SCRUTATIO

Martedi, 23 giugno 2026 - San Giuseppe Cafasso ( Letture di oggi)

Prima lettera ai Corinzi 9


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Difesa dei diritti dell’apostolo

1Non sono io libero? Non sono apostolo? Non ho forse veduto Gesù, Signore nostro? Non siete voi l’opera mia nel Signore?2Se per altri non sono apostolo, ebbene lo sono certamente per voi, chè sigillo del mio apostolato siete voi, nel Signore.3Ecco la mia difesa di fronte a coloro che mi criticano.4Forse che non avremmo diritto di mangiare e bere?5Non avremmo forse diritto di condurre con noi nei viaggi una donna cristiana, appunto come gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?6Oppure, soltanto io e Barnaba non avremmo la facoltà di astenerci dal lavoro manuale?7Chi mai fa il servizio militare a proprie spese? chi pianta una vigna senza mangiarne il frutto? o chi pascola un gregge senza nutrirsi del latte del gregge?8Parlo io forse a questo modo secondo criteri umani, o non dice altrettanto anche la Legge?9Nella Legge di Mosè, infatti, sta scritto: Non mettere la museruola al bue che trebbia. Si dà forse Iddio pensiero dei buoi?10O non lo dice sicuramente per noi? Certo, fu scritto per noi. È con la speranza d’avere la sua parte che l’aratore deve arare la terra e il trebiatore trebbiare il grano.11Se abbiamo seminato per voi beni spirituali, sarà troppo per noi raccogliere dei vostri beni materiali.12Se altri godono di questo diritto sopra di voi, non lo dovremmo godere maggiormente noi? Eppure, noi non abbiamo usato di questo diritto, ma sopportiamo tutto, per non porre alcun ostacolo all’evangelo di Cristo.13Non sapete che quelli che compiono le funzioni sacre vivono dei proventi del tempio, e quelli che prestano servizio all’altare hanno parte ciò che si offre sull’altare?14Allo stesso modo, anche il Signore ha ordinato a coloro che annunciano l’evangelo, di vivere dell’evangelo.15Tuttavia, io non mi sono avvalso di nessuno di questi diritti. Nè vi scrivo queste righe per esigerli per me, preferirei morire piuttosto che... No, nessuno mi potrà privare di questo titolo di gloria.16Infatti, se io annuncio l’evangelo, questo non è per me motivo di vanto. È piuttosto una necessità che mi si impone e guai a me se non predicassi l’evangelo!17Sì, facendolo di mia propria iniziativa, meriterei una ricompensa; ma se lo faccio non spontaneamente, si tratta di un incarico che mi è stato confidato.18Perchè, dunque, mi spetta una ricompensa? Perchè evangelizzando ofiro l’evangelo gratuitamente, sì da non valermi appieno dei diritti che l’evangelo mi concede.19Infatti, benchè fossi libero rispetto a tutti, mi son fatto schiavo di tutti, per guadagnarne il maggior numero.20Mi son fatto come Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; mi son fatto come un soggetto alla legge con coloro che sono soggetti alla legge, quantunque io non fossi sotto la legge, al fine di guadagnare quelli che sono soggetti alla legge;21con quelli che non hanno la legge, mi son fatto come uno senza legge, — sebbene io non sia senza la legge di Dio, ma possieda la legge di Cristo —, con l’intento di guadagnare quelli che non hanno la legge.22Mi sono fatto come debole con i deboli, per guadagnare i deboli. Insomma mi son fatto tutto a tutti, per salvarne ad ogni costo alcuni.23E tutto questo io faccio per l’evangelo, per essere insieme con gli altri partecipe delle Sue promesse,24Non sapete che quelli che fanno le corse nello stadio, corrono sì tutti, ma uno solo riporta il premio? Correte dunque in modo da riportarlo.25Ma quelli che partecipano alla gara s’impongono ogni sorta di privazioni: essi, per ottenere una corona corruttibile, noi invece per una incorruttibile.26E appunto così io corro, non come alla cieca; così io faccio il pugilato, non battendo colpi in aria;27ma pesto il mio corpo e lo meno schiavo, per timore che, dopo aver predicato agli altri, io non finisca reprobo.