronunciare il suo proverbio e disse:2«Chi mi permetterà di tornare come nei mesi antichi, come ai giorni nei quali Dio mi proteggeva,3quando faceva splendere la sua fiaccola sul mio capo e alla sua luce potevo camminare nelle tenebre;4come ero negli anni del mio autunno, quando Dio proteggeva la mia tenda;5quando Shaddai era ancora con me e mi stavano intorno i miei giovani;6quando mi bagnavo i piedi nel latte e la pietra mi versava rivi d’olio?7Quando mi recavo alla porta della città e sulla piazza installavo il mio seggio,8i giovani mi vedevano e si ritiravano; i signori si alzavano e restavano in piedi;9i capi trattenevano le parole, si mettevano la mano sulla bocca;10la voce dei principi si velava e la loro lingua aderiva al palato.11L’orecchio che mi ascoltava mi celebrava, l’occhio che mi vedeva mi rendeva testimonianza;12perchè io ho salvato l’oppresso che supplicava, l’orfano e chi era senza aiuto.13La benedizione del misero saliva verso di me E io facevo esultare il cuore della vedova.14Mi vestii di giustizia ed essa mi vestì, la mia equità mi faceva da mantello e da tiara.15Ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo;16io ero un padre per i poveri ed esaminavo la causa dello sconosciuto.17Rompevo le mascelle al malvagio e dai denti gli strappavo la preda.18E mi dicevo: “ Morirò vecchio, moltiplicherò i giorni come la sabbia;19le mie radici si stendono lungo le acque, la rugiada si posa di notte sui miei rami.20La mia gloria sarà sempre nuova in me, il mio arco nella mia mano si rinnoverà ».21Mi ascoltavano con grande attenzione e tutti aspettavano il mio parere.22Quando finivo di parlare, nessuno obiettava, su di loro i miei detti cadevano goccia a goccia;23mi attendevano come una pioggia e aprivano la bocca come alla pioggia tardiva.24Se sorridevo loro, non osavano crederlo e non lasciavano cadere la luce della mia faccia.25Indicavo loro la strada e li guidavo, stavo come un re tra le sue bande o come un consolatore tra gli afflitti.