SCRUTATIO

Domenica, 12 luglio 2026 - Santa Veronica ( Letture di oggi)

Genesi 39


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BIBBIA CEI 2008Sacra Bibbia Garofalo
1 Giuseppe era stato portato in Egitto, e Potifàr, eunuco del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l’avevano condotto laggiù.1 Giuseppe era stato condotto in Egitto e Putifar, eunuco del Faraone e capo delle guardie, un Egiziano, lo comperò da quegli Ismaeliti che lo avevano condotto laggiù.
2 Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell’Egiziano, suo padrone.2 Allora Jahvè fu con Giuseppe; questi divenne un uomo a cui tutto riusciva e rimase nella casa dell’Egiziano suo signore.
3 Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che il Signore faceva riuscire per mano sua quanto egli intraprendeva.3 Il padrone si accorse che Jahvè era con lui e che Jahvè faceva riuscire nelle sue mani quanto egli faceva.
4 Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi, quello lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi.4 Onde Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi quegli lo nominò sovrintendente della sua casa e gli diede in mano tutti i suoi averi.
5 Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell’Egiziano grazie a Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, sia in casa sia nella campagna.5 Dal momento nel quale lo incaricò della sua casa e di tutti i suoi averi, Jahvè benedisse la casa dell’Egiziano a causa di Giuseppe e la benedizione di Jahvè fu su quanto possedeva in casa e nella campagna.
6 Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non si occupava più di nulla, se non del cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forma e attraente di aspetto.
6 Così egli abbandonò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non gli domandava conto di nulla, se non il cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forme e bello di aspetto.
7 Dopo questi fatti, la moglie del padrone mise gli occhi su Giuseppe e gli disse: «Còricati con me!».7 Ma, dopo queste cose, la moglie del suo signore alzò gli occhi su Giuseppe e gli disse: «Giaci con me!»
8 Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: «Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi.8 Ma egli si rifiutò e disse alla moglie del suo signore: «Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto c’è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi.
9 Lui stesso non conta più di me in questa casa; non mi ha proibito nient’altro, se non te, perché sei sua moglie. Come dunque potrei fare questo grande male e peccare contro Dio?».9 Lui stesso non è più autorevole di me in questa casa e non mi ha proibito nulla, se non te perché tu sei sua moglie. Come potrei fare questo grande male e peccare contro Dio?»
10 E benché giorno dopo giorno ella parlasse a Giuseppe in tal senso, egli non accettò di coricarsi insieme per unirsi a lei.
10 benché ogni giorno essa ne parlasse a Giuseppe, egli non acconsentì a giacere accanto a lei, a darsi a lei.
11 Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro, mentre non c’era alcuno dei domestici.11 Un giorno, egli entrò in casa per eseguire il suo lavoro, mentre non c’era in casa nessuno dei domestici.
12 Ella lo afferrò per la veste, dicendo: «Còricati con me!». Ma egli le lasciò tra le mani la veste, fuggì e se ne andò fuori.12 Ed essa lo afferrò per la veste dicendo: «Giaci con me!» Ma egli le abbandonò tra le mani la propria veste e fuggì e uscì di casa.
13 Allora lei, vedendo che egli le aveva lasciato tra le mani la veste ed era fuggito fuori,13 Allora essa, vedendo che egli le aveva lasciato tra le mani la veste ed era fuggito di casa.
14 chiamò i suoi domestici e disse loro: «Guardate, ci ha condotto in casa un Ebreo per divertirsi con noi! Mi si è accostato per coricarsi con me, ma io ho gridato a gran voce.14 chiamò i domestici e disse loro: «Guardate, ci ha condotto in casa un Ebreo per scherzare con noi! Mi si è accostato per giacere con me, ma io ho chiamato ad alta voce.
15 Egli, appena ha sentito che alzavo la voce e chiamavo, ha lasciato la veste accanto a me, è fuggito e se ne è andato fuori».
15 Allora lui, appena ha sentito che alzavo la voce e chiamavo, ha abbandonato la sua veste presso di me, è fuggito ed è uscito di casa».
16 Ed ella pose accanto a sé la veste di lui finché il padrone venne a casa.16 Poi essa lasciò accanto a sé la veste di lui finché il suo signore non venne a casa.
17 Allora gli disse le stesse cose: «Quel servo ebreo, che tu ci hai condotto in casa, mi si è accostato per divertirsi con me.17 A lui disse le stesse cose: «Quel servitore ebreo che tu ci hai condotto in casa, si è accostato per scherzare con me.
18 Ma appena io ho gridato e ho chiamato, ha abbandonato la veste presso di me ed è fuggito fuori».18 Ma, appena ha sentito che io alzavo la voce e chiamavo, ha abbandonato la veste presso di me ed è fuggito di casa».
19 Il padrone, all’udire le parole che sua moglie gli ripeteva: «Proprio così mi ha fatto il tuo servo!», si accese d’ira.19 Quando il signore udì le parole della moglie che gli diceva: «Proprio così mi ha fatto il tuo servitore!», si accese d’ira.
20 Il padrone prese Giuseppe e lo mise nella prigione, dove erano detenuti i carcerati del re.
Così egli rimase là in prigione.
20 Il padrone di Giuseppe lo prese e lo mise in prigione nel luogo dove erano detenuti i carcerati del re. Così egli rimase là in prigione.
21 Ma il Signore fu con Giuseppe, gli accordò benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del comandante della prigione.21 Ma Jahvè fu con Giuseppe, lo rese oggetto di benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del capo della prigione.
22 Così il comandante della prigione affidò a Giuseppe tutti i carcerati che erano nella prigione, e quanto c’era da fare là dentro lo faceva lui.22 Così il capo della prigione affidò a Giuseppe tutti i carcerati che erano nella prigione; tutto ciò che si faceva là dentro, era lui che lo faceva.
23 Il comandante della prigione non si prendeva più cura di nulla di quanto era affidato a Giuseppe, perché il Signore era con lui e il Signore dava successo a tutto quanto egli faceva.23 Il capo della prigione non badava più a nulla di quanto era affidatogli perché Jahvè era con lui e Jahvè dava successo a ciò che egli faceva.