SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Santa Maria Goretti ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 22


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Discorso agli Ebrei

1«Fratelli e padri miei, ascoltate la difesa che ora intendo farvi».2Appeni sentirono che parlava loro in aramaico, fecero più silenzio. Paolo riprese:3«Io sono un israelita, nato a Tarso in Cilicia, ma educato in questa città, istruito ai piedi di Gamaliele nella più rigida norma della legge avita, pieno di zelo per Iddio come oggi siete voi tutti,4tanto che ho perseguitato a morte questa religione, arrestando e gettando in prigione uomini e donne.5Possono attestarlo per me il sommo sacerdote e tutti gli anziani. Un giorno, ricevute da loro lettere all’indirizzo dei correligionari, mi trovavo in viaggio per Damasco nell’intento di tradurre in carcere a Gerusalemme quelli che colà erano, perché fossero puniti.6Quand’ecco, mentre appunto ero in cammino ed ero già vicino a Damasco, verso mezzogiorno improvvisamente mi balenò intorno una fortissima luce dal cielo.7Stramazzai a terra e udii una voce dirmi: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.8Io articolai: “Chi sei, Signore”. E la voce a me: “Io sono Gesù, il Nazareno, che tu perseguiti”.9I miei compagni videro, sì, la luce, ma non afferrarono le parole del mio interlocutore.10lo ripresi: “Che ho da fare, Signore?”. E il Signore mi disse: “Alzati e prosegui fino a Damasco: là ti verranno comunicati gli ordini da eseguire”.11E, poiché per il fulgore di quella luce io non distinguevo più nulla, entrai in Damasco condotto per mano dai miei compagni.12Un certo Anania, israelita coscienzioso, stimato da tutti i Giudei del luogo,13venne da me, mi si accostò e mi disse: “Saulo, fratello mio, riprendi a vedere”. E io in quello stesso istante potei levar lo sguardo verso di lui.14Egli aggiunse: “Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua bocca:15che tu sarai testimone di quanto hai visto e udito davanti a tutti gli uomini.16Ma adesso perché indugi? Su, fatti battezzare e làvati dai tuoi peccati invocando il suo nome”.17Anche dopo il mio ritorno a Gerusalemme mi capitò che, pregando nel tempio, fui rapito in visione18e vidi lui che mi diceva: “Affrèttati a partire da Gerusalemme, dato che la tua testimonianza in mio favore non verrà accolta”.19Io risposi: “Signore, questa gente sa che io un tempo gettavo in carcere e fustigavo per le sinagoghe i tuoi fedeli20e che, quando fu versato il sangue del tuo testimone Stefano, anch'io assistevo e approvavo, anzi custodivo i mantelli dei suoi uccisori”.21Ma egli mi replicò: “Va’, perché io ti invierò lontano presso i pagani”».22Lo stavano ascoltando fino a questa frase, quando cominciarono a gridare: «Levalo di mezzo: non è giusto che rimanga vivo».

Paolo in carcere

23Mentre essi urlavano e agitavano i mantelli e buttavano polvere in aria,24il tribuno, fece condurre Paolo in fortezza dando ordine di sottoporlo ad interrogatorio con flagellazione per estorcergli il motivo di quelle. grida ostili.25Appena lo ebbero legato con le corregge, Paolo osservò al centurione di servizio: «Vi è lecito flagellare un cittadino romano e per giunta senza istruttoria?»26Sentito questo, il centurione andò dal tribuno e lo avvertì: «Che cosa stai per fare? Quell’uomo è cittadino romano».27Allora il tribuno si portò da Paolo e gli disse: «Rispondimi: sei tu cittadino romano?» Rispose: «Sì».28Riprese il tribuno: «A me ci son voluti molti danari per procurarmi questa cittadinanza». E Paolo: «E invece io ci son nato».29Subito quindi quelli che dovevano interrogarlo si allontanarono. Quanto al tribuno, prese uno spavento al riscontrare che Paolo era un cittadino romano e che egli lo aveva fatto legare.30Il giorno seguente, nell’intenzione di conoscere il vero, cioè perché venisse accusato dai Giudei, gli fece foglie le catene, convocò i gran sacerdoti e tutto il sinedrio, poi fece scendere Paolo e lo presentò in mezzo a loro.