SCRUTATIO

Martedi, 23 giugno 2026 - San Giuseppe Cafasso ( Letture di oggi)

Prima lettera ai Corinzi 13


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Il cantico della carità

1Anzi io voglio mostrarvi una via ancora più eccellente. Qualora io parlassi le lingue degli uomini è degli angeli, se non ho la carità, sono un bronzo risonante o un cembalo squillante.2E qualora avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e se avessi tutta la fede al punto da trasportare le montagne, se non ho la carità, nulla son io.3E se distribuissi, per sfamare i poveri, tutti i miei beni, anzi se donassi il mio corpo al fuoco, se non ho la carità, a nulla mi serve.4La carità è paziente, la carità è benigna, non porta invidia; la carità non si vanta, non si gonfia d’orgoglio,5nulla fa di sconveniente, non cerca il suo interesse, non si irrita, non serba rancore per il male,6non gode dell’ingiustizia, ma si rallegra del trionfo della verità;7tollera tutto, crede tutto, spera tutto, tutto sopporta.8La carità non verrà mai meno. Invece, se son le profezie, svaniranno; se è il dono delle lingue, cesserà; se è la scienza, diverrà inutile.9Poichè possediamo la scienza e abbiamo la profezia in modo ben imperfetto,10e quando verrà ciò che è perfetto, l’imperfetto sparirà.11Quando ero bambino, parlavo da bambino, e da bambino pensavo e ragionavo; ma dacchè son diventato uomo, mi son disfatto di ciò che era infantile.12Ebbene noi vediamo ora come in uno specchio, in un’ombra; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso io conosco imperfettamente; ma allora conoscerò appieno, come sono conosciuto.13Al presente rimangono quindi queste tre cose: la fede, la speranza, la carità; ma tra queste la più grande è la carità.