SCRUTATIO

Martedi, 7 luglio 2026 - Sant´Edda ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 19


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Paolo a Efeso

1Mentre Apollo era a Corinto, Paolo attraversò le regioni più interne, giunse a Efeso e vi trovò certi cristiani, cui chiese:2«Quando abbracciaste la fede, riceveste lo Spirito Santo?» Risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito che esista uno Spirito Santo».3Riprese Paolo: «Ma allora come foste battezzati?» Risposero ancora: «Col battesimo di Giovanni».4E Paolo di nuovo: «Giovanni amministrò un battesimo di ravvedimento dicendo agli Israeliti di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».5Sentito che l’ebbero, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù.6Quando Paolo ebbe loro imposte le mani, lo Spirito Santo discese su di loro ed essi parlarono in diverso linguaggio e profetarono.7Erano in tutto una dozzina circa.

Apostolato e miracoli

8Paolo usava anche frequentar la sinagoga. Arditamente, per tre mesi, vi discusse sforzandosi di convincer i Giudei di ciò che riguardava il regno di Dio.9Ma, siccome alcuni si ostinavano a rimanere increduli e screditavano la religione davanti all’uditorio, si separò da loro e portò via i cristiani, continuando le conversazioni nell’aula di un certo Tiranno.10Ciò si protrasse per due anni, dimodochè tutti gli abitanti dell’Asia proconsolare, Giudei e proseliti, ascoltarono l’evangelo.11Contemporaneamente Iddio compiva per opera di Paolo miracoli straordinari.12Si portavano via per gli infermi fazzoletti e grembiuli, usati da lui, le infermità scomparivano e uscivano le potenze maligne.13Intanto alcuni degli esorcisti ambulanti ebrei fecero l’esperimento di invocare sui posseduti il nome del Signore Gesù con la formula: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica».14Un giorno stavano facendo questo sette figli di un certo Sceva giudeo, uno dei gran sacerdoti.15Improvvisamente lo spirito maligno esclamò: «So, sì, di Gesù e conosco Paolo; ma voi chi siete?»16E il posseduto balzò loro addosso e li sopraffece con tanta violenza che dovettero fuggir di casa nudi e feriti.17La cosa fu risaputa da un gran numero di Giudei e di proseliti di Efeso, per cui un gran timore s’impadronì di loro e si magnificò il nome del Signore Gesù.18Numerosi furono i fedeli che vennero a confessare pubblicamente le loro pratiche di magia.19E parecchi di quelli che avevano esercitato le arti magiche radunarono i loro rotoli e li bruciarono in piazza. Quando poi se ne calcolò il valore, il totale risultò di cinquantamila dramme.20In tal modo l’evangelo cresceva e si rafforzava.

Progetto d’un viaggio a Roma

21Dopo tutte queste cose, Paolo progettò di fare un viaggio a Gerusalemme passando per la Macedonia e per l’Acaia. Pensava: «Bisogna che io vada lassù e poi veda anche Roma».22Intanto mandò in Macedonia due dei suoi collaboratori, Timoteo ed Erasto, mentre egli si trattenne un po’ di tempo nell’Asia proconsolare.

Tumulto di Efeso

23Giusto in quel periodo scoppiò un grave tumulto a proposito della nostra religione.24La colpa fu di un argentiere di nome Demetrio. Con l’industria dei tempietti d’argento d’Artemide procurava agli artigiani un guadagno non indifferente.25Li riunì un giorno con i loro lavoranti e li arringò: «Amici! Voi sapete che da questo lavoro dipende la nostra prosperità.26Ma voi vedete anche o almeno sentite dire che non solo a Efeso ma a momenti in tutta l’Asia proconsolare quel Paolo ha convinto e fatto apostatare parecchia gente, insegnando che non sono dèi quelli che si fanno con le mani.27Ora non solo ‘corriamo il rischio che sia squalificato il nostro genere d’affari, ma il tempio stesso della grande dea Artemide perderà ogni importanza, e in breve resterà priva del suo splendore colei che pure è adorata in tutta l’Asia e nell’impero».28Gli ascoltatori, pieni di sacro sdegno, urlarono: «Grande è l’Artemide degli Efesini!»29Tutta la città fu ben presto in subbuglio e tutti si precipitarono come un solo uomo al teatro, trascinandovi Gaio e Aristarco il Macedone, compagni di viaggio di Paolo.30Paolo veramente avrebbe voluto comparire nell’assemblea del popolo, ma i cristiani glielo impedirono,31anzi alcuni degli asiarchi, che gli erano amici; mandarono a pregarlo di non arrischiarsi in teatro.32Là chi gridava una cosa chi un’altra. Regnava perciò nell’assemblea una gran confusione, perché i più non sapevano per che cosa si erano riuniti;33Poi una parte del pubblico fece avanzare un certo Alessandro. Più precisamente, erano i Giudei che lo mandavano avanti. L’uomo, chiesto silenzio con un gesto, accennò a parole di scusa.34Ma appena s’accorsero che era giudeo, proruppero tutti in un solo grido che scandirono per circa due ore: «Grande è l’Artemide degli Efesini».35Finalmente il segretario calmò la folla e parlò: «Efesini! Qual mortale non sa che la città di Efeso è la custode del tempio della grande Artemide e del celeste suo simulacro?36Essendo questa una cosa indiscutibile, è vostro dovere tenervi calmi e non agire con precipitazione,37come invece avete fatto trascinando qui questi uomini che non sono né sacrileghi né bestemmiatori della nostra dea.38Se Demetrio e i suoi artigiani debbono accusare qualcuno, ci sono giorni di assemblea e ci sono proconsoli: ciascuna delle parti sporga la sua querela.39Seppoi cercate qualche altra cosa ancora, si risolverà in legittima assemblea.40Per ora con l’assembramento di oggi stiamo correndo grave rischio d'essere accusati d’insurrezione. Non essendovi alcuna ragione, noi non saremo in grado di giustificare simile affollamento».41E con queste parole sciolse l’assemblea.