SCRUTATIO

Martedi, 14 luglio 2026 - San Camillo de Lellis ( Letture di oggi)

Cantico 2


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BIBBIA CEI 2008Peshitta
1 Io sono un narciso della pianura di Saron,
un giglio delle valli.
1 ܐܝܟ ܫܘܫܢܬ ܫܪܘܝܢܐ ܫܘܫܢܬ ܥܘܡܩܐ
2 Come un giglio fra i rovi,
così l’amica mia tra le ragazze.
2 ܐܝܟ ܫܘ̈ܫܢܐ ܒܝܢ̈ܬ ܟܘ̈ܒܐ ܗܟܢܐ ܩܪ̈ܝܒܬܝ ܒܝܢ̈ܬ ܒܢ̈ܬܐ
3 Come un melo tra gli alberi del bosco,
così l’amato mio tra i giovani.
Alla sua ombra desiderata mi siedo,
è dolce il suo frutto al mio palato.
3 ܐܝܟ ܚܙܘܪܐ ܒܩܝ̈ܣܐ ܕܥܒܐ ܗܟܢܐ ܕܕܝ ܒܝ̈ܢܬ ܒܢܝ̈ܐ ܒܛܠܠܗ ܐܬܪܓܪܓܬ ܘܝܬܒܬ ܦܐܪܗ ܚܠܐ ܠܚܟܝ
4 Mi ha introdotto nella cella del vino
e il suo vessillo su di me è amore.
4 ܐܥܠܘܢܝ ܠܒܝܬ ܚܡܪܐ ܛܟܣܘ ܥܠܝ ܪܚܡܬܐ
5 Sostenetemi con focacce d’uva passa,
rinfrancatemi con mele,
perché io sono malata d’amore.
5 ܣܡܘܢܝ ܒܦܘܢ̈ܩܐ ܐܟܪܟܘܢܝ ܒܚܙܘܪ̈ܐ ܡܛܠ ܕܟܪܝܗܬ ܪܚܡܬܐ ܐܢܐ
6 La sua sinistra è sotto il mio capo
e la sua destra mi abbraccia.
6 ܣܡܠܗ ܬܚܝܬ ܪܝܫܝ ܘܝܡܝܢܗ ܬܥܦܩܢܝ
7 Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve dei campi:
non destate, non scuotete dal sonno l’amore,
finché non lo desideri.
7 ܐܘܡ̈ܝܬܟܝܢ ܒܢ̈ܬ ܐܘܪܫܠܡ ܒܛܒ̈ܝܐ ܐܘ ܒ̈ܥܘܙܝܠܐ ܕܚܩܠܐ ܐܢ ܬܥܝܪ̈ܢ ܘܐܢ ܬܥܝܪ̈ܢ ܝܬ ܪܚܡܬܐ ܥܕܡܐ ܕܬܨܒܐ
8 Una voce! L’amato mio!
Eccolo, viene
saltando per i monti,
balzando per le colline.
8 ܩܠܗ ܕܕܕܝ ܗܐ ܗܢܐ ܕܐܬܐ ܡܫܘܪ ܥܠ ܛܘܪ̈ܐ ܡܩܝܙ ܥܠ ܪ̈ܡܬܐ
9 L’amato mio somiglia a una gazzella
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate.
9 ܕܡ̇ܐ ܕܕܝ ܠܛܒܝܐ ܐܘ ܠܥܘܙܝܠܐ ܕܐܝ̈ܠܐ ܗܐ ܗܘ ܩܐܡ ܒܣܬܪ ܐܣܬܢ ܡܕܝܩ ܡܢ ܟܘ̈ܐ ܡܪܟܢ ܡܢ ܨܝܪ̈ܬܐ
10 Ora l’amato mio prende a dirmi:
«Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
10 ܥܢܐ ܕܕܝ ܘܐܡܪ ܠܝ ܩܘܡܝ ܠܟܝ ܩܪܝܒܬܝ̈ ܫܦܝܪܬܝ̈ ܘܙܠ ܠܟܝ
11 Perché, ecco, l’inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n’è andata;
11 ܡܛܠ ܕܗܐ ܣܬܘܐ ܥܒܪ ܡܛܪܐ ܥܒܪ ܘܐܙܠ ܠܗ
12 i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
12 ܗ̈ܒܒܐ ܐܬܚܙܝܘ ܒܐܪܥܐ ܙܒܢܐ ܕܟܣܚܐ ܡܛܐ ܘܩܠܐ ܕܫܘܦܢܝܢܐ ܐܫܬܡܥ ܒܐܬܪܢ
13 Il fico sta maturando i primi frutti
e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
13 ܬܬܐ ܝܗܒܬ ܦܩܘ̈ܥܝܗ̇ ܓܘ̈ܦܢܐ ܘܣܡܕܪ̈ܐ ܝܗܒܘ ܪܝܚܐ ܩܘܡܝ ܠܟܝ ܫܦܝܪ̈ܬܝ̈ ܩܪ̈ܝܒܬܝ̈ ܘܬܝ ܠܟܝ
14 O mia colomba,
che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è incantevole».
14 ܝܘܢܝ̈ ܒܚܘܠܒܐ ܕܫܘܥܐ ܒܣܬܪܐ ܕܣܝܓܐ ܚܘܐܝܢܝ ܚܙܘܟܝ ܘܐܫܡܥܝܢܝ ܩܠܟܝ ܡܛܠ ܕܩܠܟܝ ܒܣܝܡ ܘܚܙܘܟܝ ܝܐܐ
15 Prendeteci le volpi,
le volpi piccoline
che devastano le vigne:
le nostre vigne sono in fiore.
15 ܐܚܘܕ ܠܢ ܬ̈ܥܠܐ ܬ̈ܥܠܐ ܕܩ̈ܕܩܐ ܡܚ̈ܒܠܝ ܟܪ̈ܡܐ ܘܟܪ̈ܡܝܢ ܕܣܡܕܪ̈ܐ
16 Il mio amato è mio e io sono sua;
egli pascola fra i gigli.
16 ܕܕܝ ܠܝ ܘܐܢܐ ܠܗ ܕܪܥܐ ܒܫ̈ܘܫܢܐ
17 Prima che spiri la brezza del giorno
e si allunghino le ombre,
ritorna, amato mio,
simile a gazzella
o a cerbiatto,
sopra i monti degli aromi.
17 ܥܕ ܢܦܘܓ ܝܘܡܐ ܘܢܪܟܢܘܢ ܛ̈ܠܠܐ ܐܬܗܦܟ ܕܡܝ ܠܟ ܕܕܝ ܠܛܒܝܐ ܐܘ ܠܥܘܙܝܠܐ ܕܐܝ̈ܠܐ ܥܠ ܛܘܪ̈ܝ ܒܣ̈ܡܢܐ