SCRUTATIO

Domenica, 27 settembre 2026 - Santi Cosma e Damiano ( Letture di oggi)

Tobia 2


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BIBBIA TINTORISacra Bibbia Garofalo
1 Dopo questo, già preparato, in un giorno di festa del Signore, un buon pranzo in casa di Tobia,1 Quando tornai a casa e mi furono restituiti mia moglie Anna e mio figlio Tobia, nella festa di Pentecoste che è la festa delle sette settimane, mi fu preparato un bel pranzo e mi posi a mangiare.
2 egli disse al suo figlio: « Va e mena a banchettare con noi alcuni della nostra tribù, timorati di Dio ».2 Vidi molte vivande e dissi a mio figlio: «Va e conduci quello tra i nostri fratelli, povero, che troverai e che si ricordi del Signore. Ecco, ti aspetterò».
3 Il figlio parti, e ritornò a riferire che uno dei figli d'Israele giaceva sgozzato sulla piazza. Tobia s'alzò subito da mensa, e, lasciato il pranzo, arrivò digiuno presso il cadavere,3 Quando egli fu di ritorno, disse: «Padre, uno della nostra discendenza è stato gettato nella piazza dopo essere stato strangolato».
4 lo prese, lo portò di nascosto a casa sua per seppellirlo con precauzione dopo il tramonto del sole.4 lo, prima di assaggiare qualcosa, balzai su e portai quel morto in una casa, dove potesse restare fino al tramonto del sole.
5 Nascosto che ebbe il cadavere, si pose a mangiare con pianto e tremore,5 Ritornato, mi lavai e mangiai il mio cibo nel dolore.
6 ricordando le parole dette dal Signore, per mezzo del profeta Amos: « I vostri giorni di festa saran cangiati in lamenti e lutto ».6 Ricordai la profezia di Amos, dove dice: «Le vostre feste si volgeranno in lutto e tutte le vostre gioie in lamento» e piansi;
7 Tramontato il sole, andò a seppellirlo.7 quando il sole fu tramontato, andai a scavare una fossa e seppellii il morto.
8 Tutti i suoi vicini lo biasimavano, dicendo: « Già per questo motivo ordinarono d'ammazzarti, e a mala pena scampasti dalla sentenza di morte, e di nuovo seppellisci i morti? »8 I vicini mi deridevano dicendo: «Non ha paura di essere di nuovo imprigionato per questa faccenda? Se l’è cavata una volta ed ecco seppellisce di nuovo i morti!»
9 Ma Tobia, temendo più Dio che il re, rapiva i corpi degli uccisi, e, nascostili nella sua casa, li seppelliva nel profondo della notte.9 Nella stessa notte, dopo quella sepoltura, ritornai a casa ed, essendo contaminato, mi coricai presso il muro del cortile, con la faccia scoperta.
10 Un giorno tornando a casa affaticato dal seppellire, si gettò accosto a un muro e si addormentò.10 Non sapevo che nel muro c'erano uccellini. E, poiché i miei occhi erano aperti, gli uccellini mi lasciarono cadere escrementi caldi negli occhi e mi vennero macchie bianche. Andai dai medici ma non mi giovarono. Achiacaro mi manteneva, finché non andò nell’Elimaide.
11 Mentre dormiva, essendogli caduto sugli occhi dello sterco caldo da un nido di rondini, diventò cieco.11 Ora, mia moglie Anna faceva lavori femminili a pagamento:
12 Il Signore permise che gli venisse questa prova, per dare ai posteri un esempio di pazienza, come quello del santo Giobbe.12 li mandava ai signori ed essi le diedero la paga aggiungendo un capretto,
13 Infatti, avendo egli sempre temuto Dio fin dalla fanciullezza, osservandone i comandamenti, non si lamentò contro Dio, per essere stato colpito dalla disgrazia della cecità,13 Come giunse presso di me cominciò a belare . Così le dissi: «Donde viene il capretto? Non è roba rubata? Restituiscilo ai signori, perché non è lecito mangiare roba rubata!»
14 anzi, mantenendosi saldo nel timore di Dio, rese grazie a Dio tutti i giorni della sua vita.14 Essa rispose: «Mi è stato dato in regalo oltre la paga». Ma io non le credevo e continuavo a dire di restituirlo ai signori, inquietandomi contro di lei. Essa allora in risposta mi disse: «Dove sono le tue elemosine e le tue opere buone? Ecco, tutto adesso si vede bene, in che condizione ti trovi!»
15 Or come i re insultavano il beato Giobbe, così i parenti e i congiunti di Tobia deridevano la sua condotta, dicendo:
16 « Dov'è la tua speranza per cui tu facevi elemosine e seppellivi? »
17 Ma Tobia li sgridava, dicendo: « Non parlato così,
18 perchè noi siam figli di santi, e aspettiamo quella vita che Dio darà a coloro i quali non perdono mai la loro fede in Lui ».
19 Anna, sua moglie, andava tutti i giorni a tessere, e portava a casa il vitto che poteva guadagnare col lavoro delle sue mani.
20 Un giorno, avendo ricovrito un capretto, lo portò a casa.
21 Suo marito, avendolo sentito belare, disse: « Badate che per caso non sia rubato; rendetelo ai suoi padroni, perchè non c'è lecito mangiare, nè toccare cosa rubata ».
22 Allora la sua moglie rispose irritata: « E' chiaro che la tua speranza è diventata vana, ora si son manifestate le tue elemosine ».
23 Con queste e simile parole lo ingiuriava.