SCRUTATIO

Domenica, 12 luglio 2026 - Santa Veronica ( Letture di oggi)

Geremia 38


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È gettato in una cisterna

1Shefatia figlio di Matan, Godolia figlio di Pashkhur, Juchal figlio di Shelemia e Pashkhur figlio di Malchia udirono le parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo:2«Così dice Jahvè: “Chi rimane in questa città morirà di spada, di fame e di peste, mentre chi passerà ai Caldei vivrà; avrà la vita come bottino e vivrà”.3Poiché così dice Jahvè: “Certamente uesta città sarà consegnata in mano all’esercito del re di Babilonia, il quale la prenderà”.4I capi allora dissero al re: «Si uccida quest'uomo, perché egli snerva le mani dei guerrieri che sono rimasti in questa città e le mani di tutto il popolo col dire loro simili parole poiché quest'uomo non cerca il benessere di questo popolo, ma il suo male».5Il re Sedecia rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani!», poiché il re non poteva nulla contro di loro.6Essi presero Geremia e lo gettarono nella cisterna di Malchia, figlio del re, la quale si trovava nell’atrio della prigione. Calarono Geremia con corde. Nella cisterna non c’era acqua, ma fango; Geremia, perciò, affondò nel fango.

Dalla cisterna alla prigione

7Ebed-Melech il Chushita, eunuco nella reggia, seppe che Geremia era stato messo nella cisterna. Ora, stando il re alla porta di Beniamin,8Ebed-Melech uscì dalla reggia e parlò al re:9«O mio signore re, quegli uomini hanno agio male in tutto ciò che hanno fatto al profeta Geremia, che hanno gettato nella cisterna. Egli morirà di fame sul posto perché non c’è più pane nella città».10Allora il re comandò a Ebed-Melech il Chushita: «Prenditi di ali tre uomini e fa’ uscire il profeta Geremia dalla cisterna primi che muoia».11Ebed-Melech prese con sé gli uomini, andò nella reggia, nel guardaroba e, presi di là alcuni cenci e stracci, li gettò a Geremia nella cisterna con corde.12Ebed-Melech disse a Geremia: «Orsù, poniti cenci e stracci alle ascelle, sotto le corde». Geremia eseguì.13Estrassero, quindi, Geremia con le corde, facendolo uscire dalla cisterna. Geremia rimase nell’atrio della prigione.

Ancora un colloquio col re

14Il re Sedecia mandò a prendere il profeta Geremia e lo convocò al terzo ingresso del tempio di Jahvè. Il re disse a Geremia: «Ti domando una cosa; non nascondermi nulla!»15Geremia rispose a Sedecia: «Anche se te lo paleso, non mi farai forse morire? Se ti do un consiglio, non mi darai ascolto».16Allora il re Sedecia giurò in segreto a Geremia: «Per la vita di Jahvè che ci ha dato questa vita, non ti farò morire né ti consegnerò agli uomini che attentano alla tua vita!»17Geremia disse a Sedecia: «Così dice Jahvè, Dio degli eserciti, Dio di Israele: “Se uscirai incontro ai capi del re di Babilonia avrai salva la vita e questa città non sarà data alle fiamme; tu e la tua famiglia vivrete;18se, invece, non uscirai incontro ai capi del re di Babilonia, questa città sarà consegnata in mano ai Caldei, i quali la daranno alle fiamme e tu non scamperai dalle loro mani”».19Il re Sedecia rispose a Geremia: «Sono preoccupato per i Giudei che sono passati ai Caldei; temo di essere consegnato nella loro mano e che essi si sfoghino su di me».20Ma Geremia soggiunse: «Non ti consegneranno! Orsù! ascolta la voce di Jahvè riguardo a ciò che ti dico; sarà per il tuo bene e tu vivrai;21se, invece, rifiuti di uscire, questa è la scena che Jahvè mi ha rivelato:22Ecco tutte le donne che erano rimaste nella casa del re di Giuda, condotte ai capi del re di Babilonia, esclamano: “Ti hanno sedotto, sono prevalsi su di te gli uomini di tua fiducia. I tuoi piedi si sono affondati nella melma, mentre essi si voltarono indietro”.23Tutte le donne e tutti i tuoi figli saranno fatti uscire incontro ai Caldei e tu non sfuggirai alle loro mani, poiché sarai preso dalla mano del re e questa città sarà data alle fiamme».24Sedecia disse a Geremia: «Nessuno sappia di questi discorsi e tu non morirai.25Se i capi udranno che ho parlato con te e verranno da te e ti domanderanno: “Riferiscici quanto hai detto al re; non nasconderci nulla, altrimenti ti uccideremo; il re, che cosa ti ha detto?”.26Tu risponderai loro: “Ho presentato la mia supplica al re perché non mi mandasse di nuovo nella casa di Jonatan a morire”».27Ora tutti i capi vennero da Geremia e lo interrogarono; egli rispose precisamente come il re gli aveva ordinato, così che lo lasciarono tranquillo, poiché la conversazione non era stata ascoltata.28Pertanto, Geremia rimase nell’atrio della prigione finché Gerusalemme non fu presa.