SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Geremia 10


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1Ascoltate la parola che Jahve vi rivolge, o casa di Israele.2Così dice Jahve: «Non imparate la condotta delle genti e non abbiate paura dei segni del cielo, perchè le genti hanno paura di essi.3Poichè lo spavento dei popoli è un nulla, non è che un legno tagliato nel bosco, opera delle mani di chi lavora con l’ascia.4È ornato di argento e di oro, è fissato con chiodi e con martelli, affinchè non si muova.5Gli idoli sono come uno spauracchio in una poponaia, non possono parlare. Bisogna portarli perchè non camminano. Non temeteli, perché non possono nuocere, come non è in loro potere fare il bene ».6Non sono come te, Jahve; tu sei grande e grande è il tuo nome nella sua potenza.7Chi non ti temerà, re delle nazioni, perchè questo ti si addice? Poichè fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni non c’è uno simile a te.8Una cosa essi ardono e nella medesima confidano; dottrina vana la loro: si tratta di un legno.9Argento battuto e laminato portato da Tarsis e oro di Ofir, opera di artefice e di mano di orafo; di porpora e di scarlatto è la loro veste sono tutti lavoro di abili artefici.10Jahve, invece, è il vero Dio, egli è Dio della vita e re eterno; al suo sdegno trema la terra, i popoli non resistono al suo furore.11Così direte loro: « Gli dèi che non hanno fatto il cielo e la terra, scompariranno dalla terra e sotto il cielo»12Egli ha formato la terra con la potenza, ha fissato il mondo con la sapienza, con l’intelligenza ha disteso i cieli.13Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel cielo. Egli fa salire le nubi dall’estremità della terra, produce folgori per la pioggia e manda fuori il vento dai suoi ripostigli.14Rimane inebetito ogni uomo senza comprendere; resta confuso ogni orafo per le sue statuette, perchè ciò che egli ha fuso senza soffio vitale è menzogna.15Esse sono vanità, opere ridicole; al tempo del loro castigo periranno.16A loro non somiglia la porzione di Giacobbe, perchè egli ha formato ogni cosa. Israele è la tribù della sua eredità, Jahve degli eserciti è il suo nome!17Raccogli da terra il tuo fardello, tu che sei cinta d’assedio;18poichè così dice Jahve: « Ecco, questa volta, caccerò lontano gli abitanti del paese; li affliggerò perchè mi ritrovino ».19Guai a me a causa della mia ferita, la mia piaga è incurabile. Eppure, io avevo pensato: « È questo il mio dolore e io devo sopportarlo ».20La mia tenda è rovinata, tutte le mie cordicelle sono rotte. I miei figli si sono allontanati da me e più non sono. Non c’è chi drizzi ancora la tenda e disponga i miei teli.21Sì, i pastori sono divenuti insensati, non hanno ricercato più Jahve; per questo non hanno avuto successo, anzi, tutto il loro gregge è stato disperso.22Si è udito un rumore, ecco avanza, e un grande frastuono giunge dal nord, per ridurre le città di Giuda un deserto, un rifugio di sciacalli.23«So, Jahve, che l’uomo non è padrone della sua via, non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi.24Correggimi, Jahve, ma secondo il diritto, non secondo la tua ira, per non farmi venir meno ».25Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti conoscono e sulle stirpi che non invocano il tuo nome, poichè hanno divorato Giacobbe e hanno devastato il suo domicilio.