SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Santa Maria Goretti ( Letture di oggi)

Geremia 10


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Vanità dell’idolatria

1Ascoltate la parola che Jahvè vi rivolge, o casa di Israele.2Così dice Jahvè: «Non imparate la condotta delle genti e non abbiate paura dei segni del cielo, perché le genti hanno paura di essi.3Poiché lo spavento dei popoli è un nulla, non è che un legno tagliato nel bosco, opera delle mani di chi lavora con l’ascia.4È ornato di argento e di oro, è fissato con chiodi e con martelli, affinché non si muova.5Gli idoli sono come uno spauracchio in una poponaia, non possono parlare. Bisogna portarli perché non camminano. Non temeteli, perché non possono nuocere, come non è in loro potere fare il bene».6Non sono come te, Jahvè; tu sei grande e grande è il tuo nome nella sua potenza.7Chi non ti temerà, re delle nazioni, perché questo ti si addice? Poiché fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni non c’è uno simile a te.8Una cosa essi ardono e nella medesima confidano; dottrina vana la loro: si tratta di un legno.9Argento battuto e laminato portato da Tarsis e oro di Ofir, opera di artefice e di mano di orafo; di porpora e di scarlatto è la loro veste sono tutti lavoro di abili artefici.10Jahvè, invece, è il vero Dio, egli è Dio della vita e re eterno; al suo sdegno trema la terra, i popoli non resistono al suo furore.11Così direte loro: «Gli dèi che non hanno fatto il cielo e la terra, scompariranno dalla terra e sotto il cielo»12Egli ha formato la terra con la potenza, ha fissato il mondo con la sapienza, con l’intelligenza ha disteso i cieli.13Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel cielo. Egli fa salire le nubi dall’estremità della terra, produce folgori per la pioggia e manda fuori il vento dai suoi ripostigli.14Rimane inebetito ogni uomo senza comprendere; resta confuso ogni orafo per le sue statuette, perché ciò che egli ha fuso senza soffio vitale è menzogna.15Esse sono vanità, opere ridicole; al tempo del loro castigo periranno.16A loro non somiglia la porzione di Giacobbe, perché egli ha formato ogni cosa. Israele è la tribù della sua eredità, Jahvè degli eserciti è il suo nome!

Deportazione imminente

17Raccogli da terra il tuo fardello, tu che sei cinta d’assedio;18poiché così dice Jahvè: «Ecco, questa volta, caccerò lontano gli abitanti del paese; li affliggerò perché mi ritrovino».19Guai a me a causa della mia ferita, la mia piaga è incurabile. Eppure, io avevo pensato: «È questo il mio dolore e io devo sopportarlo».20La mia tenda è rovinata, tutte le mie cordicelle sono rotte. I miei figli si sono allontanati da me e più non sono. Non c’è chi drizzi ancora la tenda e disponga i miei teli.21Sì, i pastori sono divenuti insensati, non hanno ricercato più Jahvè; per questo non hanno avuto successo, anzi, tutto il loro gregge è stato disperso.22Si è udito un rumore, ecco avanza, e un grande frastuono giunge dal nord, per ridurre le città di Giuda un deserto, un rifugio di sciacalli.

La preghiera del profeta

23«So, Jahvè, che l’uomo non è padrone della sua via, non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi.24Correggimi, Jahvè, ma secondo il diritto, non secondo la tua ira, per non farmi venir meno».25Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti conoscono e sulle stirpi che non invocano il tuo nome, poiché hanno divorato Giacobbe e hanno devastato il suo domicilio.