SCRUTATIO

Martedi, 23 giugno 2026 - San Giuseppe Cafasso ( Letture di oggi)

Prima lettera ai Corinzi 8


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Gli idolotiti

1Per quanto riguarda le carni immolate agli idoli, sappiamo tutti di averne una scienza. Ma la scienza gonfia di orgoglio, mentre solo la carità edifica.2Se uno si crede di sapere qualche cosa, ancora non sa come è necessario sapere.3Chi invece ama Iddio, questi è da lui conosciuto.4Dunque, riguardo al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo che nel mondo non esiste in realtà alcun idolo e che non v'è nessun Dio, fuori del Dio unico.5Infatti, quantunque vi siano dei cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra — si pretende appunto che vi siano molti «dèi» e molti « signori » —6tuttavia per noi uno solo è Dio, il Padre, dal quale ha origine tutto e al quale noi siamo ordinati, e uno solo è il Signore, Gesù Cristo, mediante il quale tutto esiste e per mezzo del quale noi pure siamo.7Ma non tutti possiedono questa scienza. Taluni, familiarizzati finora col culto degli idoli mangiano come se la carne fosse un vero sacrificio, e la loro coscienza, debole com’è, ne resta macchiata.8Ora non sarà certo un alimento che ci raccomanderà presso Dio! Se non ne mangiamo, non ci perdiamo nulla; e se ne mangiamo, non abbiamo niente di più.9Badate, però, che questo vostro uso della libertà non sia forse per i deboli occasione di caduta.10Se, infatti, qualcuno vede te, che possiedi la scienza, assiso amensa in un tempio di idoli, la sua coscienza, di lui che è un debole, non sarà mossa dal tuo esempio a mangiare a sua volta le carni immolate agli idoli?11È allora, per la tua scienza, il debole, questo fratello per il quale Cristo è morto, si perde!12Dunque, peccando contro i vostri fratelli e ferendo la loro coscienza, peccate contro Cristo,13Per questo, se un alimento dovesse muovere a peccato il mio fratello, io non mangerò carne in eterno, per non essere occasione di scandalo al mio fratello.