SCRUTATIO

Martedi, 9 giugno 2026 - Beata Anna Maria Taigi ( Letture di oggi)

Giudici 16


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA MARTINI
1 Sansone andò poi a Gaza, dove vide una prostituta ed entrò da lei.1 Andò eziandio a Gaza, e ivi vide una donna meretrice, ed entrò in casa di lei.
2 Si sparse la voce tra gli abitanti di Gaza: «È venuto qui Sansone ». Allora organizzarono una ronda e andarono a tendergli un agguato alla porta della città. Tutta la notte stettero zitti zitti pensando: « Qui fino allo spuntare del giorno: lo uccideremo ».2 La qual cosa avendo udita i Filistei, ed essendosi propalato tra loro, che Sansone era entrato nella città, lo circondarono, e posero guardie alle porte della città: e ivi aspettarono quietamente tutta la notte per ucciderlo la mattina, quando partisse.
3 Sansone restò a letto fino a mezzanotte. A mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città con i due stipiti, li divelse con la sbarra e, caricatiseli sulle spalle, li portò fino alla cima del monte che guarda Hebron.3 Ma Sansone dormì sino alla mezza notte: e di poi alzatosi prese ambedue le porte della città co' loro contrafforti, e serrature, e messele sulle sue spalle, le portò alla cima del monte che guarda Hebron.
4 Dopo ciò, si innamorò di una donna della valle di Shorek, che si chiamava Dalila.4 Amò di poi una donna che abitava nella valle di Sorec, chiamata Dalila.
5 I principi dei Filistei andarono a trovarla e le dissero: « Seducilo e guarda in che cosa consiste la sua forza straordinaria e con quale mezzo potremmo impadronirci di lui, allora lo legheremo per ridurlo all’impotenza. Noi ti daremo millecento sicli d’argento ciascuno ».5 E andarono a lei i principi de' Filistei, e dissero: Ingannalo, e fatti dire, donde a lui venga tanta fortezza, e in qual modo noi possiam superarlo e legarlo, e punirlo: se tu farai questo, ti daremo ciascun di noi mille, e cento monete d'argento.
6 Allora Dalila disse a Sansone: « Dimmi un po’: donde proviene questa tua forza così grande e come bisognerebbe legarti per domarti? ».6 Disse adunque Dalila a Sansone: Dimmi di grazia in che consista la tua somma fortezza; e qual sia quella cosa, colla quale tu essendo legato non potresti scappare.
7 Sansone le rispose: « Se mi legassero con sette corde di nervo fresche, non ancora seccate, diventerei fiacco e sarei come un uomo qualunque ».7 Le rispose Sansone: Ove io sia legato con sette corde fatte di nerbi freschi, e ancora umidi, io sarò debole come gli altri uomini.
8 I principi dei Filistei portarono a Dalila sette corde di nervo fresche, non ancora seccate: essa con quelle lo legò,8 E i principi de' Filistei portarono a lei le sette corde, come avea detto: e con esse ella legollo,
9 poi, essendovi gente in agguato nella camera, gridò: « Sansone, hai i Filistei addosso! ». Egli ruppe le corde di nervo come si rompe un filo di stoppa, quando sente il fuoco. Così non si potè conoscere il segreto della sua forza.9 Stando quelli nella casa di lei in agguato, e aspettando l'esito dell'affare, ed ella gridò a lui: Sansone, i Filistei ti sono addosso. Ed egli ruppe le corde, come uno romperebbe un filo torto di cattiva stoppa, allorché ha sentito l'odor del fuoco: così non potè sapersi, donde fosse in lui tanta forza.
10 Allora Dalila disse a Sansone: « Ecco, ti sei burlato di me, mi hai detto bugie. Ma adesso fammi sapere come bisognerebbe legarti! ».10 E dissegli Dalila: Ecco che tu mi hai ingannata, e m'hai detto il falso: dimmi almeno adesso con qual cosa convenga legarti.
11 Egli le rispose: « Se mi legassero ben bene con corde nuove non ancora adoperate, diventerei debole e sarei come qualunque uomo».11 Egli le rispose: Ove io sia legato con funi nuove, che non sieno state mai messe in opera, io sarò debole, e simile agli altri uomini
12 Allora Dalila prese corde nuove e con quelle lo legò, poi gridò: « Sansone, hai addosso i Filistei! ». Essa aveva gente appostata in camera; ma egli strappò le corde nuove dalle braccia come un filo.12 E Dalila legollo ancora con queste, e gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso: ed erano preparate in una stanza le insidie. Ma egli ruppe i legami come un tenue laccio.
13 Allora Dalila disse a Sansone: « Finora ti sei burlato di me con bugie. Dimmi come ti si potrebbe legare ». Egli le rispose: « Se tu intrecciassi le sette trecce del mio capo con un subbio e le fissassi con un pettine da tessitore, diventerei debole e sarei come un uomo qualunque ».13 E dissegli di bel nuovo Dalila: Sino a quando m'ingannerai, e dirai bugia? Insegnami con che convenga legarti. Risposele Sansone: Se le sette trecce de' miei capelli tu le tesserai nella tua tela, e attaccatovi un chiodo, lo ficcherai nella terra, io diventerò debole.
14 Essa lo fece addormentare, poi intrecciò le sette trecce della sua testa con un subbio, le fissò con un pettine da tessitore e gli gridò: « Sansone, hai addosso i Filistei! ». Egli si svegliò dal sonno e strappò via il pettine da tessitore e il subbio. Così il segreto della sua forza rimase sconosciuto.14 E avendo ciò fatto Dalila, gli disse: Sansone, i Filistei ti son addosso. Ed ei svegliato dal sonno sconficcò il chiodo co' capelli, e colla tela.
15 Quella gli disse: « Come puoi dire che mi ami, mentre il tuo cuore non è con me? Questa è la terza volta che mi burli, invece di manifestarmi perchè la tua forza è così grande ».15 Ma Dalila gli disse: Come mai dici di amarmi, mentre il tuo cuore non è con me? Per tre volte mi hai detto bugia, e non hai voluto dirmi in che sia posta la massima tua fortezza.
16 E, siccome essa lo infastidiva con le sue insistenze tutti i giorni e lo molestava, egli ne provò una pena da morirne;16 E molestando, e standogli ella attorno continuamente per molti dì senza lasciargli spazio di riposare, s'illanguidì il suo spirito, e diede in un battimento mortale.
17 allora le manifestò tutto il suo cuore: « Mai rasoio passò sulla mia testa » le disse, « perchè sono nazireo di Dio dal seno di mia madre. Se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come qualsiasi uomo ».17 Allora manifestando la verità le disse: Non è mai passato il rasoio per la mia testa, perocché io son Nazareo, cioè consacrato a Dio dall'utero di mia madre: tosata che sia la mia testa, se n’anderà la mia fortezza, e verrà meno, e sarò come tutti gli altri uomini.
18 Dalila capì che egli le aveva manifestato tutto il suo cuore: mandò a chiamare i principi dei Filistei e disse loro: « Adesso venite, poichè mi ha manifestato tutto il suo cuore». I principi dei Filistei vennero da lei portando il denaro.18 Ed ella vedendo, com'egli le avea aperto il cuor suo, ne mandò avviso a' principi de' Filistei, e fece dir loro: Venite ancora per questa volta, perchè egli mi ha aperto il suo cuore. Ed essi andarono portando seco il denaro promesso.
19 Essa fece addormentare Sansone sulle sue ginocchia e chiamò un uomo che tagliò le sette trecce della sua testa. Allora egli cominciò a indebolirsi e la sua forza si ritirò da lui.19 Ed ella lo fece addormentare sulle sue ginocchia, e posare il corpo sul suo seno. E chiamò un barbiere, il quale tosò le sette trecce di lui: e di poi cominciò a respingerlo, e cacciarlo da se: perocché subito ebbe egli perduta la sua fortezza:
20 Essa gridò: « Sansone, hai i Filistei addosso ». Svegliandosi dal sonno egli disse: « Ne uscirò come ogni volta e mi disimpegnerò ». Ma non sapeva che Jahve si era allontanato da lui.20 E disse: Sansone, i Filistei ti sono addosso. Ed egli svegliato dal sonno disse dentro di se: Io mi svilupperò, come per lo passato, e mi distrigherò: perocché non sapeva come il Signore si era ritirato da lui.
21 I Filistei si impadronirono di lui, gli cavarono gli occhi, lo condussero a Gaza, lo legarono con una catena doppia di bronzo; così stava a far girare la macina in prigionia.21 E i Filistei avendolo preso gli cavaron subito gli occhi, e lo condussero incatenato a Gaza, e chiusolo nella prigione gli fecero girar la macina.
22 Intanto però la capigliatura ricominciò a crescere, dopo che era stato rasato.22 E già cominciavano a rinascere i suoi capelli,
23 I principi dei Filistei si riunirono per offrire un gran sacrificio a Dagon loro dio e per fare festa. Essi dicevano: «Il nostro dio ha messo nelle nostre mani Sansone nostro nemico ».23 Quando i Filistei si raunarono per offerire ostie solenni a Dagon loro dio, e far banchetto, dicendo: II nostro dio ha dato nelle mani nostre il nemico nostro Sansone.
24 Vedendo il suo dio, il popolo gli faceva acclamazioni dicendo: « Il nostro dio ha messo nelle nostre mani Sansone nostro nemico,colui che devastava il nostro paese e che uccise tanti dei nostri ».24 E ciò vedendo il popolo dava lodi al suo dio, e dicea similmente: II nostro dio ha dato nelle mani nostre il nostro avversario, il qual devastò il nostro paese e uccise tanta gente.
25 E, poichè il loro cuore era allegro, dissero: « Chiamate Sansone per divertirci un po’! ». Allora Sansone fu fatto uscire dalla prigione e innanzi a loro faceva dei giochi. Poi lo collocarono in piedi tra le colonne.25 E banchettavano allegramente, e dopo aver ben mangiato ordinarono di far venire Sansone per prendersene trastullo. Ed egli tratto fuori del carcere serviva loro di divertimento: e lo fecero star ritto tra due colonne.
26 Allora Sansone disse al giovane che lo teneva per mano: « Lasciami pure, fammi solo toccare le colonne su cui riposa il tempio, perchè io mi ci appoggi ».26 Ed egli disse al fanciullo che lo menava a mano: Lascia ch'io tocchi le colonne, sopra le quali posa tutta la casa, e mi appoggi ad esse, e riposi un tantino.
27 Il tempio era pieno di uomini e di donne. C’erano tutti i principi dei Filistei e, sul tetto, circa tremila uomini e donne, che guardavano i giochi di Sansone.27 Or la casa era piena di uomini, e di donne, e vi erano tutt’i principi de’ Filistei, e v’eran circa tre mila persone dell'uno e dell'altro sesso, le quali dal tetto, e dal solaio stavano a vedere gli scherni fatti a Sansone.
28 Sansone invocò Jahve dicendo: « Signore Jahve, ricordati di me! Dammi forza ancora questa volta e in un colpo solo farò pagare ai Filistei i miei due occhi ».28 Ma egli invocò il Signore, e disse: Dio Signore, ricordati di me, e restituiscimi adesso la mia fortezza, Dio mio, affinchè io faccia vendetta de' miei nemici, e faccia loro pagare in una sola volta il fio della privazione de' miei due occhi.
29 Allora Sansone palpò le due colonne di mezzo, su cui poggiava il tempio, puntò contro di esse, su una con la destra, sull’altra con la sinistra29 E prendendo le due colonne, sulle quali posava la casa, e una tenendone colla destra, l’altra colla sinistra,
30 e gridò: « Muoia pure io con i Filistei! ». Si mise a spingere con forza e il tempio crollò sui principi e su tutto il popolo che si trovava là. I morti che egli causò con la sua morte furono più numerosi di coloro che aveva ucciso in vita.30 Disse: Muoja io co' Filistei: e scosse con forza grande le colonne: rovinò la casa addosso a tutti i principi, e a tutto il resto della moltitudine che vi era, e molti più ne uccise egli morendo che non aveane uccisi pell'innanzi da vivo.
31 I suoi fratelli e tutta la casa di suo padre discesero a prenderlo e lo portarono a seppellire tra Zorea ed Eshtaol, nella tomba di suo padre Manoakh. Egli era stato Giudice di Israele per vent’anni.31 E andarono i suoi fratelli, e la tutta parentela, e preso il suo corpo lo seppellirono tra Saraa, ed Esthaol nel sepolcro del padre suo Manue. Ed egli fu giudice d'Israele per venti anni.