Scrutatio

Monday, 26 February 2024 - Santa Paola di S. Giuseppe di Calasanzio ( Letture di oggi)

Giosuè 9


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1Quando udirono questi fatti, tutti i re della parte occidentale del Giordano, della zona montuosa, della Sefela e di tutto il litorale del Mare Grande verso il Libano – gli Ittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei, i Gebusei –2si allearono per far guerra contro Giosuè e Israele sotto un unico comando.
3Gli abitanti di Gàbaon, invece, quando ebbero sentito ciò che Giosuè aveva fatto a Gerico e ad Ai,4ricorsero da parte loro a un’astuzia: andarono a rifornirsi di provviste, presero sacchi sdruciti per i loro asini, otri di vino consunti, rotti e rappezzati,5calzarono sandali strappati e ricuciti, e vestirono abiti logori. Tutto il pane della loro provvigione era secco e sbriciolato.6Andarono poi da Giosuè all’accampamento di Gàlgala e dissero a lui e agli Israeliti: «Veniamo da una terra lontana; stringete con noi un patto».7La gente d’Israele rispose a quegli Evei: «Ma forse voi abitate in mezzo a noi: come potremmo allora stringere un patto con voi?».8Risposero a Giosuè: «Noi siamo tuoi servi!» e Giosuè chiese loro: «Chi siete e da dove venite?».9Gli risposero: «I tuoi servi vengono da una terra molto lontana, per la fama del Signore, tuo Dio, perché ne abbiamo sentito parlare, come di quanto ha fatto in Egitto,10di quanto ha fatto ai due re degli Amorrei al di là del Giordano, a Sicon, re di Chesbon, e a Og, re di Basan, ad Astaròt.11I nostri anziani e tutti gli abitanti della nostra terra ci hanno detto: “Rifornitevi di provviste per il cammino, andate loro incontro e dite loro: noi siamo vostri servi; stringete dunque un patto con noi”.12Questo è il nostro pane: caldo noi lo prendemmo come provvista dalle nostre case nel giorno in cui uscimmo per venire da voi e ora eccolo secco e ridotto in briciole.13Questi otri di vino, che noi riempimmo nuovi, eccoli rotti. Questi nostri vestiti e i nostri sandali sono consumati dal lunghissimo cammino».14Allora la gente prese in consegna le loro provviste senza consultare l’oracolo del Signore.15Giosuè fece pace con loro, stringendo con loro il patto di lasciarli in vita. Giurarono a loro favore anche i capi della comunità.
16Tre giorni dopo che ebbero stretto il patto con loro, gli Israeliti vennero a sapere che quelli erano loro vicini e abitavano in mezzo a loro.17Allora gli Israeliti partirono e il terzo giorno entrarono nelle loro città: le loro città erano Gàbaon, Chefirà, Beeròt e Kiriat-Iearìm.18Gli Israeliti non li attaccarono, perché i capi della comunità avevano loro giurato per il Signore, Dio d’Israele. Ma tutta la comunità mormorò contro i capi.
19Allora tutti i capi dissero all’intera comunità: «Noi stessi abbiamo loro giurato per il Signore, Dio d’Israele. E dunque non li possiamo colpire.20Ma facciamo loro così: li lasceremo in vita, perché non ci piombi addosso un castigo per il giuramento che abbiamo loro prestato.21Vivano pure – aggiunsero i capi – ma siano tagliatori di legna e portatori d’acqua per tutta la comunità». Dopo che i capi ebbero parlato loro,22Giosuè chiamò quelli di Gàbaon e parlò loro dicendo: «Perché ci avete ingannato, dicendo di abitare molto lontano, mentre abitate in mezzo a noi?23Maledetti! Voi non cesserete d’essere schiavi: tagliatori di legna e portatori d’acqua per il tempio del mio Dio».24Risposero a Giosuè: «Ai tuoi servi era stato riferito più volte quanto il Signore, tuo Dio, aveva ordinato a Mosè, suo servo, di dare cioè a voi tutta la terra e di distruggere dinanzi a voi tutti i suoi abitanti. Allora, avendo molta paura di voi per le nostre vite, ci comportammo così.25Ora eccoci nelle tue mani: fa’ di noi come sembra buono e giusto ai tuoi occhi».26Giosuè li trattò in questo modo: li salvò dalla mano degli Israeliti, che non li uccisero;27ma da quel giorno, fino ad oggi, Giosuè li rese tagliatori di legna e portatori d’acqua per la comunità e per l’altare del Signore, nel luogo che egli avrebbe scelto.

Note:

Gs 9,3ss:gli abitanti di Gàbaon: l'insieme del racconto porta chiaramente l'impronta di una redazione deuteronomista, ma che utilizza antiche tradizioni. E impossibile determinarle chiaramente; tuttavia la loro origine è sicuramente beniaminita. - I gabaoniti abitavano non solo Gàbaon (el-Jib, a nordovest di Gerusalemme), ma altre tre città vicine, menzionate nel v 17. Costituivano una contrada non cananea nel paese (cf. v 7; Gs 11,19); ciò spiega come mai facciano parte a sé e ricerchino l'alleanza degli israeliti. L'esistenza di un'antica alleanza tra Gàbaon e Israele è garantita dalla riparazione accordata da Davide ai suoi abitanti (2Sam 21). Ma la presentazione del fatto rivela qui una preoccupazione teologica: tale trattato è apparso come contrario alle regole della guerra santa (cf. Gs 6,17+). Tuttavia tali regole non si applicavano alle popolazioni che abitavano fuori di Canaan; di qui la divertente storia dell'astuzia dei gabaoniti; il giuramento fatto in loro favore non poteva essere più infranto.

Gs 9,4:rifornirsi di vettovaglie: BJ e BC seguono la volg.; si suppone, per conget. suffragata da molte varianti di mss, il verbo wajjictajadû (cf. vv 11-12); nel testo ebraico, wajjictajarû è incomprensibile.

Gs 9,14:le gente: BJ segue i LXX e legge «i notabili»; l'ebraico ha «uomini». Accettando di gustare le provviste dei gabaoniti, i notabili di Israele stringevano un'alleanza con essi (Gen 31,46s).

Gs 9,15:comunità: la «comunità» è un termine tecnico che designa l'assemblea di Israele riunita per il culto o per trattare gli affari comuni (cf. 1Re 12,20; Gdc 20,1; Gs 22).

Gs 9,20:li lasceremo vivere: TM e volg. hanno una costruzione impersonale: «la vita sia ad essi», oppure «vivano». BJ traduce con «lascia loro salva la vita». La difficoltà del testo può essere chiarita dalla supposizione che il discorso a «tutta l'assemblea» sia interrotto da una frase rivolta personalmente a Giosuè.

Gs 9,23:I gabaoniti inservienti di un santuario, forse l'altura di Gàbaon (1Re 3,4), sono differenti dagli schiavi del tempio (Esd 2,43 e Esd 2,55), la cui istituzione Esdra fa risalire a Davide. Sono ridotti a uno stato inferiore (cf. Dt 29,10), richiesto da loro stessi (v 11) e che in origine non era una punizione.

Gs 9,26:Il patto fu rotto da Saul, e questo comporterà un'espiazione sotto il regno di Davide (2Sam 21,1-14).