SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Genesi 30


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1Rachele si accorse che non le era concesso di partorire figli a Giacobbe, divenne gelosa di sua sorella e disse a Giacobbe: «Dammi figli, altrimenti muoio!»2Giacobbe si irritò contro Rachele e disse: «Sono forse io al posto di Dio che ti ha negato il frutto del grembo?»3Allora essa disse: «Ecco la mia schiava Bilha: unisciti a lei, così che essa partorisca sulle mie ginocchia e anch’io abbia una mia figliolanza per mezzo di lei».4Gli diede come moglie Bilha sua schiava e Giacobbe si unì a lei.5Bilha concepì e partorì a Giacobbe un figlio.6Rachele disse: «Dio ha giudicato in mio favore e ha ascoltato anche la mia voce, dandomi un figlio». Per questo essa lo chiamò Dan.7Poi Bilha, la schiava di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figlio.8Rachele disse: «Ho lottato contro mia sorella lotte di Dio e ho anche vinto!» Quindi lo chiamò Neftali.9Allora Lia, vedendo che aveva cessato di partorire; prese Zilpa sua schiava e la diede in moglie a Giacobbe.10Giacobbe si unì a lei ed essa concepì Zilpa, la schiava di Lia, partorì a Giacobbe un figlio.11Lia disse: «Per fortuna!»; Quindi lo chiamò Gad,12Poi Zilpa, la schiava di Lia, partorì un secondo figlio a Giacobbe.13Lia disse: «Per mia felicità, perché le donne mi hanno proclamato felice». Quindi lo chiamò Asher!14Ora Ruben si allontanò una volta al tempo della mietitura del grano, trovò mandragore nella campagna e le portò a Lia sua madre. Allora Rachele disse a Lia: «Dammi un po’ delle mandragore di tuo figlio».15Ma Lia rispose: «È forse troppo poco che tu mi abbia portato via mio marito perché tu voglia portare via anche le mandragore di mio figlio!» Riprese Rachele: «Ebbene, si corichi pure con te questa notte in compenso delle mandragore di tuo figlio».16Alla sera Giacobbe arrivò dalla campagna; Lia gli uscì incontro e gli disse: «Devi venire da me, perché io ho pagato il diritto di averti con le mandragore di mio figlio». Così quella notte egli si coricò con lei.17Dio esaudì Lia che concepì e partorì a Giacobbe il quinto figlio.18Lia disse: «Dio mi ha dato la mia mercede, perché io ho dato la mia schiava a mio marito». Quindi lo chiamò Issachar.19Poi Lia concepì ancora e partorì un sesto figlio a Giacobbe.20Lia disse: «Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi onorerà perché gli ho partorito sei figli». Onde lo chiamò Zabulon.21In seguito partorì una figlia e la chiamò Dina.22Poi Dio si ricordò anche di Rachele, la esaudì e la rese feconda.23Essa concepì, partorì un figlio e disse: «Dio ha allontanato il mio disonore».24E lo chiamò Giuseppe dicendo: «Jahvè mi aggiunga un altro figlio!»,

Il gregge di Giacobbe

25Ora, dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Labano: «Lasciami partire. Andrò a casa mia, nel mio paese.26Dammi le mie mogli, per le quali ti ho servito, e i miei bambini. Che io parta: perché tu conosci il servizio che ti ho prestato».27Gli disse Labano: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi... Io ho saputo per mezzo della divinazione che Jahvè mi ha benedetto a causa tua».28E aggiunse: «Fissami il tuo salario e io te lo darò».29Giacobbe rispose: «Tu sai come ti ho servito e come sono diventati i tuoi averi per opera mia.30Perché il poco che avevi prima della mia venuta è cresciuto a dismisura, e Jahvè ti ha benedetto sui miei passi. Ma ora, quando lavorerò anch’io per la mia casa?»31Labano riprese: «Che cosa ti devo?» Giacobbe rispose: «Non mi devi nulla: se tu farai per me quanto ti dico, ritornerò a pascolare il tuo bestiame minuto.32lo passerò oggi in tutto il tuo bestiame minuto, togliendone ogni capo di colore scuro tra le pecore e ogni capo macchiato e punteggiato tra le capre: sarà il mio salario.33È, in futuro, la mia onestà risponderà per me; quando tu verrai a verificare il mio salario, ogni capo non punteggiato o macchiato tra le capre e non di colore scuro tra le pecore, che si troverà presso di me, sarà come rubato».34Labano disse: «Bene, sia come tu hai detto!»35In quel giorno scelse i becchi striati e macchiati e tutte le capre punteggiate e macchiate, ogni capo in cui c’era del bianco, e ogni capo di colore scuro tra le pecore. Poi li affidò ai suoi figli36e interpose la distanza di tre giorni di cammino tra sé e Giacobbe, mentre Giacobbe pascolava il resto del gregge di Labano.37Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e di platano, e ne intagliò la corteccia a strisce bianche, scoprendo l’alburno dei rami.38Poi mise i rami che aveva così scortecciato nei truogoli e negli abbeveratoi dell’acqua, dove veniva a bere il gregge, proprio in vista delle bestie le quali si accoppiavano quando venivano a bere.39Così le bestie si accoppiarono presso quei rami e le capre generarono capretti striati, punteggiati e macchiati.40Quanto alle pecore, Giacobbe le separò e fece sì che le bestie avessero davanti a sé gli animali striati e tutti quelli di colore scuro che erano nel gregge di Labano. Inoltre non mise nel gregge di Labano i branchi che egli si era così costituito per suo conto.41Allora, quando era il tempo in cui le bestie dovevano concepire figli robusti, Giacobbe metteva i bastoni nei truogoli in vista alle bestie, per farle concepire davanti ai bastoni.42Quando invece le bestie dovevano fare una prole debole, non li metteva. Così i capi di bestiame deboli diventavano di Labano e quelli robusti di Giacobbe.43E l’uomo si arricchì a dismisura e possedette un gregge in grande quantità, schiave e schiavi, cammelli e asini.