SCRUTATIO

Martedi, 9 giugno 2026 - San Medardo ( Letture di oggi)

Geremia 10


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Sacra Bibbia GarofaloVULGATA
1 Ascoltate la parola che Jahve vi rivolge, o casa di Israele.1 Audite verbum quod locutus est Dominus super vos, domus Israël.
2 Così dice Jahve: «Non imparate la condotta delle genti e non abbiate paura dei segni del cielo, perchè le genti hanno paura di essi.2 Hæc dicit Dominus :
Juxta vias gentium nolite discere,
et a signis cæli nolite metuere, quæ timent gentes,
3 Poichè lo spavento dei popoli è un nulla, non è che un legno tagliato nel bosco, opera delle mani di chi lavora con l’ascia.3 quia leges populorum vanæ sunt.
Quia lignum de saltu præcidit opus manus artificis in ascia :
4 È ornato di argento e di oro, è fissato con chiodi e con martelli, affinchè non si muova.4 argento et auro decoravit illud :
clavis et malleis compegit, ut non dissolvatur :
5 Gli idoli sono come uno spauracchio in una poponaia, non possono parlare. Bisogna portarli perchè non camminano. Non temeteli, perché non possono nuocere, come non è in loro potere fare il bene ».5 in similitudinem palmæ fabricata sunt,
et non loquentur :
portata tollentur,
quia incedere non valent.
Nolite ergo timere ea,
quia nec male possunt facere, nec bene.
6 Non sono come te, Jahve; tu sei grande e grande è il tuo nome nella sua potenza.6 Non est similis tui, Domine :
magnus es tu,
et magnum nomen tuum in fortitudine.
7 Chi non ti temerà, re delle nazioni, perchè questo ti si addice? Poichè fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni non c’è uno simile a te.7 Quis non timebit te, o Rex gentium ?
tuum est enim decus :
inter cunctos sapientes gentium,
et in universis regnis eorum,
nullus est similis tui.
8 Una cosa essi ardono e nella medesima confidano; dottrina vana la loro: si tratta di un legno.8 Pariter insipientes et fatui probabuntur :
doctrina vanitatis eorum lignum est.
9 Argento battuto e laminato portato da Tarsis e oro di Ofir, opera di artefice e di mano di orafo; di porpora e di scarlatto è la loro veste sono tutti lavoro di abili artefici.9 Argentum involutum de Tharsis affertur,
et aurum de Ophaz :
opus artificis et manus ærarii.
Hyacinthus et purpura indumentum eorum :
opus artificum universa hæc.
10 Jahve, invece, è il vero Dio, egli è Dio della vita e re eterno; al suo sdegno trema la terra, i popoli non resistono al suo furore.10 Dominus autem Deus verus est,
ipse Deus vivens,
et rex sempiternus.
Ab indignatione ejus commovebitur terra,
et non sustinebunt gentes comminationem ejus.
11 Così direte loro: « Gli dèi che non hanno fatto il cielo e la terra, scompariranno dalla terra e sotto il cielo»11 Sic ergo dicetis eis :
Dii qui cælos et terram non fecerunt,
pereant de terra et de his quæ sub cælo sunt !
12 Egli ha formato la terra con la potenza, ha fissato il mondo con la sapienza, con l’intelligenza ha disteso i cieli.12 Qui facit terram in fortitudine sua,
præparat orbem in sapientia sua,
et prudentia sua extendit cælos :
13 Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel cielo. Egli fa salire le nubi dall’estremità della terra, produce folgori per la pioggia e manda fuori il vento dai suoi ripostigli.13 ad vocem suam dat multitudinem aquarum in cælo,
et elevat nebulas ab extremitatibus terræ :
fulgura in pluviam facit,
et educit ventum de thesauris suis.
14 Rimane inebetito ogni uomo senza comprendere; resta confuso ogni orafo per le sue statuette, perchè ciò che egli ha fuso senza soffio vitale è menzogna.14 Stultus factus est omnis homo a scientia :
confusus est artifex omnis in sculptili,
quoniam falsum est quod conflavit,
et non est spiritus in eis.
15 Esse sono vanità, opere ridicole; al tempo del loro castigo periranno.15 Vana sunt, et opus risu dignum :
in tempore visitationis suæ peribunt.
16 A loro non somiglia la porzione di Giacobbe, perchè egli ha formato ogni cosa. Israele è la tribù della sua eredità, Jahve degli eserciti è il suo nome!16 Non est his similis pars Jacob :
qui enim formavit omnia, ipse est,
et Israël virga hæreditatis ejus :
Dominus exercituum nomen illi.
17 Raccogli da terra il tuo fardello, tu che sei cinta d’assedio;17 Congrega de terra confusionem tuam,
quæ habitas in obsidione :
18 poichè così dice Jahve: « Ecco, questa volta, caccerò lontano gli abitanti del paese; li affliggerò perchè mi ritrovino ».18 quia hæc dicit Dominus :
Ecce ego longe projiciam habitatores terræ in hac vice,
et tribulabo eos ita ut inveniantur.
19 Guai a me a causa della mia ferita, la mia piaga è incurabile. Eppure, io avevo pensato: « È questo il mio dolore e io devo sopportarlo ».19 Væ mihi super contritione mea :
pessima plaga mea.
Ego autem dixi :
Plane hæc infirmitas mea est, et portabo illam.
20 La mia tenda è rovinata, tutte le mie cordicelle sono rotte. I miei figli si sono allontanati da me e più non sono. Non c’è chi drizzi ancora la tenda e disponga i miei teli.20 Tabernaculum meum vastatum est ;
omnes funiculi mei dirupti sunt :
filii mei exierunt a me, et non subsistunt.
Non est qui extendat ultra tentorium meum,
et erigat pelles meas.
21 Sì, i pastori sono divenuti insensati, non hanno ricercato più Jahve; per questo non hanno avuto successo, anzi, tutto il loro gregge è stato disperso.21 Quia stulte egerunt pastores,
et Dominum non quæsierunt :
propterea non intellexerunt,
et omnis grex eorum dispersus est.
22 Si è udito un rumore, ecco avanza, e un grande frastuono giunge dal nord, per ridurre le città di Giuda un deserto, un rifugio di sciacalli.22 Vox auditionis ecce venit,
et commotio magna de terra aquilonis :
ut ponat civitates Juda solitudinem,
et habitaculum draconum.
23 «So, Jahve, che l’uomo non è padrone della sua via, non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi.23 Scio, Domine,
quia non est hominis via ejus,
nec viri est ut ambulet,
et dirigat gressus suos.
24 Correggimi, Jahve, ma secondo il diritto, non secondo la tua ira, per non farmi venir meno ».24 Corripe me, Domine, verumtamen in judicio,
et non in furore tuo, ne forte ad nihilum redigas me.
25 Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti conoscono e sulle stirpi che non invocano il tuo nome, poichè hanno divorato Giacobbe e hanno devastato il suo domicilio.25 Effunde indignationem tuam super gentes quæ non cognoverunt te,
et super provincias quæ nomen tuum non invocaverunt :
quia comederunt Jacob, et devoraverunt eum,
et consumpserunt illum, et decus ejus dissipaverunt.