SCRUTATIO

Giovedi, 28 maggio 2026 - Santi Emilio, Felice, Priamo e Feliciano ( Letture di oggi)

Salmi 40


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1Per il capocoro. Di David. Salmo.2Con ansia attesi Jahve o ed egli si chinò a me e udì il mio grido.3E mi sollevò dal pozzo rombante, dal limo fangoso. E impostò sulla roccia i miei piedi, raffermò i miei passi.4E mi diede sulle labbra un cantico nuovo, lode al nostro Dio. Molti vedono e temono e confidano in Jahve:5« Felice l’uomo che pose Jahve come sua fiducia e non si volse agli arroganti e agli sviati a menzogna ».6Innumerevoli hai fatto, o Jahve, mio Dio, le tue meraviglie e i tuoi piani per noi; non si può gareggiare con te. Li voglio annunciare e celebrare: sorpassano ogni computo.7Sacrificio e offerte non hai gradito, olocausto ed espiazione non hai richiesto.8Allora dissi: « Eccomi qui! » (mi hai forato le orecchie). Nel rotolo del libro è scritto di me9che io faccia la tua volontà. Mio Dio, lo volli e la tua legge è nel mezzo delle mie viscere.10Annunciai la giustizia nella grande assemblea. Ecco, le mie labbra non chiusi; o Jahve, tu lo sai.11La tua giustizia non nascosi in fondo al cuore, la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato. Non ho nascosto la tua bontà e la tua verità alla grande assemblea.12Tu, o Jahve, non chiudere le tue viscere da me; la tua bontà e la tua verità sempre mi guardino.13Poichè mi circondarono mali, fino a non poterli contare. Mi hanno raggiunto le mie iniquità, da non poter più vedere. Si sono moltiplicati più dei capelli del mio capo e il mio cuore mi ha abbandonato.14Ti piaccia, o Jahve, di salvarmi; Jahve, affrettati in mio aiuto!15Svergognati, arrossiscano d’un tratto coloro che cercano la mia vita per rapirla. Tornino indietro e siano confusi coloro che godono del mio male.16Restino attoniti a causa della loro vergogna coloro che dicono di me: « Ah! Ah! ».17Si rallegrino e si allietino in te quanti ti cercano. E dicano sempre: « È grande Dio! » coloro che amano la tua salvezza.18Ma benchè io sia misero e povero, Jahve si cura di me. Tu sei mio aiuto e scampo; o Dio, non indugiare.