SCRUTATIO

Giovedi, 9 luglio 2026 - Santa Veronica Giuliani ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 11


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BIBBIA CEI 2008Sacra Bibbia Garofalo
1 Il re d’Egitto raccolse forze numerose come la sabbia che è lungo il lido del mare e molte navi, cercando d’impadronirsi con inganno del regno di Alessandro per annetterlo al proprio regno.1 Intanto il re dell’Egitto radunò forze numerose come la sabbia sulla spiaggia del mare e molte navi e cercò di impadronirsi con inganno del regno di Alessandro e di aggiungerlo al suo regno.
2 Venne in Siria con dimostrazioni pacifiche, e tutte le città gli aprivano le porte e gli andavano incontro, perché era ordine del re Alessandro di andargli incontro, essendo suo suocero.2 Egli si recò in Siria proclamando intenzioni pacifiche. Perciò gli abitanti delle varie città gli aprirono le porte e gli andarono incontro, perché Alessandro aveva ordinato che gli andassero incontro, poiché era suo suocero.
3 Ma quando Tolomeo entrava nelle città, stabiliva in ognuna di esse le sue truppe di guarnigione.3 Ma appena entrato nelle città; Tolomeo poneva forze di presidio in ogni città.
4 Quando giunse ad Azoto, gli mostrarono il tempio di Dagon bruciato e Azoto e i villaggi intorno distrutti, i cadaveri buttati qua e là e quelli carbonizzati, che Giònata aveva bruciato nella guerra: li avevano appunto accumulati lungo il suo percorso.4 Quando giunse in Azoto, gli mostrarono il tempio di Dagon incendiato, Azoto e i suoi dintorni distrutti, i cadaveri sparsi qua e là e i resti di coloro che Gionata aveva fatto bruciare durante la guerra; i cittadini li avevano ammucchiati lungo il percorso del re.
5 Raccontarono al re quanto aveva fatto Giònata, per metterlo in cattiva luce, ma il re tacque.5 Raccontarono al re quanto aveva fatto Gionata per metterlo in cattiva luce; il re tacque.
6 Giònata andò incontro al re a Giaffa con sfarzo e si salutarono scambievolmente e vi passarono la notte.6 Gionata, allora, andò incontro al re a Giaffa con sfarzo. Essi si salutarono scambievolmente e vi passarono la notte.
7 Giònata accompagnò poi il re fino al fiume chiamato Elèutero e fece ritorno a Gerusalemme.7 Quindi Gionata, accompagnato il re fino al fiume chiamato Eleutero, fece ritorno a Gerusalemme.
8 Il re Tolomeo si impadronì di tutte le città della costa fino a Selèucia marittima e covava piani iniqui riguardo ad Alessandro.8 Il re Tolomeo si impadronì delle città costiere fino a Seleucia marittima. Egli macchinava cattivi propositi contro Alessandro.
9 Mandò ambasciatori a dire al re Demetrio: «Su, concludiamo un’alleanza fra noi: io ti darò mia figlia che Alessandro ha in moglie, e regnerai nel regno di tuo padre.9 Perciò mandò messaggeri al re Demetrio, dicendogli: «Vieni, stringiamo alleanza fra di noi. A te darò mia figlia, che ora ha Alessandro, e tu regnerai nel regno di tuo padre.
10 Mi sono pentito di avergli dato mia figlia, perché ha cercato di uccidermi».10 lo, infatti, mi pento di avergli dato mia figlia, perché egli ha tentato di uccidermi».
11 In realtà lo calunniava, perché egli aspirava al suo regno.11 Così lo mise in cattiva luce, perché egli aspirava al suo regno.
12 Quindi, toltagli la figlia, la diede a Demetrio e cambiò atteggiamento verso Alessandro e così divenne manifesta la loro inimicizia.12 Pertanto, toltagli la figlia, la diede allo stesso Demetrio. In questa maniera egli si separò da Alessandro, così che la loro inimicizia divenne palese.
13 Tolomeo entrò in Antiòchia e cinse la corona dell’Asia; si pose in capo due corone, quella dell’Egitto e quella dell’Asia.13 Entrato in Antiochia, Tolomeo cinse la corona dell’Asia riunendo sul suo capo due corone, quella dell’Egitto e quella dell’Asia.
14 Il re Alessandro in quel frattempo era in Cilicia, perché si erano sollevati gli abitanti di quelle province.14 Il re Alessandro in quel tempo si trovava in Cilicia, perché gli si erano ribellati gli abitanti di quella regione.
15 Appena seppe la cosa, Alessandro venne contro di lui per combatterlo. Tolomeo condusse l’esercito contro di lui, gli andò incontro con forze ingenti e lo sconfisse.15 Alessandro fu informato e avanzò contro quello per attaccare battaglia. Tolomeo da parte sua gli uscì incontro con un potente esercito e lo mise in fuga.
16 Alessandro fuggì in Arabia per trovarvi scampo e il re Tolomeo trionfò.16 Alessandro fuggì in Arabia per mettersi al sicuro, mentre Tolomeo trionfava.
17 L’arabo Zabdièl tagliò la testa ad Alessandro e la mandò a Tolomeo.17 L’arabo Zabdiel tagliò la testa di Alessandro e la mandò a Tolomeo.
18 Ma anche il re Tolomeo morì al terzo giorno, e coloro che si trovavano nelle sue fortezze furono sopraffatti da quelli che già erano di stanza nelle fortezze.18 Ma, tre giorni dopo, morì anche il re Tolomeo e i suoi che presidiavano le fortezze furono uccisi dagli avversari, che erano pure nelle fortezze.
19 Così Demetrio divenne re nell’anno centosessantasette.
19 Così Demetrio ottenne il regno l’anno 167.
20 In quei giorni Giònata radunò gli uomini della Giudea per espugnare la Cittadella di Gerusalemme e allestì molte macchine contro di essa.20 In quei giorni, Gionata radunò gli uomini della Giudea per assalire l’Acra di Gerusalemme. A tale scopo costruì contro di essa molte macchine.
21 Allora alcuni nemici del popolo, uomini iniqui, che odiavano la propria gente, corsero dal re ad annunciare che Giònata assediava la Cittadella.21 Subito, però, andarono dal re alcuni iniqui, che odiavano la propria nazione, e gli riferirono che Gionata assediava l’Acra.
22 Sentendo la cosa, quegli si adirò; quando ne ebbe conferma, si mise subito in viaggio, venne a Tolemàide e scrisse a Giònata di sospendere l’assedio e di andargli incontro a Tolemàide al più presto per un colloquio.22 Nell’udire ciò il re rimase sdegnato e, informatosi bene, si mise in cammino raggiungendo Tolemaide, donde scrisse a Gionata di togliere l’assedio e di andargli incontro al più presto, a Tolemaide, per un abboccamento.
23 Quando Giònata ricevette il messaggio, ordinò di continuare l’assedio e, scelti alcuni anziani e sacerdoti, decise di esporre se stesso al pericolo;23 Come Gionata lo venne a sapere, ordinò di continuare l’assedio; quindi scelse per compagni alcuni anziani di Israele e alcuni sacerdoti e si espose al pericolo.
24 prese con sé argento e oro, vesti e molti altri doni, e si recò dal re a Tolemàide e trovò favore presso di lui.24 Portando con sé argento, oro, vesti preziose e molti altri donativi, si presentò al re, a Tolemaide. Ivi trovò favore al suo cospetto.
25 C’erano però alcuni rinnegati del suo popolo a deporre contro di lui,25 Taluni rinnegati della sua nazione lo accusarono.
26 ma il re lo trattò come lo avevano trattato i suoi predecessori e lo esaltò davanti a tutti i suoi amici,26 Ma il re lo trattò come lo avevano trattato i suoi predecessori, esaltandolo in presenza a tutti i suoi amici.
27 lo confermò nella dignità di sommo sacerdote e in tutti gli onori che aveva prima e stabilì che fosse annoverato tra i primi suoi amici.27 Gli confermò il sommo sacerdozio e tutti gli altri privilegi che aveva prima e gli assegnò il primo posto fra i suoi principali amici.
28 Giònata poi chiese che il re dichiarasse la Giudea esente dai tributi, insieme alle tre toparchie e alla Samaria, e gli promise trecento talenti.28 Gionata pregò il re che esonerasse dal tributo la Giudea, le tre toparchie della Samaria, promettendogli trecento talenti.
29 Il re acconsentì e scrisse a Giònata, a proposito di tutto questo, lettere del seguente tenore:
29 Il re accondiscese e scrisse a Gionata una lettera riguardo a tutte queste cose nei seguenti termini:
30 «Il re Demetrio al fratello Giònata e alla nazione dei Giudei, salute!30 «Il re Demetrio al fratello Gionata e a tutta la nazione dei Giudei salute.
31 Rimettiamo anche a voi copia della lettera che abbiamo scritto a Làstene, nostro parente, intorno a voi, perché ne prendiate conoscenza.31 Mandiamo anche a voi, affinché ne prendiate visione, la copia della lettera che abbiamo scritta a vostro riguardo al nostro parente Lastene.
32 “Re Demetrio a Làstene, suo padre, salute!32 “Il re Demetrio a suo padre Lastene salute.
33 Abbiamo deciso di beneficare la nazione dei Giudei, nostri amici e rispettosi dei nostri diritti, per la loro benevolenza nei nostri riguardi.33 Abbiamo deciso di beneficare la nazione dei Giudei che è nostra amica e fedele agli obblighi verso di noi, a causa dei suoi sentimenti a nostro riguardo.
34 Abbiamo assegnato loro il territorio della Giudea e i tre distretti di Afèrema, Lod e Ramatàim; restano trasferiti dalla Samaria alla Giudea con le loro dipendenze in favore di quanti offrono sacrifici a Gerusalemme, in compenso dei diritti che il re prelevava in passato ogni anno da loro sui frutti della terra e degli alberi.34 Decretiamo, perciò, che tutto il territorio della Giudea, i tre distretti di Afairema, di Lidda e di Ratamim, trasferiti dalla Samaria alla Giudea, siano in loro possesso insieme con le dipendenze. A tutti coloro che offrono sacrifici a Gerusalemme condoniamo le regalie, che prima il re riceveva da essi ogni anno, i frutti della terra e degli alberi;
35 D’ora innanzi tutte le altre nostre competenze delle decime e delle tasse a noi dovute e le saline e le corone a noi spettanti, tutto condoniamo loro.35 così pure tutto il resto, che ci spettava, delle decime e dei tributi a noi dovuti, le saline e le corone obbligatorie, d’ora innanzi condoniamo tutto quanto.
36 Nessuna di queste disposizioni sarà mai revocata da oggi e per sempre.36 Nessuno di questi privilegi sarà revocato né adesso né mai.
37 Sia dunque vostra cura preparare una copia della presente e rimetterla a Giònata, perché sia esposta sul monte santo in luogo visibile”».
37 Ora, perciò, procurate di fare una copia di tutto questo, la quale sia consegnata a Gionata e riposta nel monte santo, in un luogo visibile”».
38 Il re Demetrio, vedendo che il paese rimaneva tranquillo sotto di lui e nessuno gli faceva resistenza, congedò tutte le sue truppe perché ognuno tornasse a casa sua, eccetto le forze straniere che aveva assoldate dalle isole dei pagani. Allora gli si inimicarono tutte le milizie dei suoi padri.38 Vedendo allora Demetrio che il paese era pacificato e che nulla gli resisteva, sciolse tutto l’esercito rimandando ciascuno alla sua casa, eccettuate le milizie straniere che aveva assoldato nelle isole dei Gentili. Perciò tutti i soldati dei suoi antenati gli divennero ostili.
39 Trifone, che prima stava con quelli di Alessandro, come vide che tutte le milizie mormoravano contro Demetrio, andò presso l’arabo Imalcuè, che allevava il piccolo Antioco, figlio di Alessandro,39 Ora Trifone, già partigiano di Alessandro, vedendo che tutto l’esercito mormorava contro Demetrio, si recò presso Imalcue l’Arabo, che allevava il fanciullo Antioco, figlio di Alessandro.
40 e insisteva perché glielo cedesse per farlo regnare al posto di suo padre. Gli riferì quanto aveva detto Demetrio e l’ostilità che avevano per lui i soldati e rimase là molti giorni.40 Egli insistette perché glielo consegnasse per farlo regnare al posto di suo padre. Gli riferì anche le varie disposizioni di Demetrio e l’inimicizia dei suoi soldati. Egli rimase là molti giorni.
41 Giònata intanto mandò a chiedere al re Demetrio che richiamasse da Gerusalemme gli occupanti della Cittadella e quelli delle altre fortezze, perché erano sempre in lotta con Israele.41 Intanto Gionata mandò a dire al re Demetrio di allontanare il presidio dell’Acra da Gerusalemme e quanti si trovavano nelle fortezze. Costoro, infatti, facevano guerra a Israele.
42 Demetrio fece rispondere a Giònata: «Non solo questo farò per te e per la tua nazione, ma colmerò te e la tua nazione di onori appena ne avrò l’opportunità.42 Demetrio mandò a Gionata questa risposta: «Non solo farò ciò per te € per la tua nazione, ma onorerò con ogni onore te è la tua gente, quando ne avrò occasione.
43 Ora però farai bene a inviarmi uomini che combattano con me, perché si sono ritirate le mie truppe».43 Ora, pertanto; faresti bene a inviarmi uomini che combattano con me, per- chè si sono allontanate tutte le mie truppe».
44 Giònata gli inviò ad Antiòchia tremila uomini tra i più forti; essi si recarono presso il re e il re si rallegrò della loro venuta.44 Gionata gli mandò ad Antiochia tremila uomini forti e valenti. Costoro si presentarono al re che si rallegrò del loro arrivo.
45 I cittadini si radunarono al centro della città in numero di circa centoventimila e volevano eliminare il re.45 Ora quelli della città si radunarono in numero di circa centoventimila nel centro della città con l’intenzione di uccidere il re.
46 Il re si rifugiò nel palazzo, i cittadini occuparono le vie della città e incominciarono a combattere.46 Il re si rifugiò nella reggia, mentre i cittadini occupavano tutte le vie della città e incominciavano a combattere.
47 Il re chiamò in aiuto i Giudei, i quali accorsero tutti presso di lui, poi si sparsero per la città e ne uccisero in quel giorno circa centomila;47 Il re chiamò in aiuto i Giudei che, radunatisi vicino a lui, si sparsero per la città uccidendo in quel giorno in città circa centomila persone.
48 quindi incendiarono la città, fecero in quel giorno gran bottino e salvarono il re.48 Essi diedero alle fiamme la città prendendo molte spoglie in quel giorno; così salvarono il re.
49 I cittadini videro che i Giudei si erano impadroniti della città a loro piacere, si persero d’animo e gridarono al re con voce supplichevole:49 Ora, quando i cittadini videro che i Giudei spadroneggiavano nella città come volevano, si persero d’animo e ricorsero supplichevoli al re dicendo:
50 «Dacci la mano destra e desistano i Giudei dal combattere noi e la città».50 «Stendici la destra e cessino i Giudei dal combattere contro noi e la città».
51 Gettarono le armi e fecero la pace. Così i Giudei si coprirono di gloria davanti al re e presso quanti erano nel suo regno, e fecero ritorno a Gerusalemme portando grande bottino.51 Essi gettarono a terra le armi e fecero la pace. Pertanto i Giudei crebbero di stima innanzi al re e innanzi a quelli del regno, divennero famosi in tutto il regno e tornarono a Gerusalemme, carichi di bottino.
52 Demetrio rimase sul trono del suo regno, e il paese rimase tranquillo sotto di lui.52 Il re Demetrio sedette sul trono del suo regno e il paese visse in pace davanti a lui.
53 Ma rinnegò quanto aveva detto, cambiò rapporti con Giònata e non corrispose alla benevolenza che gli aveva dimostrata e lo fece soffrire molto.
53 Ma egli rinnegò quanto aveva promesso, si comportò da estraneo con Gionata e non ricompensò la benevolenza che gli aveva dimostrato; anzi incominciò a compiere molte vessazioni.
54 Dopo questi fatti, Trifone ritornò con Antioco ancora adolescente, il quale cominciò a regnare e cinse la corona.54 Dopo tali fatti, Trifone tornò: era con lui il giovanetto Antioco. Questi divenne re e si cinse la corona.
55 Si raccolsero presso di lui tutte le milizie che Demetrio aveva congedato; combatterono contro costui, il quale fuggì e rimase sconfitto.55 A lui aderirono tutti i soldati che Demetrio aveva mandato alla malora; essi combatterono contro costui e questi fuggì e fu messo in rotta.
56 Trifone catturò gli elefanti e si impadronì di Antiòchia.56 Trifone catturò gli elefanti e si impadronì di Antiochia.
57 Allora il giovane Antioco scrisse a Giònata: «Ti confermo il sommo sacerdozio, ti faccio capo dei quattro distretti e ti concedo di essere tra gli amici del re».57 Allora il giovane Antioco scrisse a Gionata: «Ti confermo il sommo sacerdozio e ti pongo a capo dei quattro distretti; tu sarai uno degli amici del re».
58 Gli inviò vasi d’oro e un servizio da tavola, con la facoltà di bere in vasi d’oro, di vestire la porpora e portare la fibbia d’oro.58 Gli mandò vasellame d’oro e un servizio da tavola per suo uso e gli diede la facoltà di bere in vasi d’oro, di indossare la porpora e di portare una fibbia d’oro.
59 Nominò anche Simone, suo fratello, comandante dalla Scala di Tiro fino ai confini dell’Egitto.59 Inoltre egli costituì Simone, fratello di lui, stratega della regione dalla Scala dei Tiri ai confini dell’Egitto.
60 Giònata poi si diede a percorrere la regione dell’Oltrefiume e le varie città e accorse a lui, come alleato, tutto l’esercito della Siria. Andò ad Àscalon e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio.60 Ora Gionata cominciò a percorrere la regione oltre il fiume e le varie città; a lui si unì in aiuto tutto l’esercito della Siria. Giunse Ascalon, dove quelli della città gli andarono ad contro con segni di onore.
61 Di là passò a Gaza, ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d’assedio e incendiò i sobborghi e li saccheggiò.61 Di qui andò a Gaza; quelli di Gaza, però, gli chiusero le porte. Perciò, posto l’assedio, egli ne incendiò i sobborghi, dopo averli saccheggiati.
62 Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a Damasco.62 Allora quelli Gaza pregarono Gionata ed egli fece la pace di loro. Prese i figli dei loro capi in ostaggio e li mandò a Gerusalemme. Poi procedette per la regione fino a Damasco.
63 Giònata venne a sapere che i capi di Demetrio si trovavano presso Kedes di Galilea con un numeroso esercito, con l’intenzione di distoglierlo dall’impresa.63 Gionata, saputo che i capi di Demetrio e numeroso esercito erano a Kades di Galilea con Pidea di fargli abbandonare l’impresa,
64 Egli si mosse contro di loro, lasciando il fratello Simone nel paese.64 andò loro incontro lasciando suo fratello Simone nel paese.
65 Simone si accampò contro Bet-Sur e l’assalì per molti giorni assediandola.65 Simone, intanto, si accampò a Bet-Zur che assalì per più giorni circondandola,
66 Allora supplicarono che desse loro la destra ed egli la diede, ma li fece sloggiare di là, occupò la città e vi pose una guarnigione.66 Gli abitanti gli chiesero di trattare la pace. Egli la concesse loro; però li cacciò dalla città che occupò e affidò a una guarnigione.
67 Giònata, a sua volta, e il suo esercito si erano accampati presso il lago di Gennèsaret e raggiunsero di buon mattino la pianura di Asor.67 Gionata con l’esercito, intanto, dopo essersi accampato presso il lago di Genezaret, prima del giorno avanzava verso la pianura di Azor.
68 Ed ecco l’esercito degli stranieri avanzare contro di lui nella pianura, dopo aver disposto un’imboscata contro di lui sui monti. Essi avanzavano di fronte,68 Ed ecco l’esercito degli stranieri gli andò incontro nella pianura dopo aver posto insidie sui monti. Mentre quelli lo assalivano di fronte,
69 quando quelli che erano appostati sbucarono dalle loro posizioni e attaccarono battaglia.69 coloro che erano in agguato sbucarono fuori dai nascondigli e attaccarono battaglia.
70 Tutti gli uomini di Giònata fuggirono, nessuno di loro rimase, se non Mattatia, figlio di Assalonne, e Giuda, figlio di Calfì, comandanti di contingenti dell’esercito.70 Tutti quelli di Gionata fuggirono; non ne rimase nessuno, eccettuato Mattatia, figlio di Assalonne, e Giuda, figlio di Calf, tutti e due capi dell’esercito.
71 Allora Giònata si stracciò le vesti, si cosparse il capo di polvere e si prostrò a pregare.71 Gionata allora sì stracciò le vesti, si cosparse il capo di polvere e pregò.
72 Poi ritornò a combattere contro di loro, li sconfisse e li costrinse alla fuga.72 Poi tornò in battaglia con i nemici, li sconfisse e li obbligò alla fuga.
73 I suoi che erano fuggiti, quando videro ciò, ritornarono a lui e con lui si diedero all’inseguimento fino a Kedes, dov’era il loro accampamento, e là anche loro si accamparono.73 Vedendolo, i suoi che erano fuggiti ritornarono da lui e inseguirono con lui i nemici fino a Kades, fino al loro accampamento. Ivi si fermarono.
74 Gli stranieri caduti in quel giorno furono circa tremila. Giònata tornò poi a Gerusalemme.74 In quel giorno caddero circa tremila uomini degli stranieri. Gionata poi fece ritorno a Gerusalemme.