SCRUTATIO

Martedi, 2 giugno 2026 - Santi Marcellino e Pietro ( Letture di oggi)

Secondo libro delle Cronache 30


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA MARTINI
1 Ezechia inviò messaggeri per tutto Israele e Giuda; scrisse inoltre lettere a Efraim e a Manasse affinchè venissero al tempio di Jahve a Gerusalemme, per celebrare la Pasqua di Jahve, Dio di Israele.1 Quando ancora Ezechia per tutto Israele, e per tutto il paese di Giuda: e scrisse lettera a quelli di Ephraim, e a quelli di Manasse, invitandogli alla casa del Signore in Gerusalemme, per celebrare la Pasqua al Signore Dio d'Israele.
2 Il re, i suoi capi e tutta l’assemblea di Gerusalemme avevano deciso di festeggiare la Pasqua nel secondo mese,2 Conciossiachè, tenuto consiglio il re, e i magnati, e tutta la sinagoga di Gerusalemme, avean determinato di far la Pasqua il secondo mese.
3 perchè mn quel tempo non avevano potuto celebrarla i sacerdoti non si erano santificati in numero sufficiente e il popolo non aveva potuto radunarsi a Gerusalemme.3 Perocché non avean potuto farla a suo tempo, perchè non era ancora santificato un sufficiente numero di sacerdoti, e il popolo non aveva ancora potuto adunarsi in Gerusalemme.
4 La decisione sembrò giusta agli occhi del re e di tutta l’assemblea.4 E questa risoluzione piacque al re, e a tutta la moltitudine.
5 Perciò stabilirono che in tutto Israele, da Bersabea fino a Dan si spargesse la voce di venire a celebrare a Gerusalemme la Pasqua di Jahve Dio di Israele. Infatti da molto tempo non la celebravano come era prescritto.5 E risolverono di spedir nunzj per tutto Israele, da Bersabee fino a Dan, affinchè venissero a far la Pasqua al Signore Dio d'Israele in Gerusalemme: perocchè molti non l'aveano fatta, com'è prescritto dalla legge.
6 Allora i cursori percorsero tutto Israele e Giuda con le lettere da parte del re e dei suoi capi e, secondo il comando del re, annunciarono: «Figli di Israele, ritornate a Jahve Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, affinchè egli si rivolga a coloro che sono stati i superstiti, sfuggendo al potere dei re di Assiria.6 E partirono le staffette per ordine del re, e de' suoi grandi con lettere a tutto Israele, e a Giuda; nelle quali, secondo l'ordine del re, si diceva: Figliuoli d'Israele, tornate al Signore Dio d'Abramo, d'Isacco, e d'Israele: ed ei tornerà alle reliquie scampate dalle mani del re Assiro.
7 Non siate come i vostri padri e come i vostri fratelli che furono infedeli verso Jahve, Dio dei loro padri; perciò egli li ha resi oggetto di stupore, come voi stessi vedete.7 Non imitate i padri vostri, e i fratelli, i quali si allontanarono dal Signore Dio de' padri loro, il quale gli ha mandati in perdizione, come voi vedete.
8 Adesso non irrigidite la vostra cervice come i vostri padri; porgete la mano a Jahve e venite nel santuario che egli ha consacrato per sempre! Servite Jahve vostro Dio perchè allontani da voi la sua ira ardente!8 Non indurate le vostre cervici, come i padri vostri: ubbidite al Signore, e venite al suo Santuario santificato da lui in perpetuo: servite il Signore Dio de' padri vostri, e l'ira, e il furore di lui più non vi premerà.
9 Se infatti vi convertirete a Jahve, i vostri fratelli e i vostri figli troveranno misericordia al cospetto dei loro deportatori e potranno fare ritorno su questa terra. Jahve vostro Dio è buono e misericordioso; egli non allontanerà lo sguardo da voi, purchè ritorniate a lui ».9 Perocché se voi tornerete al Signore, i vostri fratelli, e i figliuoli troveranno misericordia nei loro padroni, che gli hanno condotti schiavi, ed ei torneranno in questo paese: conciossiachè pio, e clemente egli è il Signore Dio vostro, e vi vedrà di buon occhio, se a lui tornerete.
10 I cursori passarono di città in città, attraverso il territorio di Efraim e di Manasse fino a Zabulon, ma la gente li derideva e li canzonava.10 Andavan pertanto velocemente le staffette di città in città nel paese di Ephraim, e di Manasse, e fino a Zàbulon, facendone quelli delle risate, e delle beffe.
11 Solo alcuni uomini di Asher, di Manasse e di Zabulon si umiliarono e vennero a Gerusalemme.11 Con tutto ciò alcuni di quelli di Aser, e di Manasse, e di Zàbulon, abbracciando gli avvertimenti, vennero a Gerusalemme.
12 Anche in Giuda la mano di Jahve rese unanime il cuore nell’obbedire al comando del re e dei capi, secondo la prescrizione di Jahve.12 Ma quanto a Giuda, la mano del Signore operò in essi, dando loro un sol cuore per ubbidire alla intimazione del re, e dei principi, e alla parola del Signore.
13 Così si radunò a Gerusalemme una moltitudine di popolo per celebrare la festa degli Azzimi nel secondo mese; essa formava una folla veramente numerosa!13 E si adunarono molti popoli in Gerusalemme, per celebrare la solennità degli azzimi, il secondo mese.
14 Cominciarono a eliminare le stele che C'erano a Gerusalemme; eliminarono tutti gli altari dove si offrivano profumi e li gettarono nel torrente Cedron.14 E corsero a distruggere gli altari, che erano in Gerusalemme; e tutti i luoghi dove si bruciava incenso agl'idoli, li rovinarono, e gettaron (questi) nel torrente Cedron.
15 Poi immolarono la Pasqua il quattordici del secondo mese. I sacerdoti e i Leviti si erano vergognati, perciò si santificarono e portarono gli olocausti nel tempio di Jahve.15 E immolaron la Pasqua ai quattordici del secondo mese. È i sacerdoti, e i Leviti, i quali finalmente si erano santificati, offersero olocausti nella casa del Signore.
16 Fermi al loro posto, secondo il loro ufficio e la legge di Mosè uomo di Dio, i sacerdoti spruzzarono il sangue che prendevano dalle mani dei Leviti.16 E facevano le loro funzioni, se condo quel, che dispone la legge di Mosè uomo di Dio: e i sacerdoti ricevevano dalle mani de' Leviti il sangue da spandere.
17 C’erano poi molti tra la folla che non si erano santificati; perciò i Leviti provvidero loro stessi all’immolazione degli agnelli pasquali per tutti coloro che non erano puri così da poterli consacrare a Jahve.17 Perchè una gran moltitudine non erano santificati: e perciò i Leviti immolavan la Pasqua per quelli, che non eran venuti a tempo per santamente immolarla al Signore.
18 Di più, una gran parte della gente di Efraim, di Manasse, di Issachar e di Zabulon non si era santificata, avevano mangiato la Pasqua ma contro la prescrizione; Ezechia supplicò per loro esclamando: «Jahve, che è buono, perdoni18 E anche una gran parte del popolo di Ephraim, e di Manasse, e d'Issachar, e di Zàbulon, i quali non si erano purificati, mangiaron la Pasqua, non secondo quello, che sta scritto. Ed Ezechia fece orazione per essi, e disse: Il Signore, che è buono, avrà misericordia
19 chiunque ha disposto fermamente il cuore alla ricerca di Jahve Dio, Dio dei suoi padri, senza la purità richiesta dal santuario ».19 Di tutti quelli, i quali con tutto il cuore cercano il Signore Dio de' padri oro; e non imputerà ad essi il non essersi pienamente purificati.
20 Jahve ascoltò Ezechia e non fece al popolo nessun male.20 E il Signore lo esaudì, e si placò col popolo.
21 Così i figli di Israele, che si trovavano a Gerusalemme, celebrarono con grande gioia la festa degli Azzimi per sette giorni. Ogni giorno i Leviti e i sacerdoti lodarono Jahve; essi cantarono le lodi di Jahve con tutta la forza.21 E i figliuoli d'Israele, che si trovarono a Gerusalemme, celebrarono la solennità degli azzimi per sette giorni con grande allegrezza, laudando ogni di il Signore: e così anche i Leviti, e i sacerdoti cogli strumenti convenienti al grado loro.
22 Ezechia parlò al cuore di tutti i Leviti, i quali si distinsero per una grande avvedutezza nel servizio di Jahve. In tal modo compirono la festa in sette giorni, immolando sacrifici pacifici e lodando Jahve, Dio dei loro padri.22 Ed Ezechia parlò benignamente a tutti i Leviti, i quali aveano molta cognizione delle cose del Signore: e mangiarono nei sette giorni della solennità le vittime pacifiche, che si offerìvano, lodando il Signore Dio de' padri loro.
23 Poi tutta l’assemblea decise di festeggiare altri sette giorni; in tale modo trascorsero ancora sette giorni nella gioia.23 E tutta la moltitudine si accordò a celebrare altri sette giorni, come fecero con gran letizia.
24 Ezechia re di Giuda, infatti, aveva offerto all’assemblea mille tori e settemila pecore; anche i capi avevano offerto all’assemblea mille tori e diecimila pecore; i sacerdoti poi si erano santificati in numero più che sufficiente.24 Imperocché Ezechia re di Giuda avea dato alla moltitudine mille tori, e sette mila pecore: e i principi della città avean dato al popolo mille tori, e dieci mila pecore; onde un gran numero di sacerdoti si consagrò.
25 Tutta l’assemblea di Giuda, i sacerdoti, i Leviti, tutta l’assemblea di coloro che erano venuti da Israele, gli stranieri accorsi dal territorio di Israele insieme con coloro che abitavano in Giuda furono pieni di gioia.25 E tutta la gente di Giuda, e tanto i sacerdoti, come i Leviti, e tutta la moltitudine, che era venuta da Israele; come anche i proseliti sì del paese d'Israele, come quelli, che dimoravano nelle terre di Giuda, erano inondati di allegrezza.
26 Una grande letizia pervase Gerusalemme, poichè tale cosa non era mai successa dal tempo di Salomone figlio di David, re di Israele.26 E la solennità celebrata in Gerusalemme fu grande, e non vi era stata la simile in quella città dal tempo di Salomone figliuolo di David re d'Israele.
27 I sacerdoti e i Leviti alla fine si alzarono per benedire il popolo. La loro voce fu ascoltata e la loro preghiera penetrò nella santa dimora di lui, cioè nel cielo.27 E si alzarono i sacerdoti, e i Le viti per benedire il popolo, e furono esaudite le loro voci: e la orazione penetrò all'abitazione santa del cielo.