SCRUTATIO

Giovedi, 2 luglio 2026 - San Bernardino Realino ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Re 9


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Sacra Bibbia GarofaloPeshitta
1 Eliseo il profeta chiamò uno dei figli dei profeti e gli ordinò: «Cingiti i fianchi, prendi con te questa ampolla di olio e va’ a Ramot di Galaad.
2 Quando vi giungerai, cerca di vedere Jehu figlio di Joshafat, figlio di Nimshi. Entrato in casa, lo farai alzare in mezzo ai suoi fratelli e lo condurrai da una stanza all’altra.
3 Poi, preso un po’ di olio, lo verserai sulla sua testa, dicendo: “Così dice Jahvè: Io ti ungo re sopra Israele”. Quindi apri la porta e fuggi senza indugio».
4 Quel giovane prese il cammino per Ramot di Galaad.
5 Arrivato proprio mentre i capi dell’esercito tenevano seduta, disse: «Ho qualcosa per te, capo». Jehu rispose: «Per chi fra tutti noi?» L’altro ripeté: «Per te, capo».
6 Jehu si alzò ed entrò nell’interno della casa. Allora quegli gli versò in testa l’olio, dicendogli: «Così dice Jahvè, Dio di Israele: “Io ti ungo re sul popolo di Jahvè, su Israele.
7 Tu colpirai la casa di Akhab tuo signore; così mi vendicherò del sangue dei profeti miei servitori e del sangue di tutti i servitori di Jahvè sparso da Gezabele.
8 Tutta la casa di Akhab perirà! Sterminerò qualsiasi maschio ad Akhab, chiunque urina contro il muro, sia servo o libero in Israele!
9 Ridurrò la casa di Akhab come la casa di Geroboamo figlio di Nabat e come la casa di Baasa figlio di Akhia.
10 I cani divoreranno Gezabele nella campagna di Jizreel: nessuno la seppellirà!”». Aprì la porta e fuggì.
11 Quando Jehu ritornò fuori dai servitori del suo signore, questi gli dissero: «Va tutto bene? Perché è venuto da te quel pazzo?» Egli rispose: «Voi potete ben sapere chi sia quell’uomo e quali le sue chiacchiere».
12 Ma quelli replicarono: «Non è vero! raccontacelo!» Jehu riferì: «Egli s'è rivolto a me con queste parole: “Così dice Jahvè: Io ti ungo re sopra Israele”».
13 Quelli allora si affrettarono a prendere ciascuno il mantello e glielo stesero sotto, sugli stessi gradini; poi suonarono la tromba ed esclamarono: «Jehu è re!»,
14 Così Jehu figlio di Joshafat, figlio di Nimshi, congiurò contro Joram. Ora Joram, insieme con tutto Israele, aveva difeso Ramot di Galaad contro Khazael, re di Aram.
15 In seguito il re Joram era ritornato a Jizreel per curare le ferite, che gli Aramei gli avevano inflitto, mentre combatteva Khazael, re di Aram. Jehu disse: «Se questo è il vostro desiderio, nessuno fugga dalla città per portare la notizia a Jizreel».
16 Poi Jehu montò sul carro e si avviò verso Jizreel, poiché Joram vi si trovava malato e Okhozia, re di Giuda, era sceso per visitare Joram.
17 La sentinella di guardia alla torre di Jizreel, vedendo avanzarsi la turma di Jehu, disse: «Scorgo una turma di gente». Joram rispose: «Prendi un cavaliere e mandalo loro incontro per informarsi se sono amici».
18 Il cavaliere andò loro incontro e chiese: «Il re domanda: ‘ Siete amici?”». Jehu rispose: «Che ti importa se io sono amico o no? Passa dietro di me». E la sentinella annunciò il fatto, dicendo: «Il messaggero è giunto da loro ma non è più ritornato».
19 Joram inviò perciò un altro cavaliere il quale, arrivato dai medesimi, chiese: «Il re domanda: “Siete amici?”». Jehu rispose: «Che ti importa se io sono amico o no? Passa dietrodi me».
20 E la sentinella annunciò di nuovo il fatto, dicendo: «Il messaggero è giunto fino a loro, ma non è più ritornato. Il modo però di guidare è simile a quello di Jehu, figlio di Nimshi; costui infatti guida come un pazzo!»
21 Allora Joram ordinò di attaccare i cavalli. Come furono attaccati al suo carro, Joram, re di Israele, e Okhozia, re di Giuda, ciascuno sul suo carro, uscirono incontro a Jehu e lo raggiunsero nel campo di Nabot lo Jizreelita.
22 Appena Joram vide Jehu, chiese: «Siamo amici, Jehu?» Ma questi rispose: «Che amicizia ci può essere finché durano le prostituzioni di Gezabele tua madre e le sue numerose stregonerie?»
23 Joram allora voltò il carro e si diede alla fuga, dicendo a Okhozia: «Tradimento, Okhozia!»..
24 Ma Jehu, teso l’arco, colpì Joram tra le spalle, trapassandogli il cuore con la freccia. Questi stramazzò sul carro.
25 Poi Jehu ordinò a Bidkar suo scudiero: «Prendilo e gettalo nel campo che apparteneva a Nabot lo Jizreelita; mi ricordo infatti che, viaggiando una volta io e te sullo stesso carro dietro ad Akhab suo padre, Jahvè pronunciò questa sentenza a suo riguardo:
26 “Non ho visto forse ieri notte, il sangue di Nabot e dei suoi figli — Oracolo di Jahvè —. Ti ripagherò in questo stesso campo — oracolo di Jahvè”. Ora prendilo e gettalo nel campo secondo la parola di Jahvè». .
27 Okhozia, re di Giuda, visto il fatto, fuggì per la strada di Bet-Gan; ma Jehu lo inseguì dicendo: «Colpite anche lui!» Lo colpirono sul carro alla salita di Gur, vicino a Jibleam. Riuscì a fuggire a Meghiddo, ma qui morì.
28 I suoi servitori lo trasportarono sul carro a Gerusalemme, dove lo seppellirono nel suo sepolcro vicino ai suoi padri, nella città di David.
29 Ora Okhozia era divenuto re di Giuda, l’anno undecimo di Joram, figlio di Akhab.
30 Jehu frattanto arrivò a Jizreel. Quando Gezabele lo seppe, s’imbellettò gli occhi, si acconciò il capo e si pose alla finestra per guardare fuori.
31 Mentre Jehu entrava per la porta, costei gli disse: «Come sta Zimri, l’assassino del suo signore?»
32 Quegli, sollevato lo sguardo alla finestra, disse: «Chi è con me? Chi?» Nel frattempo due o tre eunuchi guardarono fuori verso di lui;
33 egli allora ordinò: «Gettatela giù». La gettarono giù. Con il sangue essa spruzzò il muro e i cavalli e fu calpestata.
34 Poi Jehu, entrato, mangiò e bevve; quindi disse: «Andate un po’ a vedere quella maledetta e datele sepoltura, Perché essa è pur figlia di re».
35 Andarono per seppellirla, ma non trovarono di lei che il cranio e le palme delle mani.
36 Tornati, gli riferirono la cosa ed egli esclamò: «È la parola che Jahvè aveva proferito per mezzo del suo servitore Elia il Teshbita: “Nel territorio di Jizreel i cani divoreranno la carne di Gezabele;
37 il cadavere di Gezabele sarà come lo sterco sulla superficie della campagna, così che non si potrà più dire: Costei è Gezabele!”».