SCRUTATIO

Martedi, 1 settembre 2026 - Sant Egidio ( Letture di oggi)

Ecclesiasticus 41


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NOVA VULGATASacra Bibbia Garofalo
1 O mors, quam amara est memoria tua
homini pacem habenti in substantiis suis,
1 O morte, quanto è amaro il tuo ricordo per chi ha riposto la pace nelle sue sostanze, per l’uomo contento e fortunato in tutto, per chi ancora ha forza di sfruttare il piacere!
2 viro quieto et, cuius viae directae sunt in omnibus,
et adhuc valenti accipere voluptatem!
2 Ahi, morte, quanto è gradito il tuo decreto all’uomo indigente e minorato nelle forze; all’uomo che urta e inciampa in ogni cosa che è diffidente e senza speranza:
3 O mors, bonum est iudicium tuum
homini indigenti et, qui minoratur viribus,
3 Non temere la morte, tua eredità, ricorda che con te sarà chi ti precede e chi ti segue.
4 defecto aetate et, cui de omnibus cura est,
qui fiduciam amisit et perdidit patientiam!
4 Questa è la sorte segnata da Dio per ogni vivente: perché rigettare la legge dell’Altissimo? Mille anni o cento o dieci anni, nell’Ade non c’è il compianto della vita.
5 Noli metuere iudicium mortis;
memento eorum, qui ante te fuerunt
et qui superventuri sunt tibi:
hoc iudicium a Domino omni carni;
5 Quella dei peccatori è genìa abominata ed è progenie stolta quella degli empi.
6 et quid resistis beneplacito Altissimi?
Sive decem sive centum sive mille anni,
6 Perisce l’eredità dei figli dei peccatori e con la loro discendenza si perpetua il disonore.
7 non est enim in inferno accusatio vitae.
7 I figli esecrano il padre empio, perché per sua causa sono nel disonore.
8 Filii abominationum fiunt filii peccatorum,
et qui conversantur in sedibus impiorum;
8 Guai a voi, uomini empi, che avete abbandonato la legge dell’Altissimo!
9 filiorum peccatorum periet hereditas,
et cum semine illorum assiduitas opprobrii.
9 Se prolificate, questo è a danno; se generate, c’è da gemere; se intoppate, è una gioia perenne per tutti; se morite, questo è in maledizione.
10 De patre impio queruntur filii,
quoniam propter illum sunt in opprobrio.
10 Quanto viene dal nulla ritorna al nulla; così l’empio passa da un nulla all’altro.
11 Vae vobis, viri impii,
qui dereliquistis legem Domini Altissimi!
11 Vano è l’uomo nel suo corpo; ma il nome della virtù non viene cancellato.
12 Et, si nati fueritis, in maledictione nascemini;
et, si mortui fueritis, in maledictione erit pars vestra.
12 Cura il nome, poiché è legato a te più di mille tesori preziosi.
13 Omnia, quae de terra sunt, in terram convertentur,
sic impii a maledicto in perditionem.
13 C’è un numero di giorni per i beni della vita; ma i giorni sono senza numero per la bontà del nome.
14 Luctus hominum in corpore ipsorum;
nomen autem impiorum non bonum delebitur.
14 Sapienza occulta e tesoro nascosto: che vantaggio c’è in tutti e due?
15 Curam habe de bono nomine;
hoc enim magis permanebit tibi
quam mille thesauri pretiosi et magni:
15 L’uomo che nasconde la propria stoltezza è da preferire a colui che occulta la sua sapienza.
16 bonae vitae numerus dierum,
bonum autem nomen permanebit in aevum.
16 Figli, ascoltate l’istruzione sul pudore e trattate il rossore secondo le norme che vi do: non conviene mantenere ogni pudore né va approvata qualsiasi verecondia.
17 Melior est homo, qui abscondit stultitiam suam,
quam homo, qui abscondit sapientiam suam.
Sapientia enim abscondita et thesaurus invisibilis,
quae utilitas in utrisque?
17 Vergognatevi della fornicazione, presenti padre e madre; della menzogna, presenti il principe e chi governa;
18 Disciplinam in pace conservate, filii;
18 della frode, innanzi al padrone e alla padrona; di cosa iniqua, davanti all’assemblea e al popolo; .
19 verumtamen reveremini iudicium meum:
19 della perfidia, davanti al compagno e all’amico; della appropriazione, nel luogo dove dimori; di venire meno al giuramento e al patto; di allungare il braccio a tavola; di rifiutare il dono richiesto;
20 non est enim bonum omnem reverentiam observare,
et non omnis pudor probatus.
20 di negarti all’amico; da di far cessare la distribuzione delle porzioni;
21 Erubescite a patre et a matre de fornicatione
et a praesidente et a potente de mendacio,
21 di tacere di fronte a chi saluta; di guardare la donna altrui e della troppa familiarità con l’ancella;
22 a principe et a iudice de delicto,
a synagoga et plebe de iniquitate,
22 delle parole villane all’amico e di rinfacciare il dono fatto;
23 a socio et amico de iniustitia
et de loco, in quo habitas,
23 di ripetere ciò che si ode e di rivelare cosa segreta.
24 de furto,
de veritate Dei et testamento,
de impositione cubiti super mensam
et a despectione dati et accepti,
24 Così sarai verecondo sul serio e troverai favore presso chiunque.
25 a salutantibus de silentio,
a respectu mulieris fornicariae
et ab aversione vultus cognati
26 et ab auferendo partem et non restituendo
27 et a respiciendo mulierem alieni viri
et a curiositate in ancillam eius,
neque steteris ad lectum eius;
28 ab amicis de sermonibus improperii,
et, cum dederis, ne improperes;