SCRUTATIO

Giovedi, 9 luglio 2026 - Santa Veronica Giuliani ( Letture di oggi)

Vangelo secondo Matteo 18


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Il più grande nel regno dei cieli

1In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Chi, dunque, è il più grande nel regno dei cieli?»2È Gesù, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro3e disse: «In verità vi dico: se non vi cambiate e diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.4Il più grande nel regno dei cieli è chi si fa piccolo come questo bambino;5e chi accoglie nel mio nome un bambino come questo, accoglie me.

Lo scandalo

6Ma chiunque scandalizza uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui se gli appendessero al collo una macina d’asino e lo precipitassero nel profondo del mare.7Guai al mondo a causa degli scandali! È inevitabile che avvengano scandali; ma guai all’uomo per mezzo del quale lo scandalo viene!8Se, dunque, la tua mano o il tuo piede ti è occasione di peccato, mozzalo e gettalo lontano da te; è meglio per te entrar nella vita monco o zoppo che esser gettato con due mani e due piedi nel fuoco eterno.9E se il tuo occhio ti è occasione di peccato, strappalo e gettalo lontano da te; è meglio per te entrare nella vita con un solo occhio che esser gettato con due occhi nella Geenna del fuoco.10Guardate di non disprezzare uno di questi piccoli, perché vi dico: i loro angeli nei cieli contemplano incessantemente il volto del Padre vostro che è nei cieli.11Il Figlio dell’uomo è venuto, infatti, a salvare ciò che era perduto.

La pecorella smarrita

12Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e una di esse si smarrisce, non lascerà le altre novantanove sui monti per andare a cercare la smarrita?13E se gli accade di trovarla, in verità vi dico, ne godrà più che per le altre novantanove che non si erano smarrite.14Così, è volontà del Padre vostro che è nei cieli che nessuno di questi piccoli vada perduto.

Correzione fraterna

15Se il tuo fratello pecca contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo; se ti, ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello,16se, invece, non ti ascolta, prendi ancora con te una o due persone, affinché la cosa sia regolata sulla parola di due o tre testimoni.17Se rifiuta di ‘ascoltarli, dillo alla Chiesa; se poi non vuole ascoltare nemmeno la Chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano.18In verità vi dico: tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

La preghiera in comune

19Inoltre, vi dico in verità: se due di voi sulla terra si mettono d’accordo per domandare qualunque cosa, sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.20Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro».

Il perdono senza limiti. Parabola del servo spietato

21Allora Pietro, avvicinatosi, gli disse: «Signore, se il mio fratello pecca contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?»22E gli dice Gesù: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.23Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.24Cominciato il rendiconto, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.25Non avendo, però, quello di che restituire, il signore ordinò di venderlo con la moglie, i figli e tutto quanto possedeva per saldare il debito.26Ma il servo gli si gettò ai piedi e gli si prostrava dicendo: “Signore, sii paziente con me e ti restituirò tutto!”.27Impietositosi, il signore di quel servo lo lasciò andare e gli condonò il debito.28Uscendo fuori, quel servo si imbatté in uno dei suoi compagni di servizio che gli doveva cento denari, e afferratolo per la gola lo soffocava dicendo: “Restituisci quel che devi”.29Ma il compagno: cadendogli ai piedi, lo supplicava dicendo: “Sii paziente con me e restituirò!”.30Ma quello rifiutò e andò a farlo gettare in prigione, finché non avesse restituito quanto doveva.31Ora, gli altri compagni, visto ciò che era accaduto, ne furono profondamente addolorati e riferirono per filo e per segno al loro signore tutto ciò che era accaduto.32Allora il signore se lo fece chiamare e gli disse: “Servo malvagio; ti ho condonato tutto quel debito perché mi ti sei raccomandato;33non dovevi, a tua volta aver pietà del tuo compagno come io avevo avuto pietà di te?”34E sdegnato, il signore lo consegnò agli aguzzini finché avesse restituito tutto ciò che gli doveva.35Così vi tratterà anche il Padre mio celeste se ognuno non perdona dal cuore al suo fratello».