SCRUTATIO

Venerdi, 17 luglio 2026 - San Alessio ( Letture di oggi)

Geremia 39


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Presa di Gerusalemme

1Quando fu presa Gerusalemme (I nel nono anno di Sedecia, re di Giuda, nel decimo mese, Nabucodonosor, re di Babilonia, venne con tutto l’esercito a Gerusalemme e l’assediò;2nell’anno undecimo di Sedecia, nel quarto mese, il nove del mese, fu aperta una breccia nella città),3entrarono tutti i capi del re di Babilonia e si stabiirono nella Porta di mezzo, Nergal-Sarezer di Samgar-Nebo, Nabushazban rabsaris, Nergal-Sarezer rabmag e tutti gli altri capi del re di Babilonia.4( Appena li videro, Sedecia, re di Giuda, e tutti i suoi uomini di guerra fuggirono uscendo di notte per la via del giardino del re, attraverso la porta fra i due muri, e presero la via dell’Araba.5I soldati dei Caldei li inseguirono e raggiunsero Sedecia nelle steppe di Gerico, lo presero e lo condussero a Nabicodonosor, re di Babilonia, a Ribla nel paese di Hamat, dove il re pronunciò la sentenza su di lui.6Il re di Babilonia uccise i figli di Sedecia, a Ribla, sotto i suoi occhi, il re di Babilonia ugualmente uccise anche tutti i notabili di Giuda.7Cavò gli occhi a Sedecia e lo legò con catene per condurlo a Babilonia.8I Caldei diedero alle fiamme la reggia e le case del popolo e abbatterono le mura di Gerusalemme.9Tutto l’altro popolo rimasto in città, quanti erano passati disertori a lui e tutto il resto della moltitudine, Nabuzardan, capo delle guardie, condusse a Babilonia.10Nabuzardan, capo delle guardie, lasciò nella terra di Giuda solo i poveri del popolo, che non avevano nulla, assegnando loro vigne e campi in tale occasione).

Geremia in libertà

11Ora Nabucodonosor, re di Babilonia, aveva raccomandato Geremia a Nabuzardan, capo delle guardie dicendogli:12«Prendilo e tienilo sotto i tuoi occhi, non fargli alcun male, ma comportati con lui come egli ti dirà».13Essi allora — cioè Nabuzardan, capo delle guardie, Nabushazban rabsaris e Nergal-Sarezer rabmag e tutti i capi del re di Babilonia —14mandarono a prendere Geremia dall’atrio della prigione e lo consegnarono a Godolia figlio di Akhikam, figlio di Shafan, perché lo conducesse a casa. Così egli rimase in mezzo al popolo.

La sorte di Ebed-Melech

15Ora, a Geremia era stata rivolta la parola di Jahvè, quando era ancora rinchiuso nell’atrio della prigione:16«Va’ e di’ a Ebed-Melech il Chushita: “Così dice Jahvè degli eserciti, Dio di Israele: Ecco, metto in esecuzione le mie parole su questa città, per sua rovina e non per il suo bene; in quel giorno esse si avvereranno sotto i tuoi occhi.17Ma io ti libererò in quel giorno — oracolo di Jahvè — e non sarai consegnato nelle mani degli uomini che tu temi.18Poiché, certo, io ti salverò; non cadrai di spada, avrai la tua vita come bottino, perché hai posto la tua fiducia in me. Oracolo di Jahvè”».