SCRUTATIO

Giovedi, 11 giugno 2026 - San Barnaba ( Letture di oggi)

Ezechiele 31


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1Nell’undecimo anno, il primo giorno del terzo mese, mi fu rivolta la parola di Jahve:2«Figlio dell’uomo, di’ al Faraone, re d’Egitto, e a tutta la sua gente: “A chi credi d’esser simile in grandezza?3Ecco l’Assiria come un cedro del Libano, dai rami magnifici, dalla folta ombra e dall’altezza superba: tra le nubi rimaneva la sua cima.4Le acque lo fecero crescere e l’abisso operò il suo sviluppo, facendo scorrere i suoi fiumi intorno al terreno dov’esso era piantato, mentre spingeva i suoi canali a tutti gli alberi della campagna.5Era divenuto, perciò, il più alto fra tutti gli alberi della campagna: i suoi rami si erano moltiplicati e le sue fronde allungate per l’abbondanza delle acque, durante il suo sviluppo.6Tra i suoi rami fecero il nido tutti gli uccelli del cielo e sotto le sue fronde partorirono tutte le bestie selvatiche; alla sua ombra abitarono tutte le grandi nazioni.7Era splendido nella sua grandezza, per l’estensione dei rami, perchè la sua radice era presso acque abbondanti.8I cedri non lo uguagliavano nel giardino di Dio, i cipressi non reggevano al paragone con i suoi rami e i platani non erano come le sue fronde: nessun albero, nel giardino di Dio, eguagliava la sua magnificenza.9Lo avevo formato maestoso per il numero dei suoi rami: lo invidiavano, perciò, tutti gli alberi dell’Eden che erano nel giardino di Dio” ».10Perciò così dice il Signore Jahve: « Poichè era cresciuto in altezza, aveva posto la cima tra le nubi e il suo cuore era inorgoglito per la propria grandezza,11io lo misi nelle mani di un condottiero di popoli; lo rigettai per i suoi misfatti.12Degli stranieri, i più violenti tra i popoli lo abbatterono, lo gettarono sui monti; i suoi rami caddero per tutte le valli e le sue fronde si spezzarono in tutte le gole del paese; tutti i popoli della terra si allontanarono dalla sua ombra e lo abbandonarono.13Sui suoi resti si posano tutti gli uccelli del cielo e sulle sue fronde passano tutte le bestie selvatiche,14perchè nessun albero, fecondato dalle acque, cresca in altezza e spinga la cima tra le nubi, nè confidi in sè, per la propria altezza, nessun albero che prende alimento dalle acque; perchè tutti sono destinati alla morte, nella regione sotterranea, tra i figli dell’uomo, tra coloro che discendono nella fossa ».