SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 21


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Da Mileto a Gerusalemme

1E così, messici in mare dopo esserci strappati da loro, arrivammo per via diretta a Cos, il giorno seguente a Rodi e da lì a Patara.2Qui trovammo una nave che faceva la traversata per la Fenicia, trasbordammo e levammo l’ancora.3Giungemmo in vista di Cipro ma, lasciatala a sinistra, puntammo sulla Siria e approdammo a Tiro, perché lì la nave doveva scaricare.4Ritrovammo i discepoli e ci fermammo là tutta una settimana, ed essi dicevano a Paolo per ispirazione dello Spirito di non salir più a Gerusalemme.5Invece, trascorsi quei giorni, uscimmo e ci rimettemmo in viaggio, accompagnati fuori della città da loro tutti, con le mogli e i figli. Sul lido ci inginocchiammo e pregammo,6poi, dettoci addio, noi c’imbarcammo ed essi tornarono a casa loro.7Noi, proseguendo il viaggio marittimo, da Tiro arrivammo a Tolemaide e, salutati i fratelli, ci trattenemmo da loro un giorno appena.

Presso Filippo a Cesarea

8Il giorno appresso partimmo e giungemmo a Cesarea ed entrati in casa dell’evangelista Filippo, uno dei sette, ci fermammo da lui.9Egli aveva quattro figlie vergini e profetesse.10Quando già vi stavamo da parecchi giorni, scese un profeta nativo della Giudea chiamato Agabo.11Venne da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò piedi e mani, poi disse: «L’uomo a cui appartiene questa cintura sarà legato così a Gerusalemme dai Giudei e consegnato in mano ai pagani».12Appena udito questo, sia noi che i cristiani del luogo pregammo Paolo di non salir più a Gerusalemme.13Allora egli rispose: «Che fate piangendo e intenerendomi il cuore? Io infatti mi sento pronto non solo a essere arrestato ma anche a morire in Gerusalemme per la causa del Signore Gesù».14E, poiché non si lasciava con- vincere, smettemmo di insistere dicendo: «Si faccia la volontà del Signore!»

Arrivo a Gerusalemme

15Sicchè, dopo i detti giorni, facemmo i preparativi e salimmo a Gerusalemme.16Con noi vennero anche alcuni cristiani di Cesarea conducendo seco un cipriota di nome Mnasone, vecchio discepolo, il quale ci avrebbe ospitato.17Arrivati che fummo a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero con festa.

Paolo da Giacomo

18Il giorno appresso Paolo rese con noi una visita a Giacomo, presenti tutti i presbiteri.19Paolo li salutò ed espose particolareggiatamente quel che Dio aveva operato tra i pagani per suo ministero.20Essi, udito che l’ebbero, lodarono Dio, poi gli risposero: «Fratello, tu osservi quante miriadi di convertiti vi siano tra i Giudei, e tutti fortemente attaccati alla legge.21Ora essi sono stati informati che tu vai insegnando la defezione da Mosè a tutti i Giudei della diaspora, dicendo loro di non circoncidere più i figli e di non uniformarsi più alle costumanze.22Che fare in merito? Si verrà per forza a sapere che tu sei arrivato.23Perciò fa’ quanto ti suggeriamo: noi abbiamo quattro uomini astretti a un voto;24tu prendili, fatti nazireo con loro e paga per loro perché si facciano radere la testa. Così tutti sapranno che le informazioni sul tuo conto sono false e che invece anche tu cammini nell’osservanza della legge.25Riguardo poi ai convertiti dal paganesimo, noi abbiamo comunicato per iscritto la decisione che continuino a tenersi lontani dagli idolotiti, dal sangue, dagli animali soffocati e dai matrimoni irregolari».26Allora Paolo prese i quattro e il giorno appresso si fece nazireo e con loro entrò nel tempio per notificare la scadenza del nazireato, finché poi furono offerti per ciascuno di loro i sacrifici.

Arresto di Paolo

27Mentre i sette giorni stavano per compirsi, i Giudei asiati, vistolo nel tempio, sovvertirono la folla e si impadronirono di lui28al grido: «Israeliti, date mano! questi è quell’individuo che dovunque e a tutti propala dottrine contro Israele, la legge e il tempio. Anzi ha fatto entrare degli incirconcisi nel tempio e ha profanato questo santo luogo!»29Questo perché prima avevano Visto con lui in città Trofimo di Éfeso e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.30Tutta la città dunque si sollevò e ci fu un concorso di folla. Preso Paolo, lo trascinarono fuori del tempio, le cui porte furono immediatamente chiuse.31Mentre essi cercavano di ucciderlo, fu portato avviso al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in agitazione.32Senza porre tempo in mezzo quello prese soldati e centurioni e calò su di loro. Quelli, visto il tribuno con i soldati, smisero di picchiar Paolo.33Allora il tribuno, avvicinatosi, lo prese e, fattolo legare con due manette, domandò chi fosse e che cosa avesse fatto.34Dalla folla ognuno urlava la sua, per cui il tribuno, non potendo per il tumulto conoscere il vero, diede ordine di portarlo in fortezza.35Quando però Paolo giunse alla scalea, dovette essere preso sulle spalle dai soldati a causa della violenza popolare,36poiché la folla giudaica teneva dietro gridando: «Toglilo dal mondo!»37Paolo, sul punto di essere introdotto nella fortezza, dice al tribuno: «Posso chiederti una cosa?» Quello esclamò: «Tu sai il greco?!38Allora non sei tu quell’egiziano che giorni fa a sobillato e condotto fuori dell’abitato i quattromila sicari?»39Rispose Paolo: «Io veramente sono un israelita di Tarso, cittadino di una non ingloriosa città della Cilicia. Ma, te ne prego, concedimi di parlare al popolo».40Ottenuto il permesso, Paolo, in piedi sui gradini, fece cenno con la mano ai Giudei e, fattosi un profondo silenzio, li arringò in aramaico così: