SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Giudici 9


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Il regno di Abimelech

1Ora Abimelech, figlio di Jerub-Baal, venne a Sichem dai fratelli per parte di madre e disse a loro e a tutta la famiglia della casa di sua madre:2«Dite agli orecchi di tutti i signori di Sichem: “Che cosa è meglio per voi? Che vi governino settanta uomini, tutti i figli di Jerub-Baal o vi governi un solo uomo?”. Ricordate che io sono vostro osso e vostra carne!»3I fratelli per parte di madre riferirono per filo e per segno ai signori di Sichem queste proposte e il loro cuore diventò propenso verso Abimelech, perché dicevano: «È nostro fratello».4Gli diedero allora settanta sicli d’argento del tempio di Baal-Berit e Abimelech se ne servì per assoldare uomini sfaccendati e facinorosi che lo seguirono.5Andò alla casa paterna a Ofra e uccise i fratelli, figli di Jerub-Baal, settanta uomini, sulla stessa pietra. Ma rimase illeso Jotam, il più piccolo dei figli di Jerub-Baal, perché si era nascosto.6Poi tutti i signori di Sichem e tutto Bet-Millo si riunirono e proclamarono re Abimelech, vicino al terebinto della stele, che era a Sichem.7Ciò fu riferito a Jotam. Egli allora venne a mettersi sulla cima del monte Garizim e ad alta voce gridò loro: «Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio vi ascolterà!8Un giorno gli alberi se ne andarono per ungersi un re. Dissero all’olivo: “Regna su di noi!”.9L’olivo rispose loro: “Devo rinunciare al mio olio con il quale si rende onore agli dèi e agli uomini e devo andare a dondolarmi sugli alberi?”.10Allora dissero gli alberi al fico: “Vieni tu, regna su di noi!”.11Il fico rispose loro: “Devo rinunciare alla mia dolcezza e al mio frutto squisito e devo andare a dondolarmi sugli alberi?”.12Allora gli alberi dissero alla vite: “Vieni tu, regna su di noi!”.13La vite rispose loro: “Devo rinunciare al mio mosto o che rende allegri gli dèi e gli uomini e devo andare a dondolarmi sugli alberi?”.14Allora tutti gli alberi dissero al rovo: “Vieni tu, regna su di noi!”.15Il rovo rispose agli alberi: “Se veramente voi volete ungere me come vostro re, venite a rifugiarvi alla mia ombra: altrimenti un fuoco esca dal rovo e divori i cedri del Libano!”.16Ora, se avete agito in buona fede e lealtà e avete costituito re Abimelech, se avete agito bene verso Jerub-Baal e la sua casa, se lo avete trattato secondo il merito delle sue.azioni...17Poiché mio padre combatté per voi ed espose la vita, quando vi liberò dalle mani di Madian:18ma oggi vi siete levati contro la casa di mio padre, avete soppresso i suoi figli, settanta uomini sulla medesima pietra, e avete costituito re sui signori di Sichem Abimelech, figlio della sua schiava, perché è vostro fratello!19Se dunque oggi avete agito verso Jerub-Baal e la sua casa con buona fede e lealtà, siate contenti di Abimelech ed egli sia contento di voi.20Ma se non è così, esca un fuoco da Abimelech e divori i signori di Sichem e di Bet-Millo; esca un fuoco dai signori di Sichem e da Bet-Millo e divori Abimelech!»21Quindi Jotam fuggì, si mise in salvo, andò a Beer e si stabilì là, al sicuro da Abimelech suo fratello.22Abimelech esercitò il potere su Israele per tre anni;23poi Dio mandò uno spirito cattivo tra Abimelech e i signori di Sichem e i signori di Sichem si ribellarono ad Abimelech,24in modo che fu resa la violenza contro i settanta figli di Jerub-Baal e il loro sangue ricadde su Abimelech loro fratello, che li aveva uccisi, e sui signori di Sichem, che lo avevano reso forte per uccidere i suoi fratelli.25I signori di Sichem, dunque, gli prepararono agguati sulla cima dei monti e svaligiarono tutti coloro che passavano presso di loro sulla strada. Ciò fu riferito ad Abimelech.26Intanto Gaal, figlio di Ebed, con i fratelli, passò per Sichem: egli si acquistò la confidenza dei signori di Sichem.27Questi uscirono in campagna per vendemmiare nelle vigne, pigiarono l’uva, organizzarono feste, entrarono nel tempio del loro dio: mangiarono, bevvero e imprecarono contro Abimelech.28Allora Gaal, figlio di Ebed, gridò: «Chi è Abimelech e che cosa è Sichem perché dobbiamo servirlo? Forse il figlio di Jerub-Baal e Zebul suo ministro non dovrebbero servire gli uomini di Khamor, padre di Sichem? Perché dovremmo servirlo?29Chi mi consegnerà in mano questo popolo onde io possa allontanare Abimelech e dirgli: “Aumenta pure il tuo esercito ed esci!”?»30Zebul, capo della città, venne a sapere i progetti di Gaal, figlio di Ebed, e la sua ira si accese.31Mandò ad Aruma messaggeri da Abimelech a dirgli: «Ecco, Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli sono arrivati a Sichem; ed ecco, stanno mettendo la città in rivolta contro di te.32Quindi alzati stanotte, tu e il popolo che è con te, e mettiti in agguato per la campagna;33domani, poi, appena si leva il sole, lanciati in fretta sulla città: Gaal e il popolo che è con lui usciranno contro di te e tu potrai agire contro di loro come la circostanza ti si offrirà».34Allora Abimelech e tutto il popolo che era con lui si misero in marcia di notte e si appostarono di fronte a Sichem, in quattro colonne.35Gaal, figlio di Ebed, uscì e si fermò all’ingresso della porta della città. Allora Abimelech e tutto il popolo che era con lui balzarono fuori dall’agguato.36Gaal vide il popolo e disse a Zebul: «Ecco gente scendere dalla cima dei monti». «Sono le ombre dei monti» gli rispose Zebul «e tu le prendi per uomini».37Gaal riprese: «Ecco uomini scendono dalla parte dell’ombelico della Terra, mentre un’altra colonna arriva dalla strada della quercia dei Maghi».38Allora Zebul gli disse: «Dov’è ora la boria con cui dicevi: “Chi è Abimelech, perché lo serviamo”? Non sono questi coloro che tu disprezzavi? Ora esci e combatti!»39Allora Gaal partì alla testa degli uomini di Sichem e diede battaglia ad Abimelech.40Ma Abimelech lo mise in fuga ed egli dovette cedere innanzi a lui, mentre molti dei suoi uomini caddero prima di raggiungere l’ingresso della porta.41Allora Abimelech tornò ad Aruma: Zebul cacciò Gaal e i suoi fratelli e impedì loro di abitare a Sichem.42Il giorno dopo, il popolo uscì in campagna e Abimelech ne fu informato.43Prese il popolo, lo divise in tre colonne e si mise in agguato per la campagna. Quando vide la gente che usciva dalla città, piombò su di loro e li batté.44Mentre Abimelech e la colonna che era con lui si spargevano e sì fermavano all’ingresso della porta della città, le altre due colonne si spargevano contro tutti coloro che erano in campagna e li massacravano;45per tutto quel giorno Abimelech combatté contro la città; infine la prese, massacrò la popolazione che c’era, distrusse la città e vi seminò il sale.46A questa notizia tutti i cittadini di Migdol-Sichem si recarono nella cripta del tempio di El-Berit.47Quando Abimelech venne a sapere che tutti i cittadini di Migdol-Sichem si erano radunati là,48con tutto il suo popolo salì sul monte Zalmon: prese in mano una scure, tagliò un ramo d’albero e, alzatolo, se lo caricò sulle spalle, dicendo agli uomini che erano con lui: «Presto, fate anche voi ciò che mi avete visto fare».49Allora tutti i suoi uomini tagliarono un ramo ciascuno, seguirono poi Abimelech e, gettatili contro la cripta, la bruciarono con coloro che vi si trovavano. Tutti gli uomini di Migdol-Sichem perirono così: circa mille tra uomini e donne.50Poi Abimelech marciò su Tebez, si accampò contro di essa e la prese.51In mezzo alla città c’era una torre fortificata, in cui si erano rifugiati tutti i signori della città; uomini e donne: si erano chiusi dentro ed erano saliti sulla terrazza della torre.52Allora Abimelech arrivò fino alla torre e la attaccò. Come si accostava alla porta della torre per mettervi il fuoco,53una donna gli gettò sulla testa la parte superiore di una macina e gli spaccò il cranio.54Egli chiamò subito il giovane che portava le sue armi e gli disse: «Sguaina la tua spada e uccidimi, perché non si dica di me: “Lo ha ucciso una donna”». Il giovane lo trafisse ed egli morì.55Gli uomini di Israele videro che Abimelech era morto e tornarono ciascuno a casa sua.56Così Dio ripagò le malvagità che Abimelech aveva fatto contro suo padre, uccidendo i settanta fratelli.57Dio fece anche ricadere sulla testa degli uomini di Sichem tutta la loro malvagità. Così si adempì su di loro la maledizione di Jotam, figlio di Jerub-Baal.