SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 25


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Processo dinanzi a Festo

1Festo dunque, raggiunta la provincia, il terzo giorno salì da Cesarea a Gerusalemme.2I gran sacerdoti con i maggiorenti Giudei gli denunciarono Paolo e sollecitarono il suo favore3chiedendo vivamente che lo inviasse a Gerusalemme. Preparavano un agguato per eliminarlo durante il viaggio.4Festo naturalmente rispose che Paolo era custodito in Cesarea, che egli stesso Vi sarebbe ritornato tra breve, e aggiunse:5«Se quell’uomo ha qualche colpa, i vostri maggiorenti scendano con me a Cesarea e lo accusino».6Passati presso di loro non più di otto o dieci giorni, scese a Cesarea e il giorno seguente, assisosi sul podio, si fece condurre davanti Paolo.7Al suo comparire, gli si fecero intorno i Giudei scesi da Gerusalemme e gli mossero molte e gravi accuse, ma senza poterle provare.8Paolo difatti sosteneva: «Io non ho mancato né contro la legge giudaica né contro il tempio né contro l’imperatore».

Appello all’imperatore

9Festo allora, volendo ingraziarsi i Giudei, propose a Paolo: «Saresti disposto a salire a Gerusalemme per esservi giudicato su queste cose alla mia presenza?»10Rispose Paolo: «Mi trovo già al tribunale dell’imperatore e qui devo esser giudicato. Io non ho fatto alcun torto ai Giudei, come tu stesso sai molto bene.11Perciò, se risulto colpevole e ho commesso qualcosa che meriti la morte, non mi rifiuto di subirla; ma se neppure una delle accuse di costoro è fondata, allora nessuno ha il potere di concedermi ad essi. Appello a Cesare».12Allora Festo, dietro il parere del consiglio, rispose: «Hai appellato a Cesare, da Cesare andrai».

Arrivo di Agrippa II

13Dopo un intervallo di qualche giorno il re Agrippa e Berenice vennero a Cesarea e resero omaggio a Festo.14Essi si trattennero parecchi giorni, e Festo fece parola al re dell’affare di Paolo in questi termini: «C'è un tale lasciato da Felice in carcere.15Quando io fui a Gerusalemme, i gran sacerdoti e gli anziani dei Giudei lo denunciarono e ne chiesero la condanna.16Risposi loro che i Romani non hanno il costume di far dono di una persona prima che l’accusato abbia in sua presenza gli accusatori e abbia opportunità di difendersi dall’imputazione.17Quando dunque essi convennero qui, non volli rinviar la causa e il giorno dopo mi assisi sul podio e feci condurre l'accusato.18Intorno a lui si strinsero gli accusatori ma senza portare accusa alcuna di colpe che io sospettavo.19Avevano invece contro di lui alcune questioni circa la loro religione e circa un certo Gesù, già morto, che Paolo sosteneva esser vivo.20lo, perplesso su simile questione, gli chiesi se volesse andare a Gerusalemme ed esservi giudicato.21Avendo invece Paolo interposto appello per essere trattenuto fino al giudizio decisivo di Cesare, io l’ho fatto tenere in prigione in attesa di inviarlo all’imperatore».22E Agrippa a Festo: «Avrei piacere anch'io di sentir quest'uomo». Rispose Festo: «Domani lo sentirai».

Incontro di Agrippa II con Paolo

23Il giorno appresso dunque vennero in gran pompa Agrippa e Berenice. Quando essi furono entrati nella sala delle udienze insieme con i tribuni e i personaggi più ragguardevoli della città, a un ordine di Festo fu introdotto Paolo.24Dice Festo: «O re Agrippa e voi tutti qui presenti, voi vedete colui per il quale tutto il popolo ebreo mi ha pregato a Gerusalemme e qui, gridando che egli non deve più restare in vita.25Per conto mio ho compreso che egli non ha fatto nulla che meriti la morte, ma poiché egli stesso ha appellato all’imperatore, ho deciso di mandarvelo.26Ma in proposito non ho nulla di definito da scrivere all’imperial signore. Ecco perché l’ho condotto alla presenza di voi tutti e massimamente alla tua, o re Agrippa, affinché dopo quest’interrogatorio io abbia che cosa scrivere.27Mi sembra infatti irragionevole inviare un carcerato senza segnalare le accuse a suo carico».