SCRUTATIO

Mercoledi, 15 luglio 2026 - San Bonaventura ( Letture di oggi)

Ezechiele 24


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Annuncio dell’assedio di Gerusalemme

1Ora, nell’anno nono, nel decimo mese, il dieci del mese, mi fu rivolta la parola di Jahvè:2«Figlio dell’uomo, segnati la data di questo giorno; proprio di questo giorno, in questo stesso giorno appunto, il re di Babilonia si è avvicinato a Gerusalemme.3Narra un proverbio alla casa ribelle, e riferisci loro: “Così dice il Signore Jahvè: Poni la pentola, ponila e versa ancora acqua.4Vi aggiungerai pezzi di carne, tutti i pezzi migliori: la coscia e la spalla; riempila di ossa scelte,5prendi il meglio del bestiame minuto. Accatasta legna sotto di essa, falla bollire a grandi gorgogli, così che cuociano, in essa, anche le ossa.6Perché così dice il Signore Jahvè: Oh, città sanguinaria, pentola arrugginita, la cui ruggine non si stacca! Vuotala pezzo per pezzo, senza gettar su di essa le sorti.7Perché il sangue da lei versato è in mezzo a essa; lo hai posto, infatti, sulla nuda roccia invece di spargerlo al suolo per ricoprirlo di terra.8Per lasciare montare il mio furore e vendicarmi, ho fatto versare da lei il sangue sulla nuda roccia perché non fosse coperto.9Perciò così dice il Signore Jahvè: Oh, città sanguinaria, anche io farò grande il rogo!10Aggiungi la legna, attizza la fiamma, fa’ cuocere a lungo la carne e restringere il brodo, così che le ossa siano consumate.11La porrai quindi, vuota, sulla bracia perché si riscaldi e il suo rame si arroventi, la sua impurità si strugga e sia consumata la sua ruggine.12Fatica che snerva! Ma la sua abbondante ruggine non va via neppure con il fuoco.13C’è della scelleratezza nella tua impurità, perché ho voluto mondarti e non ti sei lasciata mondare. Dalla tua impurità ora non potrai più purificarti finché non abbia sfogato su di te il mio furore.14Io, Jahvè, ho parlato; sta per verificarsi e lo compirò; non desisterò, sarò spietato e senza compassione. Ti giudicherò secondo la tua condotta e le tue prave azioni”». Oracolo del Signore Jahvè.

Prove del profeta

15Mi fu rivolta la parola di Jahvè:16«Figlio dell’uomo, ecco, io ti tolgo, di colpo, il desiderio dei tuoi occhi. Non lamentarti, non piangere né scorrano le tue lacrime.17Gemi in silenzio; non far lutto, avvolgiti il turbante sul capo, calza di sandali i tuoi piedi, non velarti fino ai baffi né mangiare il pane del lutto».18Al mattino parlai al popolo, a sera morì mia moglie e al riattino dopo feci come mi era stato comandato.19Mi disse, allora, la gente: «Spiegaci quale significato hanno per noi le cose che fai».20Risposi loro: «La parola di Jahvè mi fu rivolta:21“Annuncia alla casa di Israele: Così dice il Signore Jahvè: Ecco, faccio profanare il mio santuario, vostro insolente orgoglio, brama dei vostri occhi, vaghezza dei vostri animi; cadranno di spada i figli e le figlie, che avete lasciato.22Voi agirete come ho agito io: non vi velerete fino ai baffi e non mangerete il pane del lutto;23avrete il turbante in capo e i calzari ai piedi. Non vi lamenterete e non piangerete ma vi disferete pei vostri crimini e gemerete l’un con l’altro.24Ezechiele sarà per voi un segno; quando ciò avverrà, voi agirete in tutto come egli ha agito. Allora saprete che io sono Jahvè.25Quanto a te, figlio dell’uomo, quando io toglierò a essi la loro fortezza, il loro superbo gaudio, la brama dei loro occhi, l’oggetto delle loro cure e i loro figli e figlie,26in quel giorno verrà a te uno scampato a dartene notizia.27In quel giorno, all’arrivo del fuggiasco, si aprirà la tua bocca e parlerai né resterai più muto. Sarai così per essi un segno: allora sapranno che io sono Jahvè”».