SCRUTATIO

Martedi, 7 luglio 2026 - Sant´Edda ( Letture di oggi)

Primo libro di Samuele 5


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L’arca ad Ashdod

1I Filistei dunque condussero l’arca di Dio che avevano conquistato da Eben-Ezer ad Ashcdod.2I Filistei presero l’arca di Dio, la introdussero nel tempio di Dagon e la posero presso Dagon.3Il giorno dopo, gli abitanti di Ashdod si alzarono, ed ecco Dagon era prostrato, faccia a terra, innanzi all’arca di Jahvè. Risollevato Dagon, lo ricollocarono al suo posto.4Si alzarono presto il giorno dopo, ed ecco Dagon era prostrato, faccia a terra, innanzi all’arca di Jahvè. Anzi, la testa di Dagon e le mani, staccate, erano sulla soglia; di lui rimaneva intatto soltanto il tronco.5In seguito, fino a oggi, i sacerdoti di Dagon e tutti coloro che entrano nel tempio di Dagon non pestano mai la soglia di Dagon in Ashdod.6Inoltre, la mano di Jahvè gravò sugli abitanti di Ashdod così da menarne strage: colpì di bubboni Ashdod e le sue dipendenze.7Poiché le cose prendevano una tale piega, gli uomini di Ashdod si dissero: «Non rimanga l’arca del Dio di Israele più oltre, qui, da noi! Ha trattato troppo duramente noi e Dagon nostro dio!»8Allora fecero radunare presso di loro tutti i principi dei Filistei e dissero: «Che dobbiamo fare dell’arca del Dio di Israele?» Fu risposto: «L’arca del Dio di Israele sia portata a Gat». E l’arca del Dio di Israele fu portata a Gat.

A Gat e a Ekron

9Allora, come l’ebbero portata, la mano di Jahvè fu sulla città, incutendo grandissimo terrore, poiché colpì gli abitanti della città, piccoli e grandi, e provocò in loro bubboni.10Allora spedirono l’arca di Dio a Ekron. Ed ecco, quando l’arca di Dio giunse a Ekron, gli abitanti di Ekron mandarono grida di protesta: «Hanno portato da me l’arca del Dio di Israele per far morire me e il mio popolo!»11Fecero perciò radunare tutti i principi dei Filistei e dissero: «Mandate via l’arca del Dio di Israele: ritorni a casa sua! Non voglio che faccia morire me e il mio popolo!» Si era infatti prodotto un terrore mortale in tutta la città; la mano di Dio aveva gravato molto;12gli uomini che non erano morti erano colpiti da bubboni, le grida della città salivano al cielo.