SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 23


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Paolo davanti al sinedrio

1Paolo allora fissò i sinedriti e prese a dire: «Fratelli, fino a oggi io ho servito Dio in perfetta buona coscienza».2A questo punto il sommo sacerdote Anania, ordinò ai suoi assistenti di percuotergli la bocca.3Paolo si rivolse a lui: «Iddio percuoterà te, muro imbiancato. Come, tu siedi a giudicarmi in nome della legge e contro la legge ordini di percuotermi ?»4Gli assistenti scattarono: «Tu ingiurii il sommo sacerdote di Dio?»5Rispose Paolo: «Fratelli, io non sapevo che fosse sommo sacerdote. So bene che la Scrittura dice: Non ingiuriare il capo del tuo popolo».6Ma, sapendo che i sinedriti in parte erano sadducei e in parte farisei, Paolo disse a voce forte: «Fratelli, io sono fariseo, regolarmente iscritto alla setta, e vengo portato in giudizio a causa della speranza d’Israele e della risurrezione dei morti».7Da queste sue parole nacque una disputa tra farisei e sadducei che divise l’assemblea.8I sadducei infatti, tutto al contrario dei farisei, non ammettono né risurrezione, né angeli, né altri esseri spirituali.9Si sollevò quindi un gran clamore, in mezzo al quale certi scribi di parte farisea sostenevano accanitamente: «Noi non troviamo nulla di male in quest’uomo. E se gli avesse parlato uno spirito o un angelo?»10Crescendo la disputa, il tribuno, nel timore che Paolo venisse fatto a pezzi, ordinò che il distaccamento scendesse, lo portasse via dalla mischia e lo conducesse in fortezza.11La notte seguente a Paolo apparve il Signore Gesù e gli disse: «Coraggio! Come hai reso testimonianza all’evangelo in Gerusalemme, così devi renderla a Roma».

Congiura contro Paolo

12La mattina seguente i Giudei ordirono un complotto e fecero voto di non mangiare né bere prima di aver ucciso Paolo.13I congiurati erano più di quaranta14e, presentatisi ai gran sacerdoti e anziani, dichiararono: «Noi abbiamo fatto voto di non assaggiar nulla finché non abbiamo ucciso Paolo.15Perciò voi e il sinedrio significate al tribuno il desiderio che lo faccia scendere da voi come se doveste esaminar più a fondo la sua causa; e noi ci teniamo pronti, prima che egli giunga da voi, a ucciderlo».16Ma venne a conoscenza dell’agguato il figlio della sorella di Paolo, il quale andò, entrò in fortezza e ne avvertì Paolo.17Paolo a sua volta chiamò uno dei centurioni e gli disse: «Conduci questo giovane dal tribuno perché ha da comunicargli cose importanti».18Quello lo accompagnò e lo presentò al tribuno con queste parole: «Il prigioniero Paolo mi ha chiamato e mi ha pregato di condurre da te questo giovane che ha da dirti una cosa importante».19Il tribuno lo prese per mano e tiratolo in disparte gli chiese: «Che cosa è che hai da comunicarmi?»20Rispose: «I Giudei si sono accordati per chiederti di fare scendere domani Paolo dinanzi al sinedrio come se dovesse far più accurate indagini sul suo conto.21Non lasciarti convincere, perché più di quaranta di loro si tengono in agguato contro di lui; anzi hanno fatto voto di non mangiare né bere finché non l'abbiano ucciso. Ora si tengono pronti attendendo il tuo consenso».22Il tribuno quindi rimandò il giovanotto con l’ordine di non palesare ad alcuno quanto gli aveva rivelato.

Paolo tradotto a Cesarea

23Poi chiamò due dei suoi centurioni e disse loro: «Tenete pronti duecento soldati perché vadano a Cesarea, più settanta cavalieri e duecento lancieri per la terza ora di notte24e preparate cavalcature per farvi montar Paolo e portarlo in salvo presso il procuratore Felice».25Insieme stilò una lettera del seguente tenore:26«Claudio Lisia all’eccellentissimo procuratore Felice, salute!27Quest’uomo è uno che, catturato dai Giudei e già sul punto di esserne ucciso, io, avendo appreso che era cittadino romano, riuscii a mettere in salvo con il mio distaccamento.28Volendo poi conoscere bene il motivo per cui lo accusavano, lo feci comparire dinanzi al loro sinedrio.29Scopersi che era accusato di questioni circa la loro legge senza che avesse nessun capo d’accusa passibile di morte o di carcere.30Ora, avendo appreso che gli tramano insidie, lo mando immediatamente da te, ingiungendo in pari tempo agli accusatori di esporre alla tua presenza ciò che hanno contro di lui. Ti saluto».31I soldati dunque, secondo l’ordine ricevuto, presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipatride,32e il giorno dopo, lasciati andar con lui i cavalieri, ritornarono in fortezza.33I cavalieri entrarono in Cesarea, consegnarono la lettera al procuratore e gli presentarono Paolo.34Il procuratore lesse, domandò di che provincia fosse Paolo e, saputo che era della Cilicia, disse:35«Ti darò udienza quando saranno presenti anche i tuoi accusatori». E lo fece custodire nel palazzo reale di Erode il Grande.