SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Isaia 44


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BIBBIA TINTORIPeshitta
1 Ed ora ascolta, o Giacobbe mio servo, o Israele mio eletto.1 ܡܟܝܠ ܫܡܥܝܢܝ ܝܥܩܘܒ ܥܒܕܝ ܘܐܝܣܪܝܠ ܕܓܒ̇ܝܬ
2 Queste cose dice il Signore che t'ha fatto, che t'ha formato dal seno della madre, il tuo aiuto: « Non temere, o Giacobbe mio servo, o giustissimo da me eletto;2 ܗܟܢܐ ܐܡ̇ܪ ܡܪܝܐ ܕܥܒܕܟ ܘܓܒܠܟ ܒܡܪܒܥܐ ܘܥܕܪܟ ܠܐ ܬܕܚܠ ܥܒܕܝ ܝܥܩܘܒ ܘܐܝܣܪܝܠ ܕܓܒ̇ܝܬ
3 perchè io coprirò d'acque la terra sitibonda e di ruscelli la terra arida: effonderò il mio spirito sopra la tua discendenza, e la mia benedizione sopra la tua stirpe.3 ܡܛܠ ܕܐܬܠ ܡ̈ܝܐ ܒܐܬܪܐ ܨܗܝܐ ܘܪ̈ܕܝܐ ܒܝܒܫܐ ܐܫܘܕ ܪܘܚܝ ܥܠ ܙܪܥܟ ܘܒܘܪ̈ܟܬܝ ܥܠ ܒ̈ܢܝܟ
4 E germineranno tra le erbe, come salci lungo le acque correnti.4 ܘܢܐܥܘܢ ܡܢ ܒܝܢܬ ܥܡܝܪܐ ܐܝܟ ܥܪ̈ܒܐ ܕܥܠ ܬ̈ܦܐ ܕܡ̈ܝܐ
5 Uno dirà: « Io sono del Signore », l'altro prenderà il nome di Giacobbe: un altro poi scriverà sulla sua mano: « Del Signore » e prenderà il soprannome da Israele ».5 ܗܢܐ ܢܐܡܪ ܕܡܪܝܐ ܐܢܐ ܘܗܢܐ ܢܩܪܐ ܒܫܡܗ ܕܝܥܩܘܒ ܘܗܢܐ ܢܟܬܒ ܐܝܕܗ ܠܡܪܝܐ ܘܒܫܡ ܐܝܣܪܝܠ ܢܬܟܢܐ
6 Così parla il Signore, il re d'Israele, il suo redentore, il Signore degli eserciti: « Io sono il primo, io sono l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio.6 ܗܟܢܐ ܐܡ̇ܪ ܡܪܝܐ ܡܠܟܗ ܕܐܝܣܪܝܠ ܘܦܪܘܩܗ ܡܪܝܐ ܚܝܠܬܢܐ ܫܡܗ ܐܢܐ ܐܢܐ ܩܕܡܝܐ ܘܐܢܐ ܐܢܐ ܐܚܪܝܐ ܘܠܝܬ ܐܠܗ ܠܒܪ ܡܢܝ
7 Chi è come me? Chiami, proclami, e m'esponga l'ordine delle cose dal giorno in cui io stabilii gli antichi popoli. Annunzino ad essi l'avvenire e le cose future.7 ܘܡܢܘ ܐܟܘܬܝ ܢܩܪܐ ܘܢܬܛܝܒ ܘܢܚܘܐ ܡܢ ܕܣ̇ܡܬ ܥܡܐ ܠܥܠܡ ܘܐ̈ܬܘܬܐ ܕܐ̈ܬܝܢ ܢܚܘܘܢ
8 Non vi spaventate, non vi turbate: da un pezzo io l'ho fatto sapere e l'ho predetto: voi mi siete testimoni: vi può essere un Dio fuori di me, un plasmatore che io non conosca?8 ܠܐ ܬܕܚܠܘܢ ܘܠܐ ܬܬܪܗܒܘܢ ܠܐ ܐܫܡܥ̇ܬܟܘܢ ܡܢ ܩܕܝܡ ܘܚܘ̇ܝܬܟܘܢ ܘܐܢܬܘܢ ܣܗ̈ܕܝ ܕܠܝܬ ܐܠܗ ܠܒܪ ܡܢܝ ܘܠܝܬ ܕܬܩܝܦ ܕܠܐ ܝ̇ܕܥ ܐܢܐ
9 I fabbricatori d'idoli sono, tutti insieme, un niente, e loro a nulla gioveranno le cose che stiman preziose; essi ne son testimoni, che nulla vedono, che non intendono, e son confusi.9 ܣܪܝܩܝܢ ܐܢܘܢ ܟܘܠܗܘܢ ܐܘܡ̈ܢܐ ܕܥܒ̇ܕܝܢ ܨ̈ܠܡܐ ܘܠܝܬ ܝܘܬܪܢ ܒܥ̇ܒ̈ܕܝܗܘܢ ܕܪܓܘ ܠܡܥܒܕ ܘܣܗ̇ܕܝܢ ܐܘܡ̈ܢܐ ܕܥܒܕܘ ܐܢܘܢ ܕܠܐ ܚܙ̇ܝܢ ܘܠܐ ܫܡ̇ܥܝܢ ܘܠܐ ܝܕܥ̇ܝܢ ܡܛܠ ܗܢܐ ܢܒܗܬܘܢ
10 Chi ardì fabbricare un Dio e fondere un idolo buono a nulla?10 ܐܝܠܝܢ ܕܥܒ̇ܕܝܢ ܐ̈ܠܗܐ ܘܓܠ̇ܦܝܢ ܢܣ̈ܝܟܐ ܕܝܘܬܪܢ ܠܝܬ ܒܗܘܢ
11 Ecco, tutti quelli che vi han preso parte saran confusi: questi artefici son degli uomini: s'adunino tutti insieme, si presentino, e tremeranno, e saran tutti svergognati.11 ܗܐ ܟܠܗܘܢ ܐܘܡ̈ܢܝܗܘܢ ܚܪܫܝܢ ܐܢܘܢ ܡܢ ܒܢ̈ܝ ܐܢܫܐ ܢܬܟܢܫܘܢ ܟܘܠܗܘܢ ܘܢܩܘܡܘܢ ܘܢܒܗܬܘܢ ܘܢܚܦܪܘܢ ܐܟܚܕܐ
12 Il fabbro lavora colla lima, col fuoco, e col martello dà forma al suo lavoro, lo riduce a forza di braccia, patirà la fame e verrà meno, non beverà acqua e sarà spossato.12 ܕܠܛܫ ܦܪܙܠܐ ܢܓܪܐ ܘܒܥܫܦܐ ܫܦܝܗ ܘܒܡܩܪܐ ܓܠܦܗ ܘܥܒܕܗ ܒܚܝܠܐ ܕܕܪܥܗ ܐܦ ܟܦܢ ܐܦ ܨܗܝ ܘܠܐ ܐܫܬܝ ܡ̈ܝܐ ܘܐܬܛܪܦ
13 Il legnaiolo tende il regolo, dà forma all'idolo collo scalpello, lo riduce colla squadra, gli dà il rotondo col compasso, gli dà la forma d'uomo, d'uomo di bell'aspetto, che resti in casa.13 ܓܒܐ ܢܓܪܐ ܩܝܣܐ ܘܡܫܚܗ ܘܒܬܬܐ ܕܒܩܗ ܘܓܠܦܗ ܘܥܒܕܗ ܒܕܡܘܬܐ ܕܓܒܪܐ ܐܝܟ ܝܐܝܘܬܐ ܕܒܪܢܫܐ ܘܐܩܝܡܗ ܒܒܝܬܐ
14 Taglia i cedri, porta via un leccio, una querce che era stata fra gli alberi del bosco. Ha piantato un pino, che la pioggia ha fatto crescere,14 ܠܩܝܣܐ ܕܦܣܝܩ ܡܢ ܥܒܐ ܕܒܡܛܪܐ ܐܬܪܒܝ
15 e serve agli uomini per il fuoco, ed egli l'ha preso e s'è scaldato, l'ha fatto bruciare e ha cotto il pane; di quello che è rimasto ci ha fatto un dio, e l'adora, ci ha fabbricato un idolo, e si prostra dinanzi a lui.15 ܕܢܗܘܐ ܠܐܢܫܐ ܠܝܩܕܢܐ ܘܢܣܒܘ ܡܢܗ ܘܐܚܡܘ ܘܐܦܘ ܠܚܡܐ ܘܐܦ ܥܒܕܘ ܐܠܗܐ ܘܣܓ̇ܕܝܢ ܠܗ ܥܒܕܘ ܓܠܝܦܐ ܘܣܓܕܘ ܠܗ
16 La metà l'ha bruciata col fuoco, coll'altra metà ci ha cotte le carni da mangiare, ha cotte le sue vivande e s'è saziato, s'è scaldato e ha detto: « Ah! mi sono scaldato, ho visto il fuoco! »16 ܦܠܓܗ ܐܘܩܕܘ ܒܢܘܪܐ ܘܛܘܝܘ ܒܣܪܐ ܥܠ ܓܘܡܪ̈ܘܗܝ ܘܐܟܠܘ ܘܣܒܥܘ ܘܐܦ ܫܚܢܘ ܘܐܡܪܘ ܐܚܢ ܫܚ̇ܢܬ ܘܚܙ̇ܝܬ ܢܘܪܐ
17 Di ciò che è restato s'è fatto un dio, un idolo e gli si prostra davanti e l'adora, e prega, dicendo: « Salvami: tu sei il mio Dio! »17 ܘܫܪܟܐ ܥܒܕܘ ܐܠܗܐ ܓܠܝܦܐ ܘܣܓܕܘ ܠܗ ܘܨܠܝܘ ܠܗ ܘܐܡܪܘ ܦܨܢ ܡܛܠ ܕܐܢܬ ܗܘ ܐܠܗܢ
18 Non sanno, non capiscono nulla, hanno gli occhi impiastricciati in modo da non vedere e da non capire col loro cuore.18 ܘܠܐ ܝܕܥܘ ܘܠܐ ܐܣܬܟܠܘ ܕܫܝܥ ܗܘ ܚܙܘܐ ܕܥܝܢ̈ܝܗܘܢ ܘܣܘܟܠܐ ܕܠܒܗܘܢ
19 Non riflettono nella loro mente, non hanno nè intelligenza nè buon senso da dire: « Ne ho bruciata la metà al fuoco, sui suoi carboni ci ho cotto il pane, ci ho cotte le carni per i miei pasti, e di quel che resta ne farò un idolo? Mi prostrerò davanti ad un pezzo di legno? »19 ܘܠܐ ܐܝܬܝܘ ܥܠ ܒܠܗܘܢ ܘܠܐ ܝܕܥܘ ܘܠܐ ܐܬܪܥܝܘ ܘܐܡܪܘ ܕܦܠܓܗ ܐܘܩܕܘ ܒܢܘܪܐ ܘܥܠ ܓܘܡܪ̈ܘܗܝ ܐܦܘ ܠܚܡܐ ܘܛܘܝܘ ܒܣܪܐ ܘܐܟܠܘ ܘܫܪܟܗ ܥܒܕܘ ܠܗܘܢ ܦܬܟܪܐ ܕܩܝܣܐ ܘܣܓܕܘ ܠܗ
20 Una parte di esso è cenere, un cuore stolto l'adora, e non potrà liberare se stesso, e non potrà dire: « Forse nella mia destra è la menzogna ».20 ܪܥ̇ܐ ܗܘ ܒܩܛܡܐ ܠܒܗܘܢ ܘܡܛܥܐ ܗܘ ܛܥ̇ܝܢ ܘܠܐ ܡܦܨܝܢ ܢܦܫܗܘܢ ܘܠܐ ܐܡ̇ܪܝܢ ܕܕܓܠܘܬܐ ܥܒܕܬ ܝܡܝܢܢ
21 Ricordati di queste cose, o Giacobbe, o Israele, perchè tu sei mio servo, io t'ho fatto: tu Sei mio servo; o Israele, non ti dimenticare di me.21 ܐܬܕܟܪ ܗܠܝܢ ܝܥܩܘܒ ܘܐܝܣܪܝܠ ܕܥܒܕܝ ܐܢܬ ܓܒ̇ܠܬܟ ܠܝ ܥܒܕܐ ܡܟܝܠ ܐܝܣܪܝܠ ܠܐ ܬܛܥܝܢܝ
22 Ho fatte sparire come nubi le tue iniquità, come nebbia i tuoi peccati: ritorna a me, chè t'ho redento.22 ܐܥܒ̇ܪܬ ܥܘܠܟ ܐܝܟ ܥܪܦܠܐ ܘܚ̈ܛܗܝܟ ܐܝܟ ܥܢܢܐ ܐܬܦܢܝ ܠܘܬܝ ܕܦܪܩ̇ܬܟ
23 Cieli, cantate inni, chè il Signore ha fatto misericordia, giubilate, ultimi confini della terra, fate echeggiare i canti di lode, o montagne, o foreste con tutte le vostre piante, perchè il Signore ha redento Giacobbe, e sarà glorificato Israele.23 ܫܒܚܘ ܫܡܝܐ ܡܛܠ ܕܥܒܕ ܡܪܝܐ ܝܒ̈ܒܝܢ ܫܬܐ̈ܣܝܗ̇̈ ܕܐܪܥܐ ܐܬܦܨܚܘ ܛܘܪ̈ܐ ܒܬܫܒܘܚܬܐ ܘܥܒܐ ܘܟܠ ܐܝ̈ܠܢܐ ܕܒܗ ܕܦܪܩ ܡܪܝܐ ܠܝܥܩܘܒ ܘܒܐܝܣܪܝܠ ܐܫܬܒܚ
24 Così parla il Signore, il tuo redentore, che ti ha formato dal seno della madre: « Io sono il Signore che ho fatto tutte le cose, io solo distendo i cieli, e rendo stabile la terra, e nessuno è con me.24 ܗܟܢܐ ܐܡ̇ܪ ܡܪܝܐ ܕܦܪܩܟ ܘܓܒܠܟ ܒܡܪܒܥܐ ܘܥܕܪܟ ܐܢܐ ܐܢܐ ܡܪܝܐ ܕܥܒ̇ܕܬ ܟܠ ܡܬܚ̇ܬ ܫܡܝܐ ܒܠܚܘܕܝ ܘܪܩ̇ܥܬ ܐܪܥܐ ܡܢܝ ܘܠܝ
25 Io rendo vani i presagi degli indovini, e faccio impazzire gli astrologò fo indietreggiare i sapienti, rendo stoltezza la loro scienza.25 ܡܒܛܠ ܐܬ̈ܘܬܐ ܕܙܟܘܪ̈ܐ ܘܩܨ̈ܡܝܗܘܢ ܡܫܛܐ ܐܢܐ ܡܗܦܟ ܚ̈ܟܝܡܐ ܠܒܣܬܪܗܘܢ ܘܝܕܥܬܗܘܢ ܡܣܟܠ ܐܢܐ
26 Io compio le parole del suo servo, eseguisco il consiglio dei suoi inviati, io, che dico a Gerusalemme: « Sarai abitata », alle città di Giuda: « Sarete riedificate » io rialzerò le loro rovine.26 ܡܩܝܡ ܡܠܬܐ ܕܥܒܕܗ ܘܬܪܥܝܬܐ ܕܡܠܐ̈ܟܘܗܝ ܡܫܠܡ ܕܐܡܪ ܠܐܪܫܠܡ ܕܬܬܝܬܒ ܘܠܩܘܪ̈ܝܐ ܕܝܗܘܕܐ ܕܢܬ̈ܒܢܝܢ ܘܠܚܪ̈ܒܬܗ̇ ܐܩܝܡ
27 Io che dico all'abisso: « Asciugati », io farò seccare i tuoi fiumi.27 ܕܐܡܪ ܠܥܘܡܩܐ ܚܪܒ ܘܢܗܪ̈ܘܬܟ ܐܘܒܫ
28 Io che dico a Ciro: « Tu sei il mio pastore, e tu adempirai tutti i miei voleri », io che dico a Gerusalemme: « Sarai riedificata » e al tempio: « Sarai rifondato ».28 ܕܐܡܪ ܠܟܘܪܫ ܪܥܝܝ ܕܟܠܗ ܨܒܝܢܝ ܢܫܠܡ ܠܡܐܡܪ ܠܐܘܪܫܠܡ ܕܬܬܒܢܐ ܘܗܝܟܠܐ ܢܫܬܟܠܠ