Giosuè 20
Versetti esaminati
1Il Signore disse a Giosuè:2«Di’ agli Israeliti: Sceglietevi le città di asilo, come vi avevo ordinato per mezzo di Mosè,3perché l’omicida che avrà ucciso qualcuno per errore o per inavvertenza, vi si possa rifugiare. Vi serviranno di rifugio contro il vendicatore del sangue.4Se qualcuno cerca asilo in una di queste città, fermatosi all’ingresso della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città. Se costoro lo accoglieranno presso di sé dentro la città, gli assegneranno una dimora ed egli si stabilirà in mezzo a loro.5Se il vendicatore del sangue lo insegue, essi non abbandoneranno nelle sue mani l’omicida, perché ha ucciso il prossimo per inavvertenza e senza averlo prima odiato.6L’omicida abiterà in quella città finché comparirà in giudizio davanti alla comunità. Alla morte del sommo sacerdote in carica in quel tempo, l’omicida potrà tornarsene e rientrare nella sua città e nella sua casa, nella città da dove era fuggito».
7Allora consacrarono Kedes in Galilea sulle montagne di Nèftali, Sichem sulle montagne di Èfraim e Kiriat-Arbà, ossia Ebron, sulle montagne di Giuda.8Oltre il Giordano, a oriente di Gerico, stabilirono Beser, sull’altopiano desertico, nella tribù di Ruben, Ramot in Gàlaad, nella tribù di Gad, e Golan in Basan, nella tribù di Manasse.9Queste furono le città stabilite per tutti gli Israeliti e per lo straniero dimorante in mezzo a loro, perché chiunque avesse ucciso qualcuno per errore potesse rifugiarvisi e non morisse per mano del vendicatore del sangue, prima d’essere comparso davanti alla comunità.
Note
6,1:Elimaide: in realtà, non si conosce nessuna città chiamata Elimaide, forma greca dell'«Elam» di Gen 10,22 ; qui è la regione nei dintorni di Susa, antica capitale della Persia (Ne 1,1), e, in senso stretto, la regione montuosa a nord della città.
6,2:tempio ricchissimo: il tempio di Nanea-Artemide (cf. 2Mac 1,13).
6,8:In realtà, Antioco doveva essere morto prima di questi avvenimenti, ma l'autore di 1Mac deve adattare la sua narrazione alla cronologia che si è prefissata.
6,13:paese straniero: di fatto, la Persia era ancora dipendente dall'impero seleucida. - Per l'autore di 1Mac, la morte del re è posta in connessione con il saccheggio del tempio di Gerusalemme, e non di quello di Artemide, come per l'autore di 2Mac. Tutti e due pero attribuiscono al re analoghi sentimenti di pentimento.
6,14:Filippo: questo Filippo, che ritorna in 1Mac 6,55 e 2Mac 9,29 , è distinto dal Filippo di 2Mac 5,22; 2Mac 8,8 . Nominato reggente e tutore del giovane Antioco, riceve in deposito le insegne regali destinate a quest'ultimo.
6,16:centoquarantanove: nel settembre o ottobre del 164 a.C.
6,20:centocinquanta: cioè 163-162a.C.; l'assedio della cittadella viene dopo la spedizione in Idumea, che ebbe luogo dopo la pentecoste 163 (1Mac 1,33). L'autore di 2Mac non ne parla.
6,24:hanno posto assedio alla fortezza e: aggiunta comune a quasi tutte le fonti (a eccezione di qualche ms e volg.); dittografia del v 20 (BJ lo omette).
6,25:il tuo territorio: con vet. lat.; BJ ha il plurale; gr. Iegge: «i loro territori»; volg. traduce: «i nostri territori».
6,28:Di fatto è Lisia che agisce; Antioco ha solo nove anni. - comandanti dell'esercito: alla lettera «preposti alle redini», titolo non attestato altrove.
6,31:l'Idumea: forse attraverso la valle del Terebinto (1Sam 17,2) e Odollam (2Mac 12,38). Un primo scontro si avrà a Modin (cf. 2Mac 13,14).
6,32:Bet-Zaccaria: 9 Km a nord di Bet-Zur. Il nome è portato tuttora da un villaggio.
6,37:quattro: con i LXX; BJ congettura: «tre»; gr. e lat. hanno: «trenta (o trentadue)». L'originale ebraico forse aveva shalishim, «i tre (uomini che montavano il carro)» (cf. Es 14,7; Es 15,4; 2Re 10,25); il traduttore in questo caso avrebbe letto sheloshim, «trenta». - un conducente indiano, alla lettera «l'indù»: espressione che era passata a designare la professione.
6,38:Alla lettera «per incalzare (il nemico) e proteggere (o serrare) nelle falangi». Una parte dei testi ha faranxin invece di falanxin: «per serrare nelle gole» (cf. v 40?).
6,39:sugli scudi d'oro e di bronzo: si tratta forse di una reminiscenza biblica (cf. 1Re 10,16).
6,44:volle sacrificarsi: alla lettera «diede se stesso» (cf. Gal 1,4; 1Tm 2,6; Tt 2,14). - Si tratta probabilmente del gesto che 2Mac 13,14 localizza «vicino a Modin».
6,49:anno sabbatico: secondo Lv 25,1 , l'anno sabbatico escludeva la semina e la mietitura; era incominciato nell'autunno del 164, poiché questa carestia risale all'autunno del 163.
6,51:scorpioni: sono balestre. Questa descrizione dell'artiglieria di assedio seleucida è la più completa di cui siamo a conoscenza.
6,53:nei depositi: angeiois, conget. secondo lat.; gr. legge: «nel santuario», hagiois.
6,59:Questo cambiamento improvviso si spiega con la morte di Antioco Epifane (che era stato il campione dell'ellenizzazione forzata), con la stanchezza che la penuria dei viveri genera nei due accampamenti (v 57) e con gli intrighi di Filippo (v 56).
6,62:Il rescritto del re (2Mac 11,25) restituiva il tempio ai giudei senza far cenno alle mura; ma l'autore considera le due cose inseparabili e vede nel gesto una violazione della promessa.