SCRUTATIO

Lunedi, 8 giugno 2026 - San Medardo ( Letture di oggi)

Giudici 11


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1Ora, Jefte il Galaadita era un valoroso guerriero. Egli era figlio di una prostituta. Galaad aveva generato Jefte.2Ma la moglie di Galaad diede al marito altri figli: i figli di quella donna diventarono grandi e cacciarono Jefte dicendogli: « Tu non sarai erede nella casa di nostro padre, perchè sei figlio di un’estranea ».3Jefte allora fuggì lontano dai fratelli e si stabilì nel paese di Tob, dove intorno a lui si raccolsero uomini buoni a nulla, che partivano con lui.4Qualche tempo dopo i figli di Ammon combatterono contro Israele.5Ora, quando i figli di Ammon iniziarono la guerra contro Israele, gli anziani di Galaad andarono a prendere Jefte dal paese di Tob.6Gli dissero: « Vieni, sii nostro comandante e combattiamo contro i figli di Ammon».7Allora Jefte rispose agli anziani di Galaad: « Non siete voi che mi avete odiato e mi avete cacciato dalla casa di mio padre? Perchè ricorrete a me ora che vi trovate nel pericolo? ».8Ma gli anziani di Galaad replicarono a Jefte: « Noi ci siamo rivolti ora a te appunto per questo: perchè tu venga con noi in modo che combattiamo contro i figli di Ammon, e tu sia per noi capo di tutti gli abitanti di Galaad ».9Jefte rispose agli anziani di Galaad: « Se voi mi fate tornare per muover guerra ai figli di, Ammon e Jahve metterà questi in mio potere, io accetterò di essere vostro capo ».10Gli anziani di Galaad soggiunsero a Jefte: « Jahve sta tra di noi in ascolto: guai a noi se non agiremo secondo la tua domanda! ».11Allora Jefte partì con gli anziani di Galaad. Il popolo lo mise alla sua testa come capo e comandante. Jefte poi proferì tutte le sue parole a Mizpa alla presenza di Jahve.12Quindi Jefte mandò messaggeri al re dei figli di Ammon per dirgli: « Che c’è tra me e te, perchè tu sia venuto contro di me a muovere guerra nel mio paese? ».13Il re dei figli di Ammon rispose ai messaggeri di Jefte: « Perchè Israele quando uscì dall’Egitto, si impadronì del mio paese, dall’Arnon fino allo Jabbok e al Giordano. Ora dunque restituiscilo in buona pace ».14Jefte mandò di nuovo messaggeri al re dei figli di Ammon15e fece riferire: « Jefte dice così: Israele non si è impadronito nè del paese di Moab nè del paese dei figli di Ammon.16Quando uscì dall’Egitto, Israele marciò nel deserto fino al Mare dei Giunchi e giunse a Kadesh.17A questo punto Israele mandò messaggeri al re di Edom per dirgli: “ Lasciami passare attraverso il tuo paese! ”. Ma il re di Edom non volle ascoltare. Egli mandò a chiedere anche al re di Moab, ma anche quegli rifiutò e Israele restò a Kadesh.18Poi avanzò nel deserto, girò intorno al paese di Edom e di Moab e venne nel paese a oriente di Moab. Di là dall’Arnon si accampò senza entrare nel territorio di Moab: perchè l’Arnon segna il confine di Moab.19In seguito Israele mandò messaggeri a Sikhon re degli Amorrei, re di Kheshbon, e gli disse: “ Lasciami passare per il tuo paese fino alla mia sede! ”.20Ma Sikhon non volle consentire che Israele passasse sul suo territorio: egli raccolse tutta la sua gente, si accampò a Jahaza e diede l’attacco a Îsraele.21Ma Jahve Dio di Israele mise Sikhon con tutto l’esercito in potere di Israele, che li sbaragliò. In quell’occasione Israele entrò in possesso di tutto il territorio degli Amorrei che abitavano quel paese.22Così essi occuparono tutto il territorio degli Amorrei dall’Arnon fino allo Jabbok e dal deserto fino al Giordano.23Dunque, adesso che Jahve, Dio di Israele, ha cacciato via l’Amorreo innanzi al suo popolo Israele, tu vorresti spodestarci?24Forse tu non possiedi ciò che il tuo dio Chemosh ha tolto ai loro possessori? Così ciò che Jahve nostro Dio ha tolto innanzi a noi dobbiamo possederlo!25Ora, vali tu forse di più di Balak figlio di Zippor, re di Moab? Forse egli osò fare qualche contestazione a Israele? o muovergli guerra?26Quando Israele si stabilì a Kheshbon e nelle dipendenze, ad Aroer e nelle dipendenze e in tutte le città che sono sulle sponde dell’Arnon — trecento anni —, perchè non le avete liberate in quel tempo?27lo dunque non ti ho fatto nessun torto: tu sì invece agisci male verso di me muovendomi guerra. Allora Jahve giudice sgiudichi oggi tra i figli di Israele e i figli di Ammon ».28Ma il re dei figli di Ammon non volle ascoltare le parole che Jefte gli aveva mandato a dire.29Lo spirito di Jahve fu su Jefte che percorse Galaad e Manasse, passò a Niizpa di Galaad e da Mizpa di Galaad raggiunse i figli di Ammon.30Jefte allora fece un voto a Jahve e disse: « Se tu consegni nelle mie mani i figli di Ammon,31chi uscirà per primo dalle porte della mia casa incontro a me, quando tornerò vincitore dei figli di Ammon, apparterrà a Jahve e io lo offrirò in olocausto ».32Jefte dunque si diresse contro i figli di Ammon per attaccarli e Jahve li consegnò nelle sue mani.33Egli li sconfisse da Aroer fino a Minnit — venti città — e fino ad Abel-Cheramim: fu un enorme disastro. Così i figli di Ammon furono umiliati innanzi ai figli di Israele.34Quando Jefte tornò a Mizpa, alla sua casa, ecco, sua figlia gli andò incontro, tra suoni di tamburini e danze. Ora essa era la figlia unica: egli non aveva fuori di lei figlio nè figlia.35Ma appena la vide, si stracciò le vesti ed esclamò: « Ahimè, figlia mia! Quale profonda afflizione mi rechi tu mai! Proprio tu devi così rendermi sventurato? Poichè io mi sono impegnato innanzi a Jahve e non posso tornare indietro! ».36Essa gli rispose: « Padre mio, ti sei impegnato innanzi a Jahve: allora fa’ di me secondo ciò che è uscito dalla tua bocca, dal momento che Jahve ha fatto per te vendetta sui tuoi nemici, i figli di Ammon! ».37Essa disse poi al padre: « Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, perchè possa andare vagando per i monti e piangere con le mie compagne la mia verginità ».38Egli le rispose: « Va’ ». La lasciò partire per due mesi. Essa dunque con le compagne andò e pianse la sua verginità sui monti.39Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli compì a suo riguardo il voto che aveva fatto. Essa non aveva conosciuto uomo. Divenne costume in Israele:40ogni anno le fanciulle di Israele vanno a fare un lamento sulla figlia di Jefte il Galaadita, per quattro giorni all’anno.